fbpx
Home Blog Page 5

Il trattore a bioidrogeno fuel cells della Steyr-Cnh

Steyr presenta FCTRAC: il trattore alimentato a bioidrogeno che sta rivoluzionando l’agricoltura

È arrivato il momento dell’idrogeno anche nei campi ! Un importante annuncio scuote il settore: Steyr ha lanciato l’FCTRAC, un innovativo prototipo di trattore alimentato a bioidrogeno. Basato sul modello 4140 Expert CVT, questo trattore è il risultato di una collaborazione che ha visto impegnati ingegneri di CNH, con sede a St. Valentin, Austria, e numerosi partner scientifici e industriali. Tra i collaboratori principali figurano l’Agenzia austriaca per la promozione della ricerca (FFG) e l’Istituto di tecnologia dei motori e degli autoveicoli (IFA) della TU Wien. Questa partnership ha permesso di progettare, sviluppare, omologare e testare l’FCTRAC, dimostrando come la collaborazione tra industria e accademia possa generare soluzioni sostenibili e innovative.

FCTRAC è un nuovo standard per l’agro meccanica sostenibile
e il cuore pulsante del progetto è il modulo BioH2. Questo modulo produce idrogeno utilizzando materie prime e residui biogenici: sono necessari circa 15-16 kg di biomassa secca per ottenere una quantità di idrogeno equivalente a 3,5 litri di gasolio (35 kWh). Grazie alla tecnologia delle celle a combustibile, il trattore emette solo vapore acqueo, azzerando le emissioni nocive.

In termini di prestazioni, l’FCTRAC non ha nulla da invidiare ai modelli diesel. Dotato di una batteria ad alta tensione da 14 kWh e di un sistema elettrico a 400 V, il trattore sviluppa una potenza di 95 kW, eguagliando le prestazioni della sua controparte diesel. La SOSTITUZIONE del motore diesel con una cella a combustibile in un sistema di trazione elettrica, insieme a un serbatoio per l’idrogeno compresso e a una batteria ad alta tensione, rappresenta un significativo passo avanti verso una mobilità agricola più sostenibile. L’FCTRAC ha attirato grande interesse al Castello di Schönbrunn a Vienna, dove è stato nominato per il Premio di Stato Austriaco per la Tecnologia nella categoria “Tecnologie della Mobilità”, che riconosce le innovazioni tecniche più avanzate e sostenibili. Marco Lombardi, responsabile dei marchi Case IH e STEYR per l’area EMEA, ha dichiarato: “Siamo orgogliosi di aver svolto un ruolo cruciale nello sviluppo dell’FCTRAC insieme alla TU Wien. Questo trattore non solo rappresenta il futuro sostenibile verso cui il nostro settore si sta dirigendo, ma rafforza anche la posizione di CNH come leader nell’innovazione dei carburanti alternativi. Continueremo a lavorare su questo entusiasmante progetto”.

Le celle a combustibile a idrogeno (fuel cells) rappresentano una delle soluzioni più promettenti per la mobilità sostenibile. Queste celle generano elettricità combinando idrogeno e ossigeno, con l’unica emissione di vapore acqueo. Questa tecnologia è particolarmente adatta al settore agricolo, dove l’efficienza e la riduzione delle emissioni sono fondamentali e dove è possibile produrre il bioidrogeno ottenuto del biogas dagli scarti agricoli.

Il biogas e il bioidrogeno, ottenuti da fonti rinnovabili, offrono soluzioni complementari. Il biogas, prodotto dalla digestione anaerobica di materiali organici, può essere convertito in bioidrogeno tramite il processo di steam reforming. Questa tecnologia, che è stata brevettata da Scandiuzzi, permette di ottenere idrogeno ad alta purezza dal biogas, aumentando l’efficienza e riducendo ulteriormente l’impatto ambientale.

L’FCTRAC di Steyr rappresenta un passo avanti decisivo verso un futuro agricolo più sostenibile. Grazie alla stretta collaborazione tra industria e accademia, questo trattore a bioidrogeno dimostra l’efficacia delle tecnologie a celle a combustibile e apre la strada a ulteriori innovazioni nel settore dell’agro meccanica sostenibile. Con il continuo progresso delle tecnologie e l’impegno verso la sostenibilità, il futuro dell’agricoltura appare sempre più verde e innovativo.

Fonte: PRESS Steyr – CNH

 

Iris group: la prima lastra ceramica con l’idrogeno verde

La transizione energetica vede tutti i comparti produttivi interessati all’impiego dell’idrogeno green nei processi industriali. Sono particolarmente critici quei settori in cui la de carbonizzazione è più “difficile da abbattere” (dal termine in inglese “hard-to-abate”). Il riferimento, in particolare, è alle industrie “pesanti” (tra cui vetro, cemento, ceramica, acciaio, chimica), ma anche ad alcune che, pur “leggere”, consumano molto gas naturale nei processi (soprattutto alimentare, farmaceutico, gomma-plastica). Queste imprese consumano circa l’85% del gas naturale che viene impiegato dai processi produttivi dell’intera manifattura nazionale. Una soluzione per la loro de carbonizzazione è costituita dall’idrogeno verde.

