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Protetto: Le tecnologie Safe di compressione ed erogazione dell’idrogeno

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Il Carrello a idrogeno fuel cells della Toyota Material Handling

Toyota, con la sua divisione Material Handling sta dando un contributo significativo alle azioni contro il cambiamento climatico e al processo di transizione energetica, grazie alla sua gamma di carrelli elevatori a idrogeno a fuel cells per la sostenibilità della logistica interna aziendale.
Negli ultimi anni, la questione della sostenibilità ambientale è diventata sempre più centrale nel settore. Toyota Motor Corporation, leader globale nello sviluppo di tecnologie eco-compatibili per la mobilità, ha da tempo  investito in soluzioni all’avanguardia per ridurre le emissioni di carbonio (CO2), migliorando l’efficienza e l’ecocompatibilità dei veicoli.
In particolare ha concentrato i propri investimenti sulla tecnologia dei propulsori a celle a combustibile (fuel cells a idrogeno). Per la mobilità auto produce dal 2013 la Mirai a idrogeno e, negli anni successivi, ha attivato diverse partnership in tutto il mondo per i camion a fuel cells e idrogeno (in Europa con la francese Hyliko).
Nel 2015 la sede di Bologna della divisione Toyota Material Handlng dalla Toyota Industries Corporation ha realizzato un primo progetto di carrello elevatore a idrogeno (presentato nel 2016 a Ecomondo-Keyenergy – Rimini).

Intervista al Dott. Ciro Martone –
Product Manager Toyota Material Handling Italia

Nel 2015 Toyota aveva annunciato il Toyota Environmental Challenge 2050, la mission che prevede nei suoi impianti l’adozione di muletti equipaggiati con celle a combustibile. Nel 2017 sono stati implementati due carrelli elevatori equipaggiati con celle a combustibile presso l’impianto Toyota di Motomachi, in Giappone.
I carrelli elevatori funzionano con motori ad energia elettrica ottenuta dall’idrogeno grazie alle fuel cells (pile a combustibile alimentate dall’idrogeno per generare elettricità) che azzerano le emissioni di CO2 e le sostanze potenzialmente pericolose.
I carrelli a idrogeno Toyota offrono un’eccezionale efficienza di utilizzo, con tempi di ricarica che si attestano intorno ai tre minuti. Inoltre, con la loro capacità di produrre autonomamente energia elettrica, possono essere anche sfruttati come generatori in caso di emergenza.
Queste innovazioni consentono di eliminare molte delle limitazioni imposte dalle tecnologie basate sulle batterie 0 sui motori tradizionali.
Più in generale l’idrogeno rappresenta una risorsa con importanti vantaggi ambientali e logistici:
Zero emissioni di CO2: la produzione di elettricità da idrogeno non genera anidride carbonica.
Facilità di stoccaggio e trasporto: l’idrogeno è più semplice da conservare e distribuire.
Produzione sul posto: consente di ridurre la dipendenza energetica dall’estero.

I vantaggi per i carrelli a idrogeno
Maggiore efficienza: ridotti tempi di fermo quindi aumento della produttività.
Ottimizzazione dello spazio: non occorrono aree di ricarica dedicate come per i carrelli a batterie.
Sicurezza e sostenibilità: non sono presenti sostanze chimiche tossiche.
Resistenza alle basse temperature: ideali anche per ambienti interni refrigerati.

Come Funzionano le Fuel Cell a Idrogeno?
Le Fuel Cell a idrogeno sono dispositivi elettrochimici che generano elettricità e potenza senza la combustione, secondo le seguenti fasi:
– Stoccaggio e alimentazione: l’idrogeno viene immagazzinato in serbatoi ad alta pressione posizionati nel carrello e viene inviato alle celle a combustibile a pressione ridotta.
-Reazione elettrochimica: all’interno dell’elettrodo della fuel cell gli atomi dell’idrogeno si dividono in ioni positivi e elettroni per la presenza di elementi catalizzatori
-Generazione di energia: gli elettroni costituiscono la corrente elettrica, mentre gli ioni positivi attraversano le membrane della fuel cell e, all’altro elettrodo, reagiscono con l’ossigeno dell’aria, formando acqua come unico sottoprodotto.
-Utilizzo dell’energia: l’elettricità prodotta dall’idrogeno alimenta il motore elettrico di trazione e i sistemi di sollevamento.

Carrello H2 FC Toyota nello stand Toyota Material Handling (Piacenza 2025)

Vantaggi di una flotta di carrelli a Idrogeno fuel cells in ambito industriale:
– Emissioni Zero. L’unico sottoprodotto è l’acqua.
– Rifornimento Rapido. Richiesti solo 2-3 minuti rispetto alle ore necessarie per ricaricare un pacco batteria.
– Maggiore efficienza operativa. Quindi turni di lavoro più lunghi.
– Ottimizzazione degli spazi. Non sono necessarie aree dedicate alla ricarica delle batterie.
– Perfetta per ambienti raffreddati. Le fuel cells funzionano in condizioni estreme (da -30°C a + 40°C), quindi i carrelli a idrogeno sono ideali anche per celle frigorifere.
– Affidabilità e Sicurezza. Non contengono acidi o metalli pesanti, riducendo i rischi ambientali.

L’idrogeno può essere autoprodotto nella azienda stessa da un tetto fotovoltaico, attraverso il processo di elettrolisi dell’acqua. La tecnologia a idrogeno ha il potenziale per rivoluzionare il settore della mobilità e della logistica, garantendo un impatto positivo sull’ambiente e sulla gestione energetica.
Toyota continua a essere pioniera in questo campo, investendo in innovazione per un futuro più sostenibile.

Mondo idrogeno Riproduzione riservata
Fonti: Toyota Material Handling – Toyota Motor Company

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Il caricatore fuel cells JMG a idrogeno verde prodotto in azienda

Fin dalla sua nascita il carrello gru MC250.09FL di JMG ha rappresentato un nuovo concetto di macchina per la movimentazione industriale pesante: un carrello elettrico a trazione anteriore, sterzo posteriore e zavorre removibili, pensato per sollevare carichi rilevanti posizionati molto vicino al baricentro della macchina e, allo stesso tempo, anche in alto. Grazie a una cabina integrata, alla possibilità di comando a distanza tramite radiocomando e a un telaio con passo variabile (estensibile posteriormente di 1.200 mm), l’ MC250.09FL si è fin da subito distinto per versatilità e stabilità operative. Uno dei suoi principali punti di forza è anche il doppio gruppo di sterzo sulle quattro ruote, sviluppato per scaricare in modo efficiente il peso sull’asse posteriore e preservare l’integrità strutturale della macchina nel tempo, superando i limiti dei carrelli elevatori tradizionali.

Il carrello gru di JMG si evolve con la tecnologia a idrogeno MC250.09FL a fuel cell diventa protagonista della transizione energetica garantendo maggiore autonomia, riducendo i tempi di ricarica e offrendo una soluzione più sostenibile per il settore del sollevamento industriale.
JMG Cranes ha partecipato a un bando per per sviluppare il carrello a idrogeno e un sistema di produzione di idrogeno verde allocato nella sede stessa dell’azienda. Il progetto comprende la generazione di idrogeno tramite elettrolisi alimentata da un sistema fotovoltaico da 1,3 MW che produce elettricità per un elettrolizzatore che produce l’idrogeno. Questa impianto nell’azienda JMG permette di alimentare il sollevatore MC250.09FL fuel cell con idrogeno fornito in  modalità autosufficiente e sostenibile. Il sistema di produzione messo a punto della JMG per le proprie necessità può essere proposto anche ad altre aziende produttrici di veicoli industriali, agricoli e di servizio ovvero per aziende che hanno la necessità di abbattere i coste energetici dei processi produttivi come le ceramiche, le acciaierie, le industrie agroalimentari etc

Il cuore tecnologico del nuovo modello del MC250.09FL a idrogeno è il modulo FCH 96V da 20 kW con 144 celle a combustibile PEM alimentate da un serbatoio di idrogeno da 6 kg a 350 bar e batteria tampone 30 kWh agli ioni di litio
L’autonomia è di 5-6 ore in funzionamento combinato e tempo di rifornimento idrogeno di circa 5 minuti grazie ad un sistema di accumulo ed erogazione dell’idrogeno portato a 450 bar mediante un compressore implementato nell’impianto.

SCHEMA FUNZIONAMENTO FUEL CELLS IDROGENO
PROPULSORE FUEL CELLS IDROGENO REALE

Per il suo funzionamento, l’MC250.09FL preleva energia prioritariamente dalla batteria al litio, che garantisce fino a 2 ore di autonomia. Nel frattempo, quando la batteria al litio scende sotto una certa soglia, la fuel cell entra in funzione e genera energia per ricaricare la batteria al litio, portando l’autonomia complessiva a circa 5-6 ore. Il layout del sistema fuel cell è identico a quello della batteria tradizionale, garantendo facilità di transizione dalla versione da batteria a quella a idrogeno. ll nuovo modello a idrogeno mantiene tutte le caratteristiche di stabilità e versatilità della versione originale, con un doppio gruppo di sterzo sulle quattro ruote e un montante configurabile con braccio gru idraulico. Peso, dimensioni e agganci meccanici/elettrici sono identici. L’intervento richiesto per passare dalla configurazione  a sola batteria e quella con fuel cell si limita al riposizionamento dei cavi elettrici – da sinistra e destra a entrambi sul lato destro – e all’aggiunta di un semplice cablaggio can-bus. Maurizio Manzini, Presidente di JMG Cranes, dichiara “Abbiamo ben chiara la visione di crescita e sviluppo dell’azienda. Con l’imminente apertura della nuova sede a Sarmato, JMG Cranes punta a rafforzare la sua presenza nel territorio d’origine e questo passo rappresenta solo l’inizio di un percorso più ampio, affrontando le sfide future con i valori e la filosofia che hanno guidato il successo dell’azienda con principi di sostenibilità ambientale e responsabilità sociale con prodotti e metodi produttivi e logistici sempre più green “.

