Dalla transizione energetica alla trasformazione industriale, la Corea del Sud costruisce un ecosistema dell’idrogeno che unisce produzione, mobilità e innovazione digitale: dalle centrali terrestri ai mari, fino ai camion autonomi. Nel giro di pochi anni, il Paese asiatico sta trasformando la propria strategia industriale in un mosaico coerente di tecnologie complementari: centrali a celle a combustibile, piattaforme marine per la produzione offshore e trasporti pesanti a idrogeno autonomi. Tre tasselli che, combinati, delineano il modello coreano di “hydrogen economy” — un sistema energetico integrato, decentralizzato e sostenibile. Il cuore terrestre di questa visione è il nuovo impianto Gangdong Hydrogen Fuel Cell Power Generation, in costruzione a Gyeongju, nella provincia di North Gyeongsang. Con una potenza installata di 108 megawatt, sarà il più grande impianto a celle a combustibile a idrogeno del pianeta, superando il precedente record di Incheon. L’investimento, da 580 milioni di dollari, è finanziato attraverso il Regional Revitalization Investment Fund, che integra capitali pubblici e privati per progetti strategici. L’entrata in funzione è prevista per il 2028, con la capacità di fornire energia pulita a oltre 270.000 famiglie. Oltre all’aspetto energetico, l’impianto è concepito come catalizzatore industriale. Il governatore Lee Cheol-woo ha sottolineato come l’obiettivo sia “non solo produrre elettricità, ma attrarre industrie del futuro”: data center per l’intelligenza artificiale, smart farm, e manifattura avanzata. Si prevede che il progetto genererà oltre 1.200 posti di lavoro e un gettito fiscale superiore ai 44 milioni di euro annui. In fase iniziale, il sito utilizzerà idrogeno blu, derivato dal gas naturale, ma la visione a lungo termine è il passaggio all’idrogeno verde. La Corea lo considera una “tecnologia ponte” per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili, accelerando la costruzione di una filiera nazionale dell’idrogeno realmente a emissioni zero.
La strategia coreana non si ferma alla terraferma. In parallelo, un consorzio di ricerca guidato dalla Korea Maritime & Ocean University e dalla Daewoo Shipbuilding & Marine Engineering (DSME) sta sviluppando la prima FPSO (Floating Production, Storage and Offloading) al mondo per la produzione offshore di idrogeno verde. Questa piattaforma galleggiante utilizzerà energia eolica marina per alimentare un impianto di elettrolisi dell’acqua, producendo idrogeno direttamente in mare, lontano dai centri abitati e con minori rischi per la sicurezza. Il progetto pilota, previsto per entrare in funzione quest’anno, genererà 1 MW di energia verde, ma l’obiettivo è arrivare a impianti su larga scala entro il 2030. Il presidente Doh Doe-hee ha confermato che la Corea mira anche a sviluppare una versione ibrida del sistema, basata su un reattore nucleare galleggiante brevettato dall’università, per garantire continuità operativa in condizioni meteo variabili. Le FPSO a idrogeno potrebbero rivoluzionare la produzione energetica mondiale: permettono ai Paesi con limitazioni territoriali o vento intermittente di espandere la produzione in mare aperto, creando così una rete energetica realmente globale.
A chiudere il cerchio della filiera coreana arriva la mobilità. La rivista TIME ha inserito tra le Best Inventions 2025 il camion autonomo XCIENT Fuel Cell Classe 8, sviluppato da Hyundai Motor Company e dalla statunitense PlusAI. È il primo camion pesante a celle a combustibile a idrogeno prodotto in serie e dotato di guida autonoma di livello 4 — ovvero completamente senza conducente, gestito dal sistema SuperDrive, un’intelligenza artificiale capace di operare in modo indipendente su rotte logistiche predefinite. Combinando propulsione a idrogeno e autonomia digitale, l’XCIENT Fuel Cell rappresenta una soluzione concreta a due sfide globali: la riduzione delle emissioni di CO₂ nel trasporto merci e la carenza di autisti professionisti.
La sinergia tra la piattaforma fuel cell di Hyundai e il software SuperDrive di PlusAI consente viaggi continui hub-to-hub, garantendo maggiore efficienza operativa, sicurezza stradale e riduzione dei costi di gestione. I primi camion sono già operativi in Corea, Stati Uniti, Germania, Svizzera e Nuova Zelanda. Negli USA, 30 mezzi lavorano nei porti di Oakland e Richmond nell’ambito del progetto NorCAL ZERO, mentre altri 21 supportano la logistica del nuovo stabilimento Hyundai in Georgia, dimostrando la scalabilità industriale della tecnologia.
Ciò che rende la visione coreana unica è la connessione sistemica tra produzione, distribuzione e utilizzo dell’idrogeno.
Le centrali a celle a combustibile come Gangdong garantiranno energia stabile alla rete e alle industrie digitali emergenti; le FPSO offshore estenderanno la produzione di idrogeno verde in mare; i camion XCIENT alimenteranno una logistica decarbonizzata, costruendo veri e propri “corridoi dell’idrogeno” tra porti, fabbriche e centri urbani. Questa infrastruttura integrata, alimentata da intelligenza artificiale, tecnologie marine e sistemi a zero emissioni, punta a rendere la Corea del Sud energeticamente indipendente e leader mondiale nella transizione verso l’idrogeno.
Mentre molti Paesi discutono ancora su modelli teorici di decarbonizzazione, Seul costruisce fisicamente la rete che li renderà possibili: impianti terrestri, piattaforme marine, mezzi autonomi e politiche industriali integrate. Se replicato su scala internazionale, questo modello potrebbe accelerare la corsa allo zero netto, ridurre le tensioni geopolitiche legate ai combustibili fossili e inaugurare una nuova era di cooperazione energetica globale, con l’idrogeno come protagonista indiscusso.
La Corea del Sud, tradizionalmente dipendente dalle importazioni di petrolio e gas, mira ora a una indipendenza energetica basata sulla tecnologia. L’idrogeno — generato da impianti terrestri, offshore o ibridi — potrà alimentare non solo la rete elettrica nazionale, ma anche la mobilità, la manifattura e l’intelligenza artificiale. In questo senso, la Corea si candida come laboratorio globale dell’economia a idrogeno, dove energia, automazione e sostenibilità convergono in una visione comune.
Mondo idrogeno
Riproduzione riservata



