Attraverso l’elettrolisi l’acqua viene scissa in ossigeno e idrogeno verde tramite corrente elettrica che viene prodotta da grandi impianti fotovoltaici. L’idrogeno verde può essere impiegato direttamente dalle imprese in sostituzione del gas.

L’“IPCEI Hy2Tech” (detta anche IPCEI H2 Technology o IPCEI Idrogeno 1) consiste in aiuti di Stato: si tratta di 550 milioni di euro, finanziati dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), che prevedono sovvenzioni dirette alle imprese che sostituiranno i combustibili fossili come fonte energetica o materia prima per i loro processi.

Una prima importante iniziativa in questa direzione è quella di Iris Ceramica Group, leader mondiale nella realizzazione di grandi lastre in ceramica tecnica di alta gamma per il settore design, arredo e architettura, con Edison NEXT, società del Gruppo Edison che accompagna clienti e territori nel loro percorso di de carbonizzazione e transizione ecologica. Insieme le due realtà hanno dato vita al primo progetto per la de carbonizzazione dell’industria ceramica tramite idrogeno verde realizzando una H2 Factory nello stabilimento produttivo di Iris Ceramica di Castellarano (in provincia di Reggio Emilia).

Qui vengono prodotte grandi lastre in ceramica con spessori di 12 e 20 mm, destinate in particolar modo al settore dell’arredamento di lusso.  Edison NEXT ha realizzato per Iris Ceramica un impianto di produzione di idrogeno verde tramite elettrolisi di potenza pari a 1 MW, alimentato da energia rinnovabile. Inoltre, sono stati installati 2 impianti fotovoltaici di potenza complessiva pari a 3,8 MWp che serviranno a generare l’energia rinnovabile a supporto dell’impianto. A maggio 2024 è iniziata la fase di test che ha portato alla realizzazione della prima lastra in ceramica al mondo fabbricata utilizzando una miscela di idrogeno verde e gas naturale. La lastra prodotta ha dimensioni di 3,2 metri di lunghezza, 1,6 metri di larghezza e uno spessore di 12 mm. Per lo svolgimento dei test, è stato installato un impianto pilota composto da due elettrolizzatori con una potenza totale di 120 kW elettrici, posizionati in un container e alimentati da energia rinnovabile, capaci di produrre complessivamente 20 metri cubi di idrogeno verde all’ora. L’impianto pilota permette di alimentare un forno di ultima generazione con una miscela di idrogeno verde fino al 7%, percentuale destinata ad aumentare fino al 50% una volta installato l’impianto definitivo, che è stato progettato per consentire un ulteriore raddoppio della produzione ed è già dotato di tecnologie innovative e delle infrastrutture necessarie per l’utilizzo al 100% di idrogeno. L’obiettivo complessivo della fase di test – che proseguirà nei prossimi mesi – è quello di approfondire l’utilizzo della tecnologia per la produzione di lastre in ceramica tramite idrogeno verde e verificare il comportamento del materiale durante la cottura, garantendo al contempo il rispetto dell’eccellenza qualitativa, tecnica ed estetica.

L’importante obiettivo che si è data Iris Ceramica Group assieme ad Edison Next è di raggiungere la carbon neutrality della produzione di lastre in ceramica entro il 2030. La produzione attesa, pari a circa 132 tonnellate di idrogeno verde annui, andrà a sostituire circa 500.000 metri cubi di gas metano all’anno, con un risparmio stimato di circa 900 tonnellate di CO2.

“L’inizio di questa fase rappresenta un passo concreto verso il net zero per un settore industriale particolarmente energivoro come quello ceramico. Si tratta della dimostrazione che mettendo in campo tecnologia e innovazione, ma anche competenze e determinazione, si possono raggiungere risultati importanti anche in ambiti in cui la sfida risulta difficile, poiché richiede un ripensamento dell’intero processo produttivo e l’utilizzo di tecnologie più prospettiche, come l’idrogeno.” Dichiara Giovanni Brianza CEO di Edison Next. “Siamo orgogliosi di essere al fianco di una delle eccellenze del Made in Italy in un’iniziativa pionieristica per l’intero settore, ma anche per il Paese, sostenendo così la diffusione di una nuova cultura industriale in cui la sostenibilità è al centro e diventa, non solo un’occasione di cambiamento positivo, ma anche uno strumento per aumentare la propria competitività sui mercati di riferimento.”