Maurizo Manzini CEO e Presidente JGM Cranes

E’ importante evidenziare che il sistema fotovoltaico da 1,5 MW posizionato sul tetto dell’azienda assicura la produzione autonoma dell’idrogeno per elettrolisi riducendo a zero il suo approvvigionamento dall’esterno grazie ad un sistema di accumulo speciale per mantenere l’idrogeno disponibile nel tempo in sicurezza. La commercializzazione del carrello MC250.09FL a idrogeno, prevista per il 2026, non solo migliora l’efficienza operativa, ma contribuisce alla sostenibilità ambientale, accelerando l’adozione di tecnologie più pulite e performanti.

Con l’idrogeno verde prodotto in azienda da fotovoltaico, JMG Cranes si posiziona come un leader sia della transizione energetica che nel settore del sollevamento industriale.

Mondo idrogeno Riproduzione riservata
Fonte: JMG news

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L’accumulo di H2 sicuro ad elevata densità a idruri metallici GRZ

GRZ Technologies è un’azienda svizzera all’avanguardia nella tecnologia degli idruri metallici, specializzata nello stoccaggio e compressione dell’idrogeno. Grazie a decenni di ricerca, ha raggiunto una posizione di leader globale in questo settore, offrendo soluzioni innovative per la transizione energetica

Nei laboratori GRZ, gli scienziati sviluppano leghe metalliche avanzate per migliorare l’efficienza dello stoccaggio e della compressione dell’idrogeno. Queste leghe permettono di immagazzinare l’idrogeno in modo sicuro e compatto, garantendo elevate prestazioni e lunga durata dei sistemi.

Una delle tecnologie più rivoluzionarie di GRZ è il sistema di accumulo DASH, basato sugli idruri metallici. A differenza dei metodi tradizionali, che conservano l’idrogeno in forma gassosa o liquida, DASH utilizza composti metallici per intrappolare l’idrogeno, rendendo lo stoccaggio più sicuro ed efficiente. Gli idruri metallici assorbono e rilasciano idrogeno in condizioni controllate. La densità di accumulo volumetrica di questa tecnologia può superare i 245 kgH₂/m³, rispetto ai 71 kgH₂/m³ dell’idrogeno liquido e ai 40 kgH₂/m³ dell’idrogeno gassoso a 900 bar. Nei nostri laboratori materiali, gli scienziati GRZ utilizzano attrezzature all’avanguardia per sviluppare nuove leghe specifiche per ogni applicazione. Il miglioramento continuo della qualità dei nostri prodotti per i nostri clienti è fondamentale per la nostra identità. Oltre alle attività di sviluppo, i nostri scienziati dei materiali sono anche responsabili di un controllo qualità completo. Supportano inoltre i nostri clienti nell’integrazione dei nostri prodotti in sistemi di controllo di livello superiore. Anche se tutti i singoli componenti funzionano bene singolarmente, un progetto a idrogeno può avere successo solo se tutti i componenti interagiscono tra loro e sono una parte vitale di un sistema energetico che cattura l’energia del sole e la preserva in idrogeno,

Poiché l’idrogeno è un gas così leggero, i sistemi di accumulo di idrogeno allo stato solido DASH rappresentano un’opzione interessante per l’infrastruttura dell’idrogeno. In questi sistemi di accumulo, l’idrogeno non viene immagazzinato né in forma liquida né gassosa. Invece, un materiale di trasporto solido e inorganico, l’idruro metallico, cattura l’idrogeno. Il principio di questa forma di accumulo dell’idrogeno è che i composti metallici utilizzati da GRZ Technologies assorbono l’idrogeno che viene immagazzinato in un materiale di trasporto solido.

Visualizzazione dell’accumulo di idrogeno allo stato solido

Le molecole di idrogeno (rosse) vengono assorbite da un materiale di trasporto blu.
Durante l’assorbimento, le molecole di idrogeno (H₂) si scindono in singoli atomi di idrogeno (H). I singoli atomi di idrogeno si spostano quindi nei siti interstiziali della lega metallica. Le distanze tra i singoli nuclei atomici diventano significativamente inferiori rispetto alla fase gassosa. Di conseguenza, la densità volumetrica dell’accumulo di idrogeno è molto elevata, così come la densità energetica del sistema. GRZ utilizza diverse leghe per questo processo, a seconda dell’applicazione. Un esempio di lega è LaNi5. Quando una lega assorbe idrogeno, avviene la seguente reazione chimica:

LaNi5 + 3H2 ⟶ LaNi5H6

Tuttavia, per utilizzare gli idruri metallici come accumulatori di idrogeno allo stato solido, non è solo la scelta del materiale a essere decisiva. Anche le proprietà dell’intero sistema di accumulo devono essere ottimizzate. Con questa tecnologia sono teoricamente possibili densità di stoccaggio volumetriche fino a 245 kgH₂/m³. A titolo di confronto: l’idrogeno liquido ha una densità di 71 kgH₂/m³ e l’idrogeno gassoso a 900 bar di circa 40 kgH₂/m³. La tecnologia a idruri metallici di GRZ è estremamente resistente ai cicli e consente una durata di vita di 25 anni o più. Infine, una caratteristica importante della tecnologia è la sua ecocompatibilità. GRZ Technologies costruisce moduli di accumulo di idrogeno a idruri metallici secondo un design brevettato. Il componente base di ogni modulo di accumulo è il materiale di trasporto dell’idrogeno. Una volta individuato il materiale di accumulo ideale per un progetto, lo produciamo e lo inseriamo in contenitori in acciaio inossidabile ottimizzati. Una volta completato, ogni stack viene sottoposto a procedure di controllo qualità specificamente sviluppate. In particolare, testiamo quantitativamente la resistenza alla pressione e la tenuta. Una volta che uno stack ha superato i rigorosi processi di controllo qualità, viene caricato con idrogeno. Infine, combiniamo gli stack in un sistema con la capacità di accumulo richiesta dal cliente. A seconda delle esigenze, installiamo sistemi ausiliari per raggiungere le velocità di scambio termico desiderate.
Il comportamento di un sistema tecnico con idruri metallici è determinato principalmente dalla pressione nel sistema che dipende in larga misura dalla temperatura. .
L’assorbimento di idrogeno in un accumulo DASH rilascia calore. Si tratta quindi di un processo esotermico.
Al contrario, la rimozione dell’idrogeno è un processo endotermico. Pertanto, è necessario calore per desorbire l’idrogeno da un accumulo. Ogni modulo di accumulo DASH è caratterizzato da una limitazione termica delle velocità di carica e scarica.Se l’idrogeno viene estratto per un periodo di tempo prolungato, è necessario fornire calore al sistema (possibilmente a temperatura ambiente).
In caso di fornitura prolungata di idrogeno, è necessario rimuovere calore dal sistema per continuare a caricarlo.

Le soluzioni GRZ non solo garantiscono uno stoccaggio sicuro e compatto, ma sono anche resistenti ai cicli e hanno una durata superiore ai 25 anni. Inoltre, la tecnologia DASH riduce i costi operativi, aumentando l’efficienza complessiva dei sistemi energetici basati sull’idrogeno. Grazie alle sue tecnologie avanzate, GRZ contribuisce alla transizione verso un futuro alimentato da energie rinnovabili, garantendo soluzioni affidabili e innovative per l’industria dell’idrogeno.

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Fonte: Grz technologies

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La barca italiana a idrogeno a fuel cells della Hydrocell

La transizione energetica verso sistemi di propulsione sostenibili sta prendendo piede anche nel settore della nautica. Hydrocell, un’azienda italiana di Bolzano specializzata in tecnologie a idrogeno, sta realizzando una delle prime imbarcazioni al mondo alimentate esclusivamente a idrogeno, dimostrando il potenziale di questa tecnologia nel trasporto marittimo. L’idrogeno è considerato uno dei vettori energetici più promettenti per il futuro della mobilità. Grazie alla sua elevata densità energetica e alla possibilità di essere prodotto da fonti rinnovabili, in particolare consente la navigazione senza emissioni di CO2. Il progetto sviluppato da Hydrocell si basa su un sistema di celle a combustibile (fuel cells), che trasformano l’idrogeno in energia elettrica per alimentare il motore dell’imbarcazione. Rispetto ai sistemi tradizionali basati su combustibili fossili, questa tecnologia offre numerosi vantaggi:

  • Zero emissioni: nessuna produzione di CO2 o altre sostanze inquinanti.
  • Maggiore efficienza: conversione diretta dell’energia chimica in energia elettrica con un rendimento più alto rispetto ai motori a combustione interna.
  • Funzionamento silenzioso: eliminazione del rumore tipico dei motori diesel, migliorando il comfort di bordo.
  • Riduzione dei costi operativi: minore manutenzione e maggiore affidabilità nel lungo termine.

    Ing. Walter Huber – CEO Hydