LAUDA è un partner qualificato a livello mondiale nel settore della produzione e dell’utilizzo dell’idrogeno per impieghi industriali e per le stazioni di rifornimento di idrogeno. Dal 2015 ha fornito dozzine di sistemi a vari leader del settore.
Questi sistemi includono unità di raffreddamento di processo denominate SUK 350 L per il raffreddamento dell’idrogeno durante il rifornimento, nonché refrigeratori di circolazione della linea Ultracool per il raffreddamento degli elettrolizzatori durante la produzione di idrogeno o durante la compressione e l’erogazione dell’idrogeno nei serbatoi per lo stoccaggio. Entrambi i prodotti sono prodotti in serie. Per il rifornimento, l’idrogeno deve essere raffreddato fino a -40°C per garantire che la temperatura nel serbatoio del veicolo non superi gli 85°C a causa della compressione del gas rimanente (ancora nel serbatoio da un precedente rifornimento) per evitare il raggiungimento di un valore critico. LAUDA offre a tale scopo innovativi sistemi di controllo della temperatura, che soddisfano le caratteristiche dell’idrogeno e anche gli standard per il rifornimento dei veicoli. I nostri sistemi utilizzano un sistema di raffreddamento indiretto e un ulteriore serbatoio di accumulo del freddo, che aumenta l’efficienza e rende immediatamente disponibile l’intera potenzialità di raffreddamento. LAUDA offre soluzioni per il controllo della temperatura dell’idrogeno lungo l’intera catena del valore, dalla produzione di idrogeno allo sviluppo e al collaudo delle celle a combustibile fino al rifornimento dei veicoli. I sistemi e apparecchiature di raffreddamento di processo LAUDA ottimizzano l’azione degli elettrolizzatori e dei compressori, assicurano l’essiccazione e la purificazione dell’idrogeno e preraffreddano a -40 °C per il processo di rifornimento. Sono anche utilizzati nei banchi di prova per lo sviluppo e il controllo di qualità delle celle a combustibile (fuel cells). LAUDA è leader del mercato mondiale per una vasta gamma di soluzioni avanzate (vedi https://www.lauda.de/en) e ha ricevuto di recente un importante ordine riguardante la tecnologia dell’idrogeno. Circa 20 unità di raffreddamento di processo per un produttore francese di stazioni di rifornimento di idrogeno. Queste saranno fondamentali nel processo di rifornimento con il raffreddamento dell’idrogeno. LAUDA produce unità di raffreddamento del tipo SUK 350 per impieghi industriali e refrigeratori a circolazione della linea “LAUDA Ultracool” per il cliente francese.
LAUDA Ultracool
Le unità di raffreddamento di processo saranno utilizzate per raffreddare l’idrogeno pompato nel serbatoio del veicolo ad alta pressione con un’elevata e rapida capacità di raffreddamento. L’unità di raffreddamento di processo fornisce una capacità di raffreddamento di picco di 40 kW a -40 °C ed è stata appositamente progettata per l’uso nelle stazioni di rifornimento di idrogeno. I refrigeratori a circolazione LAUDA Ultracool, appositamente ottimizzati per questa applicazione, vengono utilizzati contemporaneamente per raffreddare un compressore di idrogeno ad alta pressione a una temperatura costante di -18 °C.
Le stazioni di rifornimento saranno utilizzate in tutta Europa. LAUDA sta intensificando le sue attività nel campo della tecnologia dell’idrogeno al fine di fornire ai clienti le competenze di controllo della temperatura dando un contributo attivo alla protezione dell’ambiente. La produzione di idrogeno verde è una delle tecnologie chiave per una svolta energetica di successo.
“L’ordine del nostro partner francese è una chiara indicazione per noi che le soluzioni di controllo della temperatura di LAUDA sono una tecnologia fondamentale nello sviluppo di un sistema logistico dell’idrogeno funzionale e sicuro”, afferma il Dr. Gunther Wobser, Presidente e CEO di LAUDA. “Negli ultimi anni abbiamo notevolmente aumentato le nostre attività in quest’area e vediamo un grande potenziale per la precisa tecnologia di controllo della temperatura di LAUDA”.
“Possiamo offrire l’esperienza acquisita in oltre 60 anni di progettazione di sistemi e molti clienti lo apprezzano”, aggiunge Alfred Semrau, amministratore delegato per i sistemi di riscaldamento e raffreddamento. “Oltre all’elettrolisi e al rifornimento di idrogeno, due campi in cui sono già in funzione nostre apparecchiature e sistemi, ci sono molte altre applicazioni per il raffreddamento ad alta efficienza energetica nel settore dell’idrogeno.
Non vediamo l’ora di lavorare con i nostri clienti per sviluppare molte altre interessanti soluzioni”.
Mondo idrogeno Riproduzione riservata
Fonte: Press info – LAUDA DR. R. WOBSER GMBH & CO. KG
Rivoluzione nella nautica: una collaborazione stellare per un futuro sostenibile. NatPower H, pioniere nello sviluppo di infrastrutture all’avanguardia per l’idrogeno verde per il settore della nautica da diporto, GEKO, Inocel e Tullio Abbate, promuovono la transizione verso un settore della nautica più sostenibile e a basso impatto ambientale, offrendo al contempo prestazioni ad alta velocità. Il consorzio si è unito per portare innovazione e sostenibilità nelle acque italiane, dimostrando come tecnologia avanzata e tutela ambientale possano andare di pari passo.
A Cernobbio, sulle sponde del suggestivo Lago di Como, è stato realizzato il primo rifornimento di idrogeno al mondo per una barca da diporto. Questo storico evento è stato reso possibile grazie alla collaborazione tra una serie di aziende visionarie che si sono impegnate a trasformare il settore nautico con tecnologie all’avanguardia. Tra queste, una nota azienda specializzata nello sviluppo di infrastrutture per l’idrogeno verde, un pioniere nella progettazione di sistemi di propulsione elettrica ad alte prestazioni, e un rinomato costruttore di imbarcazioni con una lunga tradizione di eccellenza.
L’imbarcazione protagonista di questa innovazione è un capolavoro di ingegneria, combinando la potenza delle celle a combustibile a idrogeno con un design di alto livello. Questo progetto non solo riduce l’impatto ambientale delle attività nautiche, ma promette anche prestazioni eccezionali, mantenendo gli standard elevati a cui gli appassionati di nautica sono abituati.
La tecnologia delle celle a combustibile a idrogeno rappresenta una svolta significativa nella ricerca di soluzioni energetiche sostenibili. Le celle a combustibile convertono l’idrogeno in elettricità attraverso una reazione elettrochimica, producendo solo acqua come sottoprodotto. Questa tecnologia offre numerosi vantaggi per la navigazione, tra cui zero emissioni di gas serra, riduzione dell’inquinamento acustico e una maggiore efficienza energetica rispetto ai motori a combustione tradizionali.
Le barche a idrogeno possono operare per lunghi periodi senza la necessità di rifornimenti frequenti, grazie alla densità energetica dell’idrogeno, che è superiore a quella delle batterie tradizionali. Inoltre, l’adozione dell’idrogeno come carburante per la nautica non solo contribuisce a mitigare gli effetti del cambiamento climatico, ma crea anche opportunità per lo sviluppo di infrastrutture di rifornimento dedicate, promuovendo così una transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio.
Durante l’evento di inaugurazione che ha visto la partecipazione del comune locale e delle autorità, il CEO della società capofila Natpower H ha dichiarato: “Questa collaborazione è un esempio tangibile di come l’innovazione e la sostenibilità possano essere raggiunte attraverso partnership strategiche. Il nostro obiettivo è non solo proteggere l’ambiente, ma anche ridefinire ciò che è possibile nel mondo della nautica”.
Un rappresentante dell’azienda di celle a combustibile Infocel ha aggiunto: “Siamo estremamente orgogliosi di questo risultato, che dimostra la reale fattibilità e potenziale dell’idrogeno come fonte di energia pulita per il settore marittimo”.
Questo evento segna un momento decisivo nella transizione verso una nautica ecologicamente responsabile, e pone le basi per ulteriori sviluppi e innovazioni future. Con il contributo di queste aziende leader, il settore nautico sta facendo passi da gigante verso un futuro più verde e sostenibile, mostrando al mondo che è possibile conciliare prestazioni elevate e rispetto per l’ambiente. L’utilizzo dell’idrogeno come fonte di energia per la navigazione offre diversi vantaggi che potrebbero rivoluzionare il settore:
Zero Emissioni: Le celle a combustibile producono solo acqua come sottoprodotto, eliminando le emissioni di gas serra e contribuendo a migliorare la qualità dell’aria.
Riduzione del Rumore: I motori a idrogeno sono significativamente più silenziosi rispetto ai motori a combustione interna, migliorando l’esperienza di navigazione e riducendo l’inquinamento acustico nei porti e nelle aree marine sensibili.
Efficienza Energetica: Le celle a combustibile hanno un’efficienza superiore rispetto ai motori a combustione, permettendo una navigazione più lunga e con minori rifornimenti.
Sostenibilità: L’idrogeno può essere prodotto da fonti rinnovabili, come l’elettrolisi dell’acqua utilizzando energia solare o eolica, rendendo il ciclo di vita del carburante completamente sostenibile.
In conclusione, la collaborazione tra queste aziende pionieristiche non solo apre nuove possibilità per la nautica, ma rappresenta anche un passo avanti significativo verso un futuro più pulito e sostenibile. Con l’avvento dell’idrogeno come carburante marittimo, il settore nautico può finalmente guardare avanti con speranza e determinazione, navigando verso un domani più verde e prospero.
“Tullio Abbate è sempre stato un pioniere nell’innovazione, motivo per cui così tanti produttori di motori scelgono di collaborare con noi”, ha aggiunto Tullio Abbate. “Ero entusiasta della richiesta di Inocel di costruire una barca che fosse sia ecologica che in grado di offrire prestazioni audaci”.NatPower H è il principale sviluppatore mondiale di infrastrutture innovative per la produzione, lo stoccaggio e la distribuzione di idrogeno verde. NatPower H fa parte del NatPower Group, uno sviluppatore indipendente di progetti infrastrutturali per la generazione di energia pulita, che fornisce supporto a imprese, servizi di pubblica utilità e investitori a livello globale. L’azienda vanta una delle più grandi pipeline di progetti di energia rinnovabile al mondo, che supera i 30 GW, accelerando il processo di transizione energetica e comprendendo tutte le principali tecnologie: solare, eolica, stoccaggio e idrogeno. In pochi anni, NatPower si è affermata come uno degli sviluppatori indipendenti più importanti e opera in cinque paesi: Italia, Regno Unito, Stati Uniti, Canada e Kazakistan. Inocel progetta, produce e commercializza celle a combustibile modulari ad alta potenza per applicazioni stazionarie, di mobilità terrestre pesante e marine. La sua competenza include lo sviluppo di tecnologie avanzate per celle a combustibile e la loro perfetta integrazione in sistemi completi. INOCEL offre inoltre un supporto completo, tra cui manutenzione predittiva e servizi di monitoraggio e controllo all’avanguardia per garantire prestazioni e affidabilità ottimali per i propri clienti. Fondata nel 2022, GEKO progetta, integra, produce e commercializza sistemi di propulsione elettrica e a idrogeno per applicazioni ad alte prestazioni, tra cui motori e soluzioni marine.
EN.IT è un’azienda italiana che sta giocando un ruolo chiave per un futuro energetico più pulito, contribuendo alla nascente industria dell’idrogeno verde nella Repubblica Dominicana (RD). Con un progetto di produzione di idrogeno rinnovabile da 350 MW, alimentato da energia eolica e solare nella zona di Los Cocos non lontano da La Romana, l’azienda mira ad espandere il proprio portafoglio di progetti all’estero. Le intenzioni sono chiare: crescere e guadagnare riconoscimento incentivando l’uso globale del combustibile verde.
Già attiva in Italia e Brasile, EN.IT è impegnata nella costruzione di un parco fotovoltaico a La Romana, dimostrando il proprio impegno nel promuovere iniziative di energia rinnovabile nella RD. Secondo Mattia D’Amato, amministratore delegato dell’azienda, le opportunità offerte dalle tecnologie di produzione dell’idrogeno sono immense. Con i continui progressi nella ricerca sulle energie rinnovabili, normative rafforzate e investimenti aumentati, l’idrogeno verde è destinato a diventare una soluzione energetica delle rinnovabili preziosa per i prossimi anni.
Studi dell’Agenzia tedesca per la cooperazione internazionale (GIZ) e del Consiglio nazionale per il cambiamento climatico e il meccanismo di sviluppo pulito (CNCCMDL) indagano la fattibilità economica della produzione locale di idrogeno verde ovunque sia possibile. I costi di produzione stimati per chilogrammo per ora variano tra $4,35 e poco più di $10 e sono influenzati da fattori locali come i prezzi delle energie rinnovabili. La creazione di un mercato locale per l’idrogeno verde incontrerà sfide che poTranno essere vinte riducendo ancora gli elevati costi delle energie rinnovabili. Gli esperti sottolineano la necessità che questi costi scendano a meno di tre centesimi per kilowattora.
Il coinvolgimento di EN.IT evidenzia l’importanza globale dell’idrogeno verde come fonte di energia pulita. Gli sforzi collaborativi tra l’azienda, il Ministero dell’Energia e delle Miniere e GIZ stanno dando forma a una strategia nazionale per l’idrogeno rinnovabile per guidare l’ingresso della Repubblica Dominicana nel settore, considerate le enormi potenzialità dell’eolico e del solare nell’isola caraibica.
Il progetto di idrogeno rinnovabile a La Romana prevede di produrre circa 46.000 tonnellate all’anno, con una parte destinata all’esportazione. EN.IT prevede di concretizzare il progetto per l’investimento nel 2026 e di avviare le operazioni commerciali entro la fine del 2028.
D’Amato aggiunge che la Repubblica Dominicana è un meraviglioso paese ricco di risorse naturali. Il progetto in corso è solo un assaggio del suo potenziale. Si prevede che la spinta economica e sociale derivante da questa trasformazione influenzerà altre regioni del mondo dove l’impegno per le energie rinnovabili non è sviluppato come dovrebbe essere.
In conclusione, il progetto ambizioso di EN.IT non solo sottolinea l’importanza strategica dell’idrogeno verde nel panorama energetico globale, ma evidenzia anche l’impegno della Repubblica Dominicana a diversificare il proprio mix energetico e ridurre la dipendenza dai combustibili fossili. Attualmente, l’uso dell’idrogeno nei Caraibi è ancora in fase di sviluppo e non è molto diffuso. Tuttavia, ci sono alcune iniziative e progetti in corso che mirano a sfruttare l’idrogeno come fonte di energia pulita.
Sebbene non ci siano molti veicoli a idrogeno in circolazione nei Caraibi, alcuni autobus elettrici a celle a combustibile (FCEV) sono stati introdotti in alcune aree per ridurre le emissioni di CO2 e migliorare la qualità dell’aria. Oltre ai veicoli, l’idrogeno può essere utilizzato in vari altri settori, come la produzione di energia per impianti industriali, la generazione di elettricità per abitazioni e la fornitura di energia per infrastrutture critiche. Alcuni progetti stanno esplorando l’uso dell’idrogeno per alimentare generatori di emergenza e per la produzione di energia rinnovabile.
La diffusione dell’idrogeno nei Caraibi affronta diverse sfide, tra cui i costi elevati della produzione e dello stoccaggio, la necessità di infrastrutture dedicate e le preoccupazioni legate alla sicurezza. Tuttavia, con gli investimenti crescenti e le tecnologie in continua evoluzione, l’idrogeno ha il potenziale di diventare una fonte di energia chiave per il futuro dell’isola caraibica.
Con un passo significativo verso la sostenibilità, la provincia di Trento ha approvato l’installazione delle prime due stazioni di rifornimento di idrogeno. Situate nelle aree di servizio autostradale Paganella Est e Paganella Ovest, a Lavis, queste stazioni rappresentano un importante sviluppo nell’infrastruttura di rifornimento del Paese. Autostrada del Brennero Spa ha ricevuto l’autorizzazione dal Servizio Artigianato e Commercio della Provincia per l’installazione e la messa in esercizio degli impianti.
Le nuove stazioni di rifornimento di idrogeno offriranno idrogeno gassoso per veicoli leggeri e pesanti, facendo di queste le prime installazioni di questo tipo in Trentino. L’impianto presso Paganella Est, in direzione nord, avrà una capacità di 2.130 chilogrammi di idrogeno, mentre quello di Paganella Ovest, in direzione sud, avrà una capacità leggermente superiore di 2.400 chilogrammi. Entrambi gli impianti saranno equipaggiati con sei compressori per lo stoccaggio dell’idrogeno in bombole e quattro erogatori da due pistole ciascuno, che erogheranno idrogeno alla pressione di 700 bar per veicoli leggeri e 350 bar per veicoli pesanti.
In Italia, attualmente, esistono solo due distributori di idrogeno per auto. Tuttavia, grazie ai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha ammesso 36 progetti per la costruzione di nuove stazioni di rifornimento. Entro il secondo trimestre del 2026, saranno operative 36 nuove stazioni in tutta Italia, comprese le due in Trentino. Questo sviluppo mira a sostenere il traffico commerciale pesante, in particolare lungo l’asse del Brennero, che è parte del corridoio europeo TEN-T Scandinavo-Mediterraneo.
I progetti trentini sono conformi alle normative europee sui combustibili alternativi, in particolare al Regolamento 1804 del 2023, che stabilisce gli obiettivi nazionali obbligatori per la realizzazione di infrastrutture per i combustibili alternativi per veicoli stradali. Le stazioni hanno già ottenuto il parere favorevole del Servizio Antincendi e Protezione Civile, oltre all’autorizzazione della Umse di pianificazione territoriale. Entreranno in funzione entro il 2026.
Carlo Costa, direttore tecnico generale di Autostrada del Brennero, ha sottolineato l’importanza di questo investimento: “Autobrennero ha iniziato a investire in questa tecnologia dieci anni fa con il primo impianto di idrogeno green a Bolzano sud. La creazione di una rete di punti di rifornimento è cruciale per rendere l’idrogeno una valida alternativa.”
Diego Cattoni, amministratore delegato di Autostrada del Brennero, ha annunciato l’intenzione di installare altri sei impianti lungo la tratta nei prossimi anni. “Vogliamo trasformare l’asse del Brennero in un corridoio verde a zero emissioni e zero incidenti,” ha affermato Cattoni.
L’assessore Roberto Failoni ha espresso soddisfazione per i nuovi impianti a Lavis: “I nuovi impianti di Lavis sono un passo decisivo verso una mobilità sostenibile e una rete italiana di rifornimento a idrogeno. Il corridoio del Brennero rivestirà un ruolo fondamentale nella distribuzione di idrogeno verde, prodotto da fonti di energia rinnovabile, collegando l’Italia al resto d’Europa.”
Questo sviluppo rappresenta un importante progresso nella transizione verso una mobilità più sostenibile e una riduzione delle emissioni inquinanti, contribuendo a un futuro più verde per l’Italia e l’Europa.
Nell’ambito delle iniziative volte a ridurre le emissioni di carbonio, l’azienda di trasporti pubblici di Bologna (Tper) ha lanciato il progetto “Idrogeno al 100%”, che rappresenta un tassello fondamentale della sua strategia di sviluppo sostenibile della flotta. La nascita della nuova società TPH2 rientra in questo progetto e mira a de carbonizzare il trasporto pubblico, contribuendo così all’obiettivo di Bologna di diventare una delle 100 città europee a impatto zero entro il 2030, in anticipo di vent’anni rispetto agli obiettivi fissati dall’Unione Europea.
Tper si impegna a promuovere la sostenibilità economica e ambientale attraverso un rinnovamento continuo del parco veicolare. Nei suoi primi dieci anni di attività, l’azienda ha rinnovato metà del parco autobus con oltre 600 nuovi mezzi, posizionando Bologna come una delle città con la più alta quota di autobus a basse emissioni, secondo l’ISTAT. Questo percorso di innovazione continua con l’introduzione della tecnologia a idrogeno. La tecnologia H2 ha visto importanti sviluppi in Europa negli ultimi dieci anni, grazie anche agli investimenti pubblici. L’idrogeno, considerato una fonte di energia pulita e alternativa, è al centro delle strategie ambientali dell’Unione Europea, che ha finanziato numerosi progetti pilota e ha incluso l’idrogeno tra gli IPCEI (Importanti Progetti di Comune Interesse Europeo). In Italia, le linee strategiche nazionali confermano l’impegno a portare l’idrogeno su strade e ferrovie. Recentemente, un decreto ha avviato la realizzazione delle hydrogen valley, supportate dai fondi PNRR, per produrre idrogeno verde destinato all’industria e al trasporto locale. Tper ha elaborato un piano dettagliato per l’introduzione e lo sviluppo della tecnologia H2, che include un’analisi di fattibilità e una valutazione completa della sostenibilità economica e ambientale. Il progetto prevede l’acquisto di 127 autobus a idrogeno entro giugno 2026, di cui 34 già acquistati nel 2024, e la realizzazione delle infrastrutture necessarie con un investimento di oltre 90 milioni di euro di fondi PNRR ottenuti dal Comune di Bologna.
L’approccio di Tper alla transizione energetica del trasporto pubblico si basa su una diversificazione delle soluzioni tecnologiche. In una rete di trasporto pubblico eterogenea come quella di Bologna, è essenziale utilizzare una varietà di sistemi di trazione per rispondere alle diverse esigenze di servizio. Gli autobus a idrogeno copriranno circa il 12% del parco veicolare Tper e completeranno altre modalità a emissioni zero, come i mezzi elettrici, i bus elettrici con ricarica overnight, e le navette elettriche. Questo mix di tecnologie permette di coprire efficacemente sia le tratte urbane che quelle suburbane ed extraurbane, garantendo un trasporto pubblico a emissioni zero e con una flessibilità operativa ottimale
L’idrogeno è parte integrante della strategia di sviluppo sostenibile di Tper, che continua a lavorare con una visione a lungo termine e soluzioni concrete. L’azienda si impegna a comunicare i progressi del progetto-idrogeno, dimostrando come il futuro del trasporto pubblico possa essere sostenibile ed efficiente. Tper si posiziona come leader nell’innovazione del trasporto pubblico, contribuendo attivamente alla de carbonizzazione e alla transizione energetica della città di Bologna.
Baxi Lancia H2: La Prima Caldaia a Idrogeno al 100%
Baxi SpA ha presentato H2, la prima caldaia alimentata al 100% da idrogeno. Questa innovazione rappresenta un passo significativo verso un futuro più sostenibile, segnando la creazione della prima linea europea per la produzione di caldaie a idrogeno puro.
Durante il suo percorso evolutivo, Baxi SpA ha basato le proprie attività di progettazione e produzione di caldaie e sistemi per il riscaldamento su un principio fondamentale: il futuro dipende dal costante sviluppo di prodotti tecnologicamente avanzati, in grado di coniugare un’elevata efficienza alla tutela ambientale.
Baxi ha fatto della sostenibilità una priorità, analizzando i suoi prodotti tramite il metodo LCA (Life Cycle Assessment), normato ISO 14040-44. Questo metodo permette di quantificare l’impatto ambientale dei prodotti lungo tutto il loro ciclo di vita, dalla produzione alla fine vita. È emerso che la fase di utilizzo delle caldaie è quella in cui si verifica la maggiore produzione di CO2-equivalente (99,6%), mentre la fase produttiva contribuisce in misura minore grazie all’utilizzo di energia green autoprodotta.
Il gruppo BDR Thermea, a cui appartiene Baxi, si è prefissato l’ambizioso obiettivo di ridurre le emissioni di CO2-equivalente del 30% entro il 2030, rispetto ai livelli del 2019. Questo sarà raggiunto attraverso una maggiore decarbonizzazione delle attività produttive e dei prodotti.
Baxi ha tracciato una chiara evoluzione delle sue caldaie: dalle versioni standard a quelle ad alta efficienza, che implicano una riduzione di CO2-e del 15% rispetto alle prime. Poi l’adozione di caldaie certificate a lavorare con una miscela di metano e 20% di idrogeno, che riducono fino al 22% le emissioni di CO2-e rispetto alle caldaie standard. Entro il 2026, le caldaie funzionanti al 100% con idrogeno saranno diffuse su larga scala.
La nuova linea di caldaie a idrogeno di Baxi si aggiunge alle altre 14 linee produttive esistenti e rappresenta un impianto pilota concepito per il learning on the job, operando in sinergia con il reparto R&D. L’energia elettrica necessaria è fornita da pannelli fotovoltaici, mentre l’idrogeno è prodotto tramite elettrolisi in una struttura dedicata. Il sistema MES (Manufacturing Execution System) gestisce il processo produttivo, garantendo flessibilità e efficienza. La caldaia a idrogeno rappresenta una proposta concreta che si avvia alla fase finale di sperimentazione sul campo con l’installazione di circa 400 caldaie in vari paesi europei. Questo progetto dimostra che il futuro del riscaldamento può essere efficiente e rispettoso dell’ambiente, contribuendo significativamente agli obiettivi di decarbonizzazione. Baxi SpA continua a crescere insieme alla sostenibilità ambientale, dimostrando che il futuro del riscaldamento può essere efficiente e rispettoso dell’ambiente.
Arco FC è una azienda innovativa italiana che sta rivoluzionando il settore veicolare e industriale con le sue tecnologie brevettate delle celle a idrogeno (fuel cells) Pem e l’elettrolisi a tecnologia anionica ad elevato rendimento. Dopo il successo della prima campagna di equity crowdfunding su CrowdFundMe nel 2020, in cui ha raccolto 1 milione di euro, Arco FC è tornata con una nuova campagna che in soli dieci giorni, ha già raccolto circa 900 mila euro, avvicinandosi all’obiettivo di 5 milioni di euro.
I capitali raccolti saranno utilizzati per consolidare la tecnologia, certificare i prodotti, potenziare la capacità produttiva e ampliare il management. Il prossimo passo per garantire le risorse necessarie al proprio sviluppo è la quotazione al NASDAQ (la borsa USA delle aziende innovative) e un’IPO diretta. Queste operazioni accresceranno ulteriormente il valore aziendale.
LE celle a combustibile di Arco FC hanno un’efficienza che supera del 15% i migliori sistemi attuali. Arco FC collabora con partner di rilievo come Baglietto (yachts), Alkè (veicoli di servizio) Novotech (velivoli elettrici con decollo e ammaraggio su superfici marine) e realtà multinazionali come Toyota Material Handling (carrelli elevatori), Prinoth (macchine per la neve) ed altre. Sviluppa sistemi di trazione a idrogeno per mezzi a emissioni zero in vari settori, dall’industriale al navale, dall’aeronautico allo stradale ed elettrolizzatori ad elevata efficienza.
Angelo D’Anzi è il fondatore e amministratore delegato e detiene la maggioranza di Arco FC fra i soci. E’ l’unico vero pioniere italiano nel settore delle fuel cells a idrogeno PEM (se ne occupa dal 1997) . Con oltre 25 anni di esperienza e più di 14 brevetti a suo nome, D’Anzi è stato negli anni 90 un imprenditore allora visionario, quando nessuno parlava di idrogeno. Poi ha costruito una lunga carriera nel settore delle tecnologie energetiche in particolare dell’idrogeno. Ha fondato diverse aziende del settore dell’impiego efficiente dell’idrogeno ricoprendo i ruoli di di CEO e CTO in Roen Est, Morphic Exergy, Proxhima, Avanthia e Selmar. La tecnologia di Arco FC deriva da un iniziale progetto tecnologico dell’Enea sviluppato a livello accademico. D’Anzi e il suo team hanno poi industrializzato questa tecnologia fino a realizzare iniziative imprenditoriali per le quali ha ricevuto anche il prestigioso riconoscimento “Sapio Award” per il trasferimento tecnologico tra istituzioni di ricerca e impresa. Nel corso del tempo ha anche acquisito notevole esperienza anche nel settore del M&A Mergers and Acquisition (Fusione e Acquisizione), oltre che nella ricerca del capitale di rischio e della quotazione in borsa.
La Arco technologies FC sviluppa celle a idrogeno PEM (Proton Exchange Membrane) utilizzati in vari settori. L’energia green e la mobilità a impatto zero richiedono un’innovazione continua e Arco si basa su proprie proprietà intellettuali e su originali filosofie di progettazione e soluzioni per realizzare prodotti innovativi. L’azienda è l’unica realtà italiana a produrre un proprio le fuel cells e gli elettrolizzatori e copre l’intera filiera della mobilità elettrica a idrogeno. E’ anche system integrator di soluzioni idrogeno ed oggi può contare su un portafoglio di brevetti e su un know-how molto ampio configurandosi come uno dei principali players europei nel settore idrogeno. Le fuel cells della Arco sono utilizzati principalmente per autobus, treni, imbarcazioni e carrelli elevatori elettrici. In Italia, Arco Fc è l’unica azienda a operare in questo settore, mentre in Europa le aziende simili sono sette. Attualmente, Arco Fc conta otto ingegneri e quattro operai, ma l’azienda ha in programma di assumere 28 nuovo laureati tra ingegneri chimici, elettrici e meccanici e 56 operai. Le nuove assunzioni dipenderanno anche dalla raccolta di capitali in corso per raggiungere, nei prossimi quattro anni, un fatturato di 60 milioni di euro, una stima ritenuta concreta, considerate le prospettive di crescita del mercato delle fuel cells e degli elettrolizzatori.
Le celle a combustibile non bruciano idrogeno come un motore tradizionale, ma lo utilizzano per caricare batterie veloci che alimentano motori elettrici. Oggi l’impiego diffuso dell’idrogeno è più vicino di quanto si pensi. In Germania ci sono già 120 distributori di idrogeno, mentre in Italia ce ne sono per ora quattro, ma presto aumenterà il numero. La rete italiana di rifornimento dell’idrogeno tecnicamente è già pronta e quando verranno realizzate quelle già approvate dai bandi PNRR (obbligatoriamente entro il 2025) saranno 50. Recentemente lo Stato italiano ha stanziato 3,2 miliardi di euro per lo sviluppo delle nuove tecnologie a idrogeno all’interno del Recovery Fund. Gli analisti prevedono una crescita media annua dei volumi del 66,9% per le fuel cells dal 2019 al 2026.
L’idrogeno è già una realtà in Italia e non va considerato alternativo all’elettrico puro perchè lo affianca e lo migliora. I problemi dell’elettrico sono le batterie. Attualmente quelle di capacità media si caricano in circa 4 ore per e durano 2.800 cicli (più o meno sette anni di vita). Se si fa opta per una ricarica veloce (esempio 10 minuti), i cicli diminuiscono fino a 300 (la vita della batteria si accorcia). Poi c’è il problema dello smaltimento perchè le batterie utilizzano materiale non degradabili. Le pile a combustibile Arco, invece, hanno una durata pari a quella di un motore termico (circa 500 mila chilometri) e il loro materiale è riutilizzabile.
Arco FC si distingue per la sua profonda competenza nel campo elettrochimico e tecnologico, costruita con successo negli ultimi due decenni. Tutti i componenti chiave delle celle a combustibile e degli elettrolizzatori sono progettati e realizzati internamente. In particolare Arco FC produce in proprio:
Produzione del nucleo elettrochimico della cella
Produzione di elettrodi ad alta superficie
Produzione del gruppo elettrodi a membrana (MEA)
Formulazione di inchiostri catalitici
Produzione di stack di feul cells
Produzione di sistemi fuel cells completi di ausiliari
Produzione di piastre bipolari (BPP)
I sistemi di celle a combustibile venduti da Arco coprono una gamma di potenza da 3 a 240 kilowatt. Inoltre, Arco offre elettrolizzatori AEM industriali e piccole stazioni di rifornimento per flotte di veicoli di servizio, complete di stoccaggio ed erogatori.
Le caratteristiche che contraddistinguono Arco Fc sono:
Oltre 20 anni di esperienza e conoscenza profonda delle tecnologie idrogeno
Profonda conoscenza del mercato dell’idrogeno, delle applicazioni pesanti e della chimica dei processi di produzione delle celle a combustibile
Semplicità nella progettazione per una significativa riduzione dei costi
I brevetti di Arco Technologies
I Brevetti proprietari di Arco Fc consentono semplificazione e convenienza nei processi mentre la sua attività di consulenza e coordinamento consente di ottimizzare le prestazioni dei sistemi basati sull’idrogeno per chiunque vuole affrontare questa tecnologia. Arco detiene i seguenti brevetti proprietari:
DIRECTLINK™ integra le celle a combustibile PEM e le batterie agli ioni di litio, ottenendo un impressionante aumento del 15% dell’efficienza energetica rispetto ai principali sistemi a celle a combustibile, il tutto con un risparmio sui costi di circa il 20%. HYDROFORCE™ consente all’elettrolizzatore AEM di raggiungere pressioni operative fino a 80 bar senza l’uso di materiali costosi, migliorando anche le prestazioni e l’affidabilità. Garantisce una manutenzione più semplice, il controllo delle perdite e misure di sicurezza intrinseche. HYDROREC™
Integrando la tecnologia HYDROREC™ di Arco nei sistemi di propria realizzazione, è garantito il pieno utilizzo dell’idrogeno consumato, eliminando lo spreco di energia. HP-RFCS™
Il design proprietario HP-RFCS™ (High Performance Regenerative Fuel Cell System) di Arco per applicazioni spaziali offre molteplici vantaggi, tra cui una pressione di esercizio del gas di 80 bar, corrosione ridotta e funzionamento semplificato. La sua eccellente gestione del calore e la sicurezza intrinseca lo rendono una scelta ideale per lo spazio. MEGA™
Già nel 2001 è stato ha sviluppato MEGA™ (Membrane Electrode Gasketed Assembly). Questa invenzione ha reso possibile l’industrializzazione e l’affidabilità della produzione di celle a combustibile PEM, nonché la manutenzione. Oggi, tutti i principali produttori di celle a combustibile PEM utilizzano la tecnologia MEGA.
Applicazioni e i vantaggi delle fuel cells Arco
Per i veicoli stradali leggeri: si hanno lunghi tempi di esercizio e capacità di percorrere lunghe distanze, brevi tempi di rifornimento Per i veicoli pesanti: possono operare su distanze maggiori, su percorsi più impegnativi e in zone a basse emissioni, rifornimento rapido Per le applicazioni navali: conformità all’ambiente marino una maggiore capacità di stoccaggio (anche con l’idrogeno liquido). Potenza scalabile da 20 kW a multi-MW Per le applicazioni stazionarie: migliora l’affidabilità e la qualità dell’alimentazione elettrica per infrastrutture critiche durante le interruzioni di corrente Per i veicoli per la movimentazione dei materiali: funzionamento a piena velocità per l’intero turno senza cali di prestazione. Autonomia doppia rispetto alle unità alimentate a batteria. Per la ferrovia: funzionamento a lunga distanza, ideale per tratte non elettrificate. Per il settore aeronautico: durata operativa superiore: le celle a combustibile durano più a lungo rispetto alle batterie tradizionali.
Lo yacht a idrogeno Baglietto
Ha dichiarato Diego Michele Deprati, CEO di Baglietto “La scelta dei partner è stata molto oculata. Abbiamo speso quasi un anno per identificare il partner più affidabile. Un elemento fondamentale era la dimostrazione di aver realizzato progetti effettivamente funzionanti. In Arco Fuel Cells abbiamo trovato quello che aspettavamo e la loro volontà e l’entusiasmo di applicare la loro tecnologia al settore navale. Inoltre, è un’azienda italiana, quindi sono fiero di dire che questa promettente collaborazione è interamente Made in Italy.”
Carrello elevatore a idrogeno fuel cells dellaToyota Material Handling
Arco ha anche sviluppato, su commissione di Toyota Material Handling, una nuova classe di carrelli elevatori alimentati a idrogeno con tempi di ricarica di soli tre minuti e zero emissioni di CO2.
PRINOTH Il Primo Battipista a Idrogeno
PRINOTH è un’azienda del gruppo Leitner con sede a Vipiteno e stabilimenti in tutto il mondo che si occupa di soluzioni per la mobilità sostenibile e ha realizzato il primo battipista a idrogeno al mondo. PRINOTH, in linea con la filosofia “clean motion” del gruppo, ha sviluppato due prototipi avanzati che dimostrano il potenziale delle fonti alternative ai combustibili fossili:
HUSKY eMOTION: Modello elettrico del battipista.
LEITWOLF h2MOTION: Il primo battipista al mondo alimentato a idrogeno.
Nei comprensori sciistici di tutto il mondo, le priorità sono l’impiego efficiente dell’energia e una gestione delle piste rispettosa dell’ambiente. I due prototipi di PRINOTH rispondono a queste esigenze, offrendo soluzioni sostenibili e innovative per il futuro. Il motore a celle a combustibile (fuel cells) del prototipo ha una potenza di 400 KW (544 CV), superando quella del suo predecessore a combustione interna a gasolio. Presentato in anteprima durante le gare mondiali di sci mondiale in Val Badia, questo prototipo a idrogeno è “total green” grazie all’idrogeno e offre un’autonomia di quattro ore, nettamente superiore a quella del modello elettrico a batterie, con inoltre emissioni, anche acustiche, nulle.
Progetto SEAGULL (idrovolante a idrogeno)
Il progetto SEAGULL è un’iniziativa di ricerca e sviluppo finalizzata alla progettazione, costruzione, verifica e validazione di un idrovolante ultraleggero ad alte prestazioni, di proprietà di NOVOTECH (Italia). Questo idrovolante è caratterizzato da un sistema di propulsione elettrica ibrida, facile ed economico, operante in autonomia da qualsiasi infrastruttura marina. Il SEAGULL è dotato di un sistema automatizzato ad ala pieghevole che consente di passare dalla configurazione di aeromobile a quella di scafo e viceversa. Questo avviene tramite due attuatori elettromeccanici che possono funzionare anche come puntone di un’ala rinforzata.
Alkè Progetto H2GO: Idrogeno per i Veicoli Commerciali Elettrici Alkè è il partner industriale del progetto H2GO, che riunisce una rete europea di partner altamente specializzati provenienti da diversi settori, tra cui Bosch VHIT, Certh, Arco e la città di Venezia. Gli obiettivi principali del progetto H2GO sono: Fornire uno stack a tecnologia fuel cells a idrogeno per aumentare l’autonomia di un veicolo elettrico di servizio.
Come Funziona. L’idrogeno (H2) immagazzinato nel serbatoio viene iniettato nello stack fuel cells, che produce energia elettrica e come scarto acqua (H2O). L’energia elettrica generata dallo stack viene immagazzinata nella batteria, che alimenta il motore elettrico del veicolo.
Veicolo a idrogeno progetto H2GO | Alke’
Uno dei principali problemi dei veicoli commerciali elettrici è la limitata capacità della batteria, che causa la cosiddetta ansia da autonomia. La ricarica rapida e l’aumento della capacità non sono soluzioni sostenibili e rispettose dell’ambiente: la ricarica rapida accelera l’invecchiamento della batteria, mentre l’aumento della capacità si basa su materie prime limitate e una catena di valore delle batterie ancora inadatta allo smaltimento eco-compatibile.
CHI HA PROGETTI BASATI SULL’ IDROGENO O E’ INTERESSATO A INVESTIRE IN ARCO TECHNOLOGIES PUO’ COMPILARE IL FORM
Fonti: Press Baglietto – Alkè – Forbes I – Arco technologies inc.
Nel weekend dal 2 al 5 maggio, il team olandese Forze Hydrogen Racing è stato protagonista al Motor Valley Fest di Modena, un evento imperdibile per tutti gli appassionati di motori. In un contesto ricco di storia e innovazione, Forze ha esposto con orgoglio la sua vettura da corsa tipo Le Mans Forze VIII a fuel cells (celle a combustibile) nel Punto Hi-tech Idrogeno, all’interno dell’Accademia di Modena, accanto ai prestigiosi marchi della Motor Valley dell’Emilia Romagna, la Terra dei Motori. Motor Valley Fest 2024 ha attirato oltre 70.000 visitatori, tra professionisti del settore, appassionati di auto e semplici cittadini, curiosi di scoprire le ultime novità del mondo automotive. La presenza di Forze, insieme al suo sponsor Burkert Italia e ad altri partner come Graf Industries, IIT Hydrogen, Arco Technologies, CleanHy, Novac, Corbelli ha portato una ventata di innovazione spinta con la esposizione della Forze VIII, auto da corsa a idrogeno fuel cells, costruita da un team di studenti di ingegneria della università olandese di Delft.
La vettura è stata portata via terra in una bisarca trainata dell’Olanda fino a Modena da cinque studenti del team Forze: Tommaso Longoni, Alberto Pogna, Carmen Hoekstra, Yannes Van der Pol e Steven De Rijke. Nell’occasione i cinque studenti hanno presentato alle tv e alla stampa anche la nuovissima Forze iX che debutterà in pista ad Assen il primo weeK-end di agosto e che presenta diversi miglioramenti in termini di prestazioni, guidabilità ed autonomia rispetto alla Forze VIII esposta a Modena
Negli ultimi anni, l’industria automobilistica ha iniziato a rivolgersi sempre più verso soluzioni sostenibili, e l’idrogeno sta emergendo come una delle tecnologie più promettenti. I veicoli a idrogeno offrono numerosi vantaggi, tra cui zero emissioni, tempi di rifornimento rapidi, minor peso rispetto alle auto elettriche a sole batterie, una autonomia più elevata oltre alla, oggi non più trascurabile, indipendenza dalle forniture di materiali da nazioni extraeuropee. La Forze VIII rappresenta pertanto un esempio eccellente di come l’idrogeno possa essere utilizzato per i veicoli di qualsiasi tipo partendo da applicazioni estreme e ad alte prestazioni come le corse automobilistiche.
È importante sottolineare che il sistema di trazione della Forze VIII è alimentato da celle a combustibile (fuel cells), una tecnologia che utilizza l’idrogeno per generare elettricità. Questo sistema di trazione non solo offre prestazioni eccezionali, con rendimento molto superiore a quello basato sul classico motore a combustione interna, ma è anche una soluzione totalmente ecologica, perché ha come unica emissione vapore acqueo.
L’adozione di tecnologie a idrogeno non si limita però solo alle auto da corsa. Sempre più aziende produttrici di veicoli, oltre alle case automobilistiche, stanno investendo nello sviluppo di sistemi di trazione a celle a combustibile, vedendo in questa tecnologia una soluzione ideale per la mobilità sostenibile. L’idrogeno, prodotto da fonti rinnovabili, potrebbe trasformare radicalmente il settore dei trasporti, riducendo la dipendenza dai combustibili fossili e dai materiali che vengono importati da fuori Europa per le batterie, contribuendo significativamente alla lotta contro il cambiamento climatico.
L’entusiasmo per l’innovazione a idrogeno al Motor Valley Fest ha stimolato discussioni su potenziali collaborazioni tra il team olandese Forze con l’università di Delft, da sempre coinvolta nel progetto, con università emiliane per progetti di ricerca congiunta da mettere a diposizione di importati Case della motorvalley come Ferrari, Maserati e Lamborghini. L’obiettivo ambizioso è lo sviluppo di una tecnologia a idrogeno fuel cells adatta per queste supercar, il che potrebbe costituire una interessante alternativa per il futuro della mobilità sostenibile nella Motor Valley rispetto all’elettrico a batterie oppure ai motori a combustione interna alimentati a combustibili bio (e-fuel) che però presentano limiti di efficienza e di gestione. Una preoccupazione espressa da tutti i partecipanti al Talk con le Case dell’inaugurazione dell’evento, in vista del 2035 con l’abolizione prevista dei propulsori che bruciano i combustibili rilasciando NOx ed altre emissioni nocive,
Esponendo nell’Accademia Militare di Modena, Forze ha anche avuto l’opportunità di fare rete con i professionisti del motorsport e connettersi con appassionati che hanno letteralmente preso d’assedio il Punto Hi-tech idrogeno. L’area è stata il palcoscenico perfetto per mostrare il potenziale dell’energia a idrogeno nel settore delle corse automobilistiche e per le altre applicazioni veicolari delle celle a combustibile a idrogeno (macchine agricole, trattori, movimento terra, aerei e barche etc ). Era esposta anche una Hyundai Nexo a idrogeno della IIT Hydrogen di Bolzano vicino ad una intera stazione di rifornimento a idrogeno dimostrativa portata con tre camion dalla Graf Industries e montata in Accademia per l’occasione.
Ringraziamenti Speciali
Un sentito ringraziamento va all’ ing. Enzo Rossi, uno dei massimi esperti nazionali in tema idrogeno fuel cells (se ne occupa dal 1999 e, oltre a libri e pubblicazioni sul tema, ha realizzato nel tempo diversi prototipi dimostrativi con sistemi di trazioni a idrogeno, alcuni esposti nell’arco di dieci anni a Keyenergy-Ecomondo Rimini). Su invito di Motorvalley fest 2024 ha progettato e curato l’area visibile nel filmato sopra con la Hypercar H2 fuel cells nell’area e in azione in pista, con una animazione che mostra la sua architettura interna.
Una sua dichiarazione ad evento concluso: “La Forze VIII ha dimostrato che l’innovazione sostenibile è non solo possibile, ma anche entusiasmante e concreta. Le mille domande poste dai visitatori dimostrano che nella gente c’è grande aspettativa verso la tecnologie a idrogeno fuel cells. Spetta a noi fare tutto il possibile per non deludere queste aspettative che riguardano il futuro di tutti”
Grazie a tutti coloro che hanno collaborato alla realizzazione del Punto Hi-tech idrogeno e che sono impegnati verso nuovi traguardi al servizio dell’automotive, della motorvalley e dell’idrogeno.
Vienna acquista 10 nuovi autobus a idrogeno fuel cells
A partire dalla metà del 2025, il centro storico di Vienna vedrà un cambiamento significativo nel suo trasporto pubblico. La città sostituirà gli attuali autobus elettrici con nuovi mezzi alimentati a idrogeno. Questa scelta, apparentemente controcorrente, rappresenta un passo avanti nella de carbonizzazione e nell’adozione di tecnologie di trazione innovative. I nuovi autobus saranno prodotti dall’azienda italiana Rampini e sono dotati di celle a combustibile a idrogeno, una tecnologia che sta guadagnando sempre più attenzione a livello globale. Questi autobus, noti come Rampini “Hydron”, sono unici nel loro genere, essendo i primi midibus a idrogeno prodotti in Europa. La cella a combustibile converte l’idrogeno in energia elettrica, permettendo al veicolo di operare per un’intera giornata senza necessità di ricarica.
Hydron, prodotto negli stabilimenti di Passignano sul Trasimeno (Perugia), è alimentato a idrogeno e non produce nessuna emissione inquinante con 450 chilometri di autonomia; la capacità del serbatoio dell’idrogeno è pari a 10,8 Kg. È lungo 8 metri e largo 2,20 metri, viaggia alla velocità di 70 Km/h; può trasportare fino a 48 passeggeri ed è dotato di accesso e di postazione per le persone diversamente abili.
Il veicolo è equipaggiato con motore elettrico a trazione posteriore con una potenza di picco di 230 kW. La potenza della cella a combustibile pari a 30 kWh. Le logiche di funzionamento della Fuel Cell e delle batterie sono governate da un’unità elettronica in grado di dialogare con tutti i sistemi di bordo e che sovrintende alla produzione di energia attuando algoritmi appositi per il raggiungimento delle massime performances. Gli unici prodotti di scarto generati durante il funzionamento sono calore e vapore acqueo.
Il rifornimento avviene presso la stazione di rifornimento ove l’idrogeno è prodotto mediante il processo diretto di elettrolisi alimentato da energia prodotta pannelli fotovoltaici oppure con eolico. La stazione di rifornimento attinge quindi direttamente al serbatoio in loco per il rifornimento dei veicoli. Questa caratteristica offre un vantaggio significativo rispetto agli autobus elettrici tradizionali, che richiedono infrastrutture di ricarica e fermo macchina molto lunghi per la ricarica delle batterie. Con l’adozione della tecnologia a idrogeno, Vienna ridurrà il numero di autobus necessari per le linee cittadine del centro storico da 12 a 10, ottimizzando l’efficienza operativa e diminuendo i costi complessivi di gestione. Una delle componenti più importanti del progetto è l’uso di idrogeno verde, prodotto localmente a Vienna. Questo approccio non solo riduce le emissioni di carbonio associate al trasporto pubblico, ma rende anche la città più autonoma dal punto di vista energetico. Wiener Linien, l’operatore del trasporto pubblico di Vienna, ha sottolineato l’importanza dell’indipendenza energetica e della neutralità climatica, obiettivi raggiunti grazie alla produzione in loco di idrogeno. L’integrazione di questa tecnologia rappresenta una svolta per Vienna, che diventa così una delle prime città europee a impiegare su larga scala autobus a idrogeno in un contesto urbano.
L’acquisto e l’introduzione di questi autobus sono frutto di un investimento congiunto tra il governo locale, il Ministero per la Protezione del Clima e l’Unione Europea, per un totale di circa 12 milioni di euro. Peter Hanke, assessore ai trasporti pubblici, ha dichiarato che questo progetto posiziona Vienna come un pioniere europeo nella lotta contro il cambiamento climatico, dimostrando come le città possano guidare la transizione verso un futuro più sostenibile. L’introduzione dei nuovi autobus a idrogeno a Vienna rappresenta un passo importante nella direzione di un trasporto pubblico più sostenibile ed efficiente. Grazie alla collaborazione tra la tecnologia Rampini e un’infrastruttura energetica verde, Vienna si sta preparando a diventare un modello per altre città europee che cercano di ridurre la loro impronta di carbonio e migliorare la qualità della vita urbana. La scelta di abbracciare la tecnologia delle celle a combustibile a idrogeno dimostra come l’innovazione possa giocare un ruolo cruciale nella costruzione di un futuro più sostenibile.
Nel contesto globale della mobilità sostenibile, il settore dei trasporti sta vivendo una fase di rapida evoluzione. Oltre alle auto elettriche e alle bici a pedalata assistita alimentate da batterie al litio, una nuova soluzione sta emergendo con grande potenziale: sono le e-Bike alimentate a idrogeno fuel cells. Questo sviluppo innovativo promette di cambiare le regole del gioco, offrendo un’alternativa ecologica alle biciclette tradizionali e una soluzione efficiente e pratica per un mondo sempre più attento alle tematiche ambientali.
Il mercato delle biciclette elettriche è in piena espansione e si prevede che raggiungerà un valore di quasi 110 miliardi di euro entro il 2030. Questa crescita è alimentata dalla crescente domanda di soluzioni di trasporto alternative, che siano sostenibili e pratiche per gli spostamenti quotidiani. Le e-Bike, con la loro capacità di combinare l’efficienza della pedalata assistita con la convenienza della mobilità elettrica, sono diventate uno dei mezzi preferiti per chi cerca di evitare il traffico cittadino, ridurre l’impatto ambientale e migliorare la propria salute fisica.
HydroRide Europe AG, azienda svizzera nota per le sue innovazioni, ha introdotto una novità che promette di ridefinire il concetto di bicicletta elettrica che va oltre le convenzionali batterie al litio, proponendo una soluzione basata sulle celle a combustibile a idrogeno (fuel cells).La maggior parte delle eBike attualmente sul mercato dipende da batterie al litio, note per i loro limiti in termini di tempi di ricarica e autonomia. HydroRide ha deciso di sfidare questa convenzione introducendo una serie di biciclette elettriche che utilizzano l’idrogeno come fonte di energia. Questa tecnologia sfrutta celle a combustibile che convertono l’idrogeno in elettricità, alimentando un motore elettrico da 180 W integrato nel mozzo posteriore delle biciclette. Il risultato è un’autonomia che può raggiungere i 60 chilometri, con una velocità assistita fino a 23 km/h, rendendo queste eBike estremamente efficienti per l’uso urbano e extraurbano.
Uno dei punti di forza della proposta di HydroRide è il sistema di ricarica HYRYD, un pacco generatore che si distingue per la sua efficienza e praticità. Questo dispositivo compatto, inserito nel telaio della bicicletta, contiene 20 grammi di idrogeno a una pressione di circa 1 MPa. Il generatore è in grado di produrre questi 20 grammi di idrogeno a partire da 200 ml di acqua purificata in circa cinque o sei ore, un processo che può essere ulteriormente ottimizzato se alimentato da pannelli solari, sottolineando l’impegno di HydroRide verso una produzione di energia sostenibile. Il sistema HYRYD consente una rapida sostituzione del contenitore di idrogeno esaurito, un’operazione che richiede solo pochi secondi. Questa caratteristica è particolarmente vantaggiosa per gli utenti che necessitano di minimizzare i tempi di inattività, rendendo l’esperienza d’uso delle e-Bike a idrogeno di HydroRide paragonabile a quella dei veicoli tradizionali in termini di rapidità e semplicità nel rifornimento.
HydroRide ha lanciato diversi modelli per coprire le esigenze di vari segmenti di mercato. Tra questi, spiccano una eBike per pendolari, progettata con un telaio basso per facilitare la salita e la discesa, un modello sportivo per chi cerca prestazioni elevate su diversi tipi di terreno, e una bici pieghevole compatta dal peso contenuto di 19,5 kg, ideale per l’uso in città dove lo spazio è un fattore critico. Tutti i modelli sono dotati di freni a disco, garantendo una frenata sicura e reattiva in ogni condizione. Con il lancio delle sue e-Bike a idrogeno, HydroRide Europe AG si posiziona all’avanguardia della mobilità elettrica, offrendo una soluzione che combina innovazione, sostenibilità ed efficienza.
Le biciclette elettriche alimentate a idrogeno funzionano grazie a un sistema di celle a combustibile, che convertono l’idrogeno in elettricità per alimentare il motore della bici. Il processo di conversione dell’idrogeno è estremamente pulito: il solo sottoprodotto è l’acqua, il che rende questa tecnologia particolarmente attraente dal punto di vista ambientale. Le celle a combustibile a idrogeno offrono inoltre un vantaggio cruciale rispetto alle batterie al litio: il rifornimento è rapido e semplice, riducendo i tempi di inattività e aumentando la praticità per l’utente
Un aspetto cruciale per il successo delle eBike a idrogeno è lo sviluppo delle infrastrutture di ricarica. Le stazioni di rifornimento per l’idrogeno devono essere compatte, efficienti e facili da utilizzare. Alcune aziende stanno già lavorando a soluzioni innovative che permettano di ricaricare le celle a combustibile delle eBike in pochi minuti, riducendo drasticamente i tempi necessari rispetto alla ricarica delle batterie al litio. Queste stazioni di rifornimento possono essere alimentate da energie rinnovabili, come i pannelli solari, rendendo il processo di produzione dell’idrogeno completamente sostenibile. Le stazioni possono essere installate in vari luoghi strategici, come parcheggi, stazioni ferroviarie, o centri commerciali, permettendo agli utenti di ricaricare le loro eBike durante la giornata senza interrompere le loro attività quotidiane. Inoltre, alcune proposte prevedono stazioni di scambio dei contenitori di idrogeno, simili a quelle utilizzate per le batterie delle motociclette elettriche, che permetterebbero agli utenti di sostituire rapidamente un modulo scarico con uno carico, rendendo il processo di rifornimento simile a un pit-stop in Formula 1.
Il potenziale delle flotte di noleggio a idrogeno
Una delle applicazioni più promettenti per le eBike a idrogeno è nel settore delle flotte di noleggio. Le biciclette elettriche sono già ampiamente utilizzate nei servizi di bike-sharing nelle città di tutto il mondo, e l’introduzione delle e-Bike a idrogeno potrebbe rappresentare un significativo miglioramento in questo settore. Le flotte di e-Bike a idrogeno potrebbero offrire un’opzione di trasporto sostenibile e pratica per i residenti urbani, riducendo l’uso delle auto private e contribuendo a diminuire l’inquinamento e il traffico nelle città.Inoltre, le aziende potrebbero sfruttare le flotte di e-Bike a idrogeno come incentivo per i dipendenti a lasciare l’auto a casa e utilizzare un mezzo di trasporto più ecologico per recarsi al lavoro. Questo non solo migliorerebbe la qualità dell’aria nelle città, ma avrebbe anche un impatto positivo sulla salute dei dipendenti, incoraggiando uno stile di vita più attivo.
Un’altra sfida riguarda la percezione del pubblico: l’idrogeno, pur essendo una fonte di energia estremamente pulita, è spesso associato a preoccupazioni riguardanti la sicurezza, soprattutto per quanto riguarda la gestione e lo stoccaggio. Sarà fondamentale educare il pubblico sui vantaggi e sulla sicurezza delle tecnologie a idrogeno per superare queste preoccupazioni e favorire una maggiore accettazione.
In conclusione le potenzialità offerte da questa tecnologia sono innegabili. Se affrontate con le giuste strategie e investimenti, le sfide possono essere superate, aprendo la strada a un futuro in cui l’idrogeno non sarà solo un’alternativa promettente, ma una realtà consolidata nella nostra vita quotidiana.