“Oggi segniamo un traguardo importante, un altro fatto concreto che testimonia il nostro impegno verso la decarbonizzazione del settore ceramico. Un progetto unico e all’avanguardia di valenza mondiale, che apre nuove prospettive alla manifattura hard-to-abate, dimostrando che si può fare”. Dichiara Federica Minozzi CEO di Iris Ceramica Group. “La fase di test ci servirà per mettere a punto il processo di produzione per poi passare alla fase successiva che ci permetterà di aumentare sempre più la percentuale di idrogeno verde fino al 50% con il sistema di produzione che Edison Next sta realizzando su misura per noi. Siamo di fronte ad una partnership di grande valore e siamo orgogliosi che questo traguardo sia frutto di un lavoro di squadra di tutta la filiera, un esempio virtuoso di sostenibilità integrata. Auspichiamo che altre aziende possano seguire il nostro percorso per poter veramente fare sistema e divenire un driver di cambiamento a livello nazionale, ma non solo”, conclude Federica Minozzi.

Iris Ceramica Group, che conta circa 1500 dipendenti nel mondo, ha sede a Fiorano Modenese, con stabilimenti in Italia tra le province di Modena e Reggio Emilia – e due siti produttivi all’estero, in Germania e Stati Uniti. Il Gruppo opera nel mercato di alta gamma con differenti marchi storici, riconosciuti tra i più importanti player nel panorama internazionale. Tra i più prestigiosi nel settore design e architettura: Ariostea, Fiandre, FMG – Fabbrica Marmi e Graniti, Iris Ceramica, Porcelaingres, SapienStone e Stonepeak Ceramics.

Fonte: Ufficio stampa Iris Ceramica Group

 

H24EVO La hypercar a idrogeno fuel cells alla conquista di Le Mans

Svelato H24EVO  il nuovo prototipo a idrogeno fuel cells di Mission H24  che mira a portare l’idrogeno a Le Mans nei prossimi anni.

Il futuro del motorsport è oggetto di fascino e le serie di sport motoristici di tutto il mondo si stanno impegnando per ridurre l’impronta di carbonio, attraverso fattori come  l’utilizzo di fonti di energia rinnovabile durante i weekend di gara.
Dall’inizio del 2022 il FIA World Endurance Championship utilizza il carburante rinnovabile al 100% di TotalEnergies, composto da scarti di residui di vino dell’industria agricola francese, che ha deciso di ridurre le emissioni di ogni vettura di almeno il 65%.
Sin dall’inizio del WEC nel 2012, i produttori hanno utilizzato propulsori ibridi elettrici-ICE nelle principali categorie LMP1 e Hypercar.
Secondo l’Associazione europea dei produttori automobilistici, nel 2022 fino al 22,6% del mercato era costituito da veicoli ibridi. Non sorprende che un pacchetto di auto stradali che incorpora il meglio sia dell’elettrico che del motore a combustione interna, con conseguenti emissioni ridotte, si presti a un prodotto interessante, rispetto agli equivalenti esclusivamente ICE.
Ora ci attende il prossimo passo, e l’Automobile l’Ouest (ACO) – che governa e organizza la storica 24 Ore di Le Mans – afferma che sia l’idrogeno.
Come riportato da altre pubblicazioni, una classe di solo idrogeno a Le Mans è stata prevista al 2027.
L’ACO ha iniziato la sua partnership nel 2018 con GreenGT, un modello che è stato gradualmente sviluppato e ha corso quattro round della Michelin Le Mans Cup 2022, operando ai livelli di prestazioni di un’auto GT3 più veloci.
Dopo aver testato il funzionamento essenziale sulle due auto a idrogeno esistenti, prima LMPH2G e poi H24, hanno portato a termine fasi specifiche della fase di ricerca e sviluppo del progetto della nuova unità di potenza (sistema di celle a idrogeno, serbatoi, motori elettrici, batteria, ecc.) su auto laboratorio.
Dopo aver testato le funzioni essenziali su queste auto, poiché il prodotto finale dovrà rivaleggiare con altre forme di energia e attirare clienti come potenziali produttori è stata avviata una serie di test in pista.

Nell’H24EVO verrà utilizzato un sistema di celle a combustibile (fuel cells) a idrogeno Symbio, con l’obiettivo di ottenere un’elevata densità di potenza e una potenza massima netta di 300 kW (402 cv). La cella a combustibile è costituita da piastre e membrane in cui avviene una reazione elettrochimica che produce elettricità, calore e acqua.
L’ultimo modello H24 ha migliorato la distribuzione del volume e del peso del serbatoio dell’idrogeno (H2), soddisfacendo le esigenze di un’auto da corsa.
Plastic Omnium è il partner ACO che fornirà i due serbatoi di H2 certificati a livello internazionale, ciascuno dei quali stocca 3,9 kg  di idrogeno a 700 bar di pressione, per un totale di circa 7,8 kg (3,9 x 2).
Nel 2018, in occasione della 4 Ore di Spa, Total Energies aveva dimostrato pubblicamente il processo di rifornimento in pista dell’idrogeno. L’anno successivo, ha creato la prima stazione di rifornimento mobile di H2 al mondo, progettata per viaggiare con il team da un circuito all’altro. Total Energies sta attualmente lavorando con l’ACO sull’infrastruttura che assicurerà il rifornimento di idrogeno per la classe Le Mans H2 nel 2027.
Motopropulsore e telaio
L’H24EVO ha un cambio a rapporto singolo e da un unico motore elettrico che alimenta le ruote posteriori.
La densità di potenza del motore (di 660 kW) sarà superiore a 20 kW/kg, che secondo loro è maggiore dell’attuale F1 MGU-K (circa 16 kW/kg)
Peso massimo target: 30 kg rispetto ai 48 kg del modello H24 attuale.
Differenziale a slittamento limitato integra la trasmissione
Costruirà il telaio la ditta ADESS seguendo la struttura di tipo LMP dei modelli attuali.
Oltre a un sistema di raffreddamento più ottimizzato, il guidatore sarà seduto più centralmente per lasciare spazi sui lati per scopi aerodinamici e di raffreddamento.
Peso massimo target: 1300 kg rispetto ai 1450 kg di H24
Una batteria al litio speciale fornirà la maggior parte della potenza di spunto, recuperando l’energia cinetica attraverso la frenata.
La potenza massima della batteria sarà di 400 kW (536 cavalli) e il suo peso sarà di 80 kg, rispetto ai 92 kg dell’attuale H24.
Entro il 2030 utilizzerà pneumatici Michelin con il 40% di materiali di origine biologica o riciclati.
Un peso di 1300 kg e una velocità massima di 320 km/h mostrano le grandi ambizioni del progetto che dimostra che l’idrogeno è un’alternativa fattibile a emissioni zero.
Importante con H24EVO per l’ACO dimostrare che potrebbero tranquillamente essere accolte anche le auto a idrogeno a fuel cells nella famosa gara automobilistica di durata di Le Mans.

Fonte: MissionH24

Stellantis: obiettivo 100.000 veicoli a idrogeno fuel cells

Stellantis punta sull’energia a idrogeno con celle a combustibile oltre alle auto full elettriche. Il gruppo automobilistico guidato dal CEO Carlos Tavares ha annunciato l’obiettivo di produrre 100.000 veicoli all’anno con trazione a celle a combustibile entro il 2030.
Per offrire una flotta di veicoli a basse emissioni sono necessarie diverse tecnologie e per Stellantis la batteria e la cella a combustibile sono tecnologie che si completano a vicenda poiché entrambe coprono casi d’uso diversi.

Puntare a 100.000 unità non è un obiettivo da poco. Jean-Michel Billig, responsabile del programma idrogeno del Gruppo, ha spiegato in un’intervista per la testata tedesca Welt am Sonntag le idee di sviluppo a livello internazionale. Dal 2024 infatti, Stellantis si dedicherà anche alla produzione di vetture con celle a combustibile in Polonia e nel nord degli USA, ponendo grande attenzione al modello RAM 5500 prodotto in Messico.
Si tratta del primo veicolo a idrogeno nel continente americano creato direttamente dall’azienda e potrebbe diventare sempre più oggetto di interesse nel corso del tempo. Nel prossimo decennio infatti, almeno secondo le previsioni di Billig, la quota di mercato significativa verso queste tecnologie potrebbe raggiungere anche il 40% del totale. Poi nello specifico, il pick-up RAM 5500 potrebbe divenire uno dei possibili protagonisti della crescita del settore.

L’idrogeno si sta proponendo sempre di più come valida alternativa all’elettrico, offrendo numerosi vantaggi soprattutto per quel che riguarda la maggiore autonomia delle auto, che può arrivare anche fino a 500 km con l’uso di sistemi di stoccaggio, e la possibilità di aumentare il carico utile del veicolo.

Stellantis ha anche in programma la produzione di 8 modelli di van commerciali, sempre alimentati da H2, che saranno a disposizione per tutto il mercato europeo, con l’intenzione di offrire al Vecchio Continente una gamma di prodotti completamente decarbonizzati a partire dal 2030.

“Abbiamo bisogno di questa tecnologia anche per questo” ha dichiarato Jean-Michel Billig, capo del programma sull’idrogeno di Stellantis.
Stellantis offre veicoli commerciali di medie dimensioni con celle a combustibile dalla fine del 2022, ma finora ne sono stati venduti solo 350, secondo Die Welt. Il gruppo sta ora avviando la produzione in serie. La produzione di veicoli più grandi dovrebbe iniziare in Polonia quest’anno, ha affermato Billig. La produzione americana dovrebbe poi seguire il più rapidamente possibile, soprattutto con il grande RAM 5500 in versione a celle a combustibile. Questa nuova variante del pick-up dovrebbe essere prodotta in Messico. Vedremo dunque quali altre novità emergeranno in proposito da parte del gruppo automobilistico nato dalla fusione di PSA Groupe e Fiat Chrysler Automobiles.

Fonte: Stellantis Global Media

La stazione H2 di Bolzano al centro dei test dei veicoli a fuel cells d’Europa

Produrre idrogeno – ovvero “carburante made in Alto Adige” generato tramite energie rinnovabili, stoccarlo, rifornire le silenziose vetture elettriche a emissioni zero per raggiungere una graduale indipendenza energetica – questa è la base del progetto H2. Per questo, è stato aperto il Centro Idrogeno in stretta collaborazione con l’Autostrada del Brennero SpA, la Provincia Autonoma di Bolzano e grazie al sostegno del FESR – il Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale.

Presso l’impianto di produzione di idrogeno bolzanino, tre elettrolizzatori modulari sono in grado di produrre fino a 180 Nm³/ora a condizioni normali (Nm³= m³ a 15°C). L’idrogeno compresso e stoccato sotto forma gassosa attualmente può rifornire fino a 15 autobus urbani (con tratte giornaliere di 200-250 km) o fino a 700 vetture. L’impianto prevede inoltre la possibilità di rifornire gruppi bombole d’idrogeno o carri trailer con autocisterne.

La stazione di rifornimento H2 di Bolzano è un riferimento importante per i test sulla lunga distanza dei veicoli idrogeno che, dalla Germania e dall’Austria, arrivano in Alto Adige percorrendo l’asse nord-sud da Francoforte, Monaco e Innsbruck dove ci sono altre stazioni di rifornimento. Per esempio le prove della BMW iX5 Hydrogen. Questo nuovo mezzo con cella a combustibile sta effettuando dimostrazioni e test a livello mondiale sulla lunga percorrenza e l’Alto Adige (e di conseguenza anche il distributore di idrogeno a Bolzano) è una tappa fondamentale: il mix tra montagne, vallate e autostrada permette di provare la macchina in condizioni diverse.

Con questo veicolo BMW fa un ulteriore passo verso una mobilità a zero emissioni: la BMW iX5 Hydrogen si basa su una X5 e sottolinea il know-how di punta del “BMW Group” nel campo dei sistemi di trazioni elettrici; le celle a combustibile sono il frutto di una cooperazione di sviluppo di BMW con Toyota.

Nell’ambito questo periodo di intense fasi di test e prove, Daimler Truck ha completato una serie di prove preliminari con il prototipo di camion Mercedes-Benz GenH2 in Alto Adige. La base di partenza è stata il Centro Idrogeno di Bolzano Sud.
Già in passato l’Alto Adige è stata un’area di prova molto gettonata per veicoli di varie categorie e tipi di trazione. Recentemente, tuttavia, si è manifestata una tendenza interessante: sempre più costruttori di veicoli stanno testando i loro camion a zero emissioni – soprattutto quelli alimentati ad idrogeno – nell’area del corridoio del Brennero.

A causa del suo profilo di pendenza, questo è uno degli assi di traffico principali più impegnativi e, soprattutto, più trafficati d’Europa: quasi 4,5 milioni di camion attraversano qui le Alpi ogni anno. I test su questo percorso sono quindi un chiaro segnale dell’intenso lavoro per la de-carbonizzazione del traffico pesante. Il punto fisso e di partenza di queste attività è il Centro Idrogeno di Bolzano Sud, che gode di un’ottima reputazione non solo in Europa grazie al suo vasto know-how tecnico.
Così il team di sviluppo Daimler ha sottoposto il camion GenH2 ad una serie di test impegnativi ed intensivi: dal Brennero all’autostrada fino al Passo Pennes e si è detto entusiasta delle condizioni dell’Alto Adige, dove un’ampia varietà di profili di guida incontra il supporto di un’équipe altamente esperta.

Claudio Vitalini, Amministratore Delegato del Centro Idrogeno di Bolzano, afferma: “Accompagnare i nuovi veicoli nei loro primi passi verso il mercato è uno dei motivi per cui è stato fondato il centro. Gli attuali sviluppi molto positivi dei veicoli pesanti a zero emissioni sono molto importanti soprattutto per l’Alto Adige e per l’autostrada del Brennero, con il suo elevato volume di traffico. Sostenerli ed introdurli sul mercato il più rapidamente possibile è nell’interesse di tutti noi”.

Fonte: Press – IIT Hydrogen

Le batterie Corbelli elettronica anche per i veicoli a idrogeno fuel cells

Tutti i veicoli a idrogeno (dalla auto ai camion) necessitano anche di un pacco batterie, più o meno grande, per ibridizzare le fuel cells a idrogeno in modo da assicurare maggiore autonomia ed un funzionamento migliore del sistema di trazione.

La Corbelli Elettronica Snc, che è in grado di fornire batterie sia per veicoli “full electric” sia per veicoli elettrici a fuel cells a idrogeno, ha iniziato la sua attività nel 1990 con la rappresentanza tecnico-commerciale di batterie al piombo, rivolgendosi ai distributori di materiale elettrico ed elettronico, all’industria e ai manutentori di gruppi UPS e allarmi.

Oggi, offre servizi legati alla consulenza, progettazione, realizzazione, assemblaggio e distribuzione di batterie e pacchi batterie personalizzati e adatti ad ogni tipo di esigenza. Ogni fase del processo di realizzazione del pacco batteria, dalla progettazione alla realizzazione finale, segue un processo ben preciso, finalizzato alla miglior compromesso tra design e prestazioni, mantenendo elevati gli standard di qualità sinonimo di sicurezza. In fase di progettazione di un pacco batteria al litio vengono prese in considerazione, prima di tutto, le specifiche meccaniche, elettriche e ambientali del dispositivo su cui deve essere installato. L’obiettivo è quello di ottenere, al tempo stesso, design e prestazioni ottimali.
L’assemblaggio e realizzazione dei pacchi batteria si effettua attraverso fasi ottimizzate che consentono di ottenere costi finali molto contenuti e tempi di consegna più rapidi. Ogni pacco batteria prevede l’utilizzo di componenti di alta qualità in grado di garantire prestazioni elevate capaci di soddisfare ogni tipo di esigenza. Dopo la fase di realizzazione, ogni pacco batteria affronta una fase di test e calibrazione finalizzata a garantire elevati standard qualitativi e prestazionali.

Pacchi batterie al Litio disponibili
Batterie Litio Ferro Fosfato – LIFePO4
Batterie Litio Ione Ricaricabili Panasonic, Samsung, Lg
Batterie Litio a celle cilindriche e a sacchetto (pouch)

BATTERIE POUCH (A SACCHETTO)

La progettazione Cobelli elettronica dei pacchi batterie si basa interamente sui requisiti elettrici, meccanici e ambientali del dispositivo su cui devono essere installati. L’obiettivo è quello di trasformare il design di ogni pacco batteria personalizzato in una soluzione tangibile che opera entro i parametri del dispositivo fruente, fornendo, al tempo stesso, prestazioni ideali. Dopo la fase di assemblaggio tutti i pacchi batteria vengono testati e calibrati per garantire qualità, conformità e prestazioni adeguate.

Normative
I requisiti normativi per i pacchi batteria agli ioni di litio e al nichel-metallo idruro cambiano continuamente e possono variare notevolmente in varie parti del mondo. Garantire che il design del pacco batteria soddisfi le normative in vigore può essere difficile e richiedere tempo. Per farti risparmiare tempo e fatica, la Corbelli Elettronica può gestire tutti i requisiti normativi per i progetti di tutti i pacchi batterie.

Fonte: ufficio stampa Corbelli elettronica

Red Bull (con Avl) sfida tutti anche sulla mobilità a idrogeno a fuel cells

Red Bull Advanced Technologies, la divisione ad alte prestazioni del Red Bull Racing Group, sta collaborando con l’azienda di tecnologie per la mobilità AVL per sviluppare la prossima generazione di celle a combustibile ad altissima densità di potenza. Dovrebbero essere più leggere di due terzi rispetto ai sistemi di celle a combustibile convenzionali, aprendo così la strada a settori automobilistico, motoristico e aeronautico ad alte prestazioni.

Milton Keynes, UK, aprile 2024: Questa collaborazione combina il portafoglio di tecnologie AVL leader nel settore delle celle a combustibile PEM con le tecnologie vincenti e le metodologie innovative di Red Bull in materia di progettazione, costruzione e aerodinamica leggera. Il progetto prevede la realizzazione di un sistema di celle a combustibile per applicazioni ad alte prestazioni che supera quelli attualmente disponibili a livello globale. Le indagini congiunte indicano che, una volta completate con successo, è possibile ottenere miglioramenti significativi nella densità di potenza gravimetrica, con valori verso i 6kW/kg a livello di stack di celle a combustibile (fuel cellls) e 2kW/kg a livello di sistema completo di sistemi ausiliari (bop: balance fo power) . Questa tecnologia è potenzialmente in grado di produrre il sistema di celle a combustibile PEM con la più alta densità di potenza gravimetrica al mondo.

Le soluzioni che verranno raggiunte costituiranno una pietra miliare significativa nell’innovazione tecnologica a zero emissioni , consentendo a settori come le future serie motoristiche l’aerospaziale e una moltitudine di altre applicazioni di avere i valori di densità di potenza richiesti dalla mobilità a idrogeno.

Rob Gray, direttore tecnico di Red Bull Advanced Technologies: “Siamo lieti di lavorare con AVL a questa collaborazione per aumentare la densità di potenza delle celle a combustibile e quindi migliorare le prestazioni. Questo dimostra quanto possa essere vantaggiosa l’applicazione dell’ingegneria all’avanguardia della F1 per il progresso del mondo reale”.

Matthias Wellers, amministratore delegato di AVL Powertrain UK Ltd: “Questa entusiasmante collaborazione combinerà le conoscenze e l’esperienza dei nostri esperti, consentendo alla tecnologia dei sistemi di celle a combustibile PEM di progredire ulteriormente e più rapidamente per soddisfare i requisiti delle applicazioni ad alte prestazioni.”

Fonte: press Red Bull Advanced Technologies e AVL

Idrogeno dall’acqua con le microonde

Premessa – advising: Questo articolo è per lettori con competenze scientifiche a livello universitario

Ricercatori spagnoli hanno sviluppato la produzione di idrogeno senza elettrodi di contatto attraverso l’elettrolisi dell’acqua mediante l’attivazione redox innescata da microonde di materiali ionici allo stato solido a basse temperature (< 250 °C).

Illustrazione schematica del ciclo redox indotto dalle microonde. L’irradiazione a microonde di materiali drogati ne induce la reazione di riduzione e innesca il rilascio di ossigeno gassoso. L’immissione di un gas adatto a controllare le microonde porta alla riossidazione del materiale attraverso la deossigenazione del gas e la formazione di preziosi vettori energetici molecolari.
L’H2 prodotto dall’acqua e dall’energia verde attraverso la scissione termochimica o fotocatalitica dell’acqua e l’elettrolisi dell’acqua è diventato un’alternativa sostenibile con un contributo trascurabile di gas serra in loco. Nei cicli termochimici, la scissione delle molecole d’acqua, altamente dispendiosa dal punto di vista energetico (ΔHH2O=285kJmol-1), è spesso realizzata utilizzando vettori energetici rigenerabili (agenti molecolari o solidi come metalli o ceramiche) che riducono l’acqua per produrre H2. L’attivazione redox dell’acqua viene solitamente effettuata mediante riscaldamento ad altissima temperatura o metodi galvanici per consentire questa reazione non spontanea limitata all’equilibrio, cioè con una grande variazione positiva dell’energia libera di Gibbs (ΔGH2O).
I processi elettromagnetici, come il riscaldamento a microonde, sono promettenti per la produzione intelligente e l’attivazione di reazioni chimiche e possono consentire il funzionamento elettrochimico senza elettrodi di contatto e senza le limitazioni delle celle elettrolitiche convenzionali, ovvero le condizioni operative limitate e la complessità delle apparecchiature.

Qui sopra riportiamo la produzione di H2 dall’acqua senza contatto, mediata dall’attivazione redox innescata dalle microonde di materiali ionici allo stato solido. La scissione dell’acqua è realizzata con la sola applicazione di radiazioni a microonde, che consentono il ciclo chimico redox degli ossidi ceramici a temperature molto basse (<250 °C).
Dal diagramma energetico di Sankey della distribuzione energetica del ciclo redox completo assistito da microonde per la produzione di idrogeno si nota che il calore in eccesso dalla riossidazione viene riutilizzato per soddisfare il fabbisogno energetico della fase di riduzione.
L’acqua è stata ridotta per reazione con CeO2 drogato con gadolinio non in equilibrio, precedentemente deossigenato elettrochimicamente in situ con la sola applicazione delle microonde. La riduzione guidata dalle microonde è stata identificata da un aumento istantaneo della conduttività elettrica e dal rilascio di O2.
In primo luogo, le microonde interagiscono con l’ossido cristallino, determinando un aumento istantaneo della conduttività elettrica che è accompagnato dalla riduzione del materiale (deossigenazione).
La seconda fase prevede la scissione dell’acqua attraverso una reazione spontanea con il materiale attivato, che porta alla formazione diretta di H2 e alla riossigenazione del materiale.
Questo processo è ciclabile; il rendimento di H2 e l’efficienza energetica dipendono dal materiale e dalla potenza.

Fonte: Universitat Politècnica de València

Hyundai promuove la mobilità a idrogeno in Arabia Saudita

(from left) Badr AlBadr, Deputy Minister of Investment of Saudi Arabia and Jaehoon Chang, President and CEO of Hyundai Motor Company.

Hyundai Motor Company ha firmato un memorandum d’intesa (MOU) con il Korea Automotive Technology Institute (KATECH), Air Products Qudra (APQ) e Public Transport Company (SAPTCO) per creare e sviluppare un ecosistema per la mobilità basata sull’idrogeno nell’Arabia Saudita e fornire supporto su servizi tecnologici e risorse umane. Aree specifiche di collaborazione includono la promozione di progetti dimostrativi per veicoli commerciali a fuel cells (celle a combustibile) a idrogeno e l’esplorazione di opportunità per la ricerca congiunta nel campo della mobilità basata sull’idrogeno. Hyundai Motor fornirà veicoli commerciali a celle a combustibile a idrogeno a SAPTCO come parte della partnership.

“Questa partnership con i principali stakeholder del Paese rappresenta una pietra miliare significativa nei nostri sforzi per stabilire una catena del valore sostenibile dell’idrogeno in Arabia Saudita”, ha affermato Jaehoon Chang, Presidente e CEO di Hyundai Motor Company. “Abbiamo inoltre in programma di espandere continuamente il settore della mobilità basata sull’idrogeno in linea con l’ambizione dell’Arabia Saudita di raggiungere zero emissioni nette”.

Nel frattempo, si prevede che KATECH esplorerà ulteriori opportunità di collaborazione in ricerca e sviluppo e APQ garantirà una fornitura di idrogeno in Arabia Saudita per la partnership. Si prevede che SAPTCO coopererà strettamente con le parti interessate per formulare un piano a lungo termine volto ad espandere ulteriormente l’ecosistema per la mobilità basata sull’idrogeno nel paese.

“Questa cooperazione apre le porte alla nostra tecnologia degli autobus a idrogeno per entrare nel mercato del Medio Oriente”, ha affermato Seung-sik Na, Presidente di KATECH. “Lavoreremo per sviluppare autobus a idrogeno adatti ai climi ad alta temperatura insieme all’industria automobilistica in modo che l’industria automobilistica nazionale possa espandere la propria presenza a livello globale.”

Nel 2016, l’Arabia Saudita ha stabilito la strategia “Saudi Vision 2030” per passare dal fare affidamento sulle esportazioni di petrolio alla promozione della diversificazione economica attraverso investimenti strategici in settori chiave. Nell’ambito di questa strategia, il Paese ha annunciato la “Saudi Green Initiative” dimostrando il suo impegno nell’esplorazione di tecnologie e innovazioni all’avanguardia per raggiungere l’obiettivo di zero emissioni nette di carbonio entro il 2060.

Hyundai Motor Group (il Gruppo) è sempre stato in prima linea nel guidare la transizione energetica in Arabia Saudita. Le loro iniziative sono iniziate con l’esportazione con successo di due autobus ELEC CITY Fuel Cell in Arabia Saudita nel 2020. Il Gruppo ha ampliato la propria portata nel paese esportando il camion pesante XCIENT Fuel Cell nel 2021.

Camion pesante XCIENT Fuel Cell a idrogeno Hyundai per l’Arabia saudta

Nel marzo dello scorso anno, il Gruppo ha inoltre firmato un accordo di ricerca congiunta con la Saudi Arabian Oil Company (Aramco) e la King Abdullah University of Science and Technology (KAUST) per ridurre al minimo le emissioni di gas serra sviluppando un combustibile avanzato. Questi sforzi sono alla base dell’impegno costante del Gruppo nel pioniere nell’adozione di tecnologie energetiche pulite ed efficienti in tutto il mondo.

FONTE: Hyundai Motor Company

La SACMI realizza la prima piastrella ceramica con un forno 100% a idrogeno

Il Kiln Lab SACMI realizza le prime prove di cottura utilizzando come combustibile l’idrogeno puro autoprodotto. Per SACMI un altro primato e un passo concreto verso gli obiettivi di neutralità climatica per il settore ceramico

Dopo avere presentato al mondo il nuovo prototipo di forno 100% idrogeno, il Kiln Lab di SACMI completa con successo le prime prove di cottura utilizzando come combustibile l’idrogeno puro autoprodotto.

È il risultato di un percorso lungo 3 anni che ha portato:

–    alla costruzione, nella sede SACMI Forni & Filter di Salvaterra, della stazione di produzione e stoccaggio dell’idrogeno puro con elettrolizzatore, bombole di stoccaggio, impianto di miscelazione;

alla realizzazione del prototipo di forno, acceso nelle scorse settimane e progettato per funzionare con miscele variabili di idrogeno e metano e idrogeno fino al 100%.

Prima al mondo a sviluppare e mettere sul mercato un forno industriale capace di funzionare con miscele di metano e idrogeno fino al 50% (FMH Maestro), SACMI segna così un nuovo primato. La prima piastrella cotta con miscela al 100% di idrogeno puro è stata realizzata di recente e “firmata” con orgoglio dal team del laboratorio.

«Si tratta di un risultato straordinario che segna una pietra miliare per il nostro settore verso un futuro ad emissioni zero», sottolinea il Presidente di SACMI, Paolo Mongardi. «Un ringraziamento particolare va ai nostri tecnici che con passione e tenacia hanno lavorato a questo progetto».

I prossimi passi? «Da questo momento si apre una nuova fase – spiega Daniele Baldini, product manager Kilns & Dryers, BU Tiles, SACMI – grazie alla disponibilità dell’idrogeno dalla nostra stazione di stoccaggio potremo effettuare tutte le prove su prodotti reali, utilizzando miscele variabili di combustibile. Il nostro obiettivo primario resta quello di garantire la qualità del prodotto. Intanto possiamo ritenerci molto soddisfatti di questo risultato».

La ricerca SACMI non si ferma qui. Dopo il primo prototipo di forno full Hydrogen ed insieme alle prove in produzione per testare l’efficacia del prototipo nelle diverse condizioni produttive e con differenti miscele, partirà lo sviluppo di un forno totalmente elettrico, per esplorare anche questa strada verso la neutralità climatica dei processi ceramici.

Fonte:  Sacmi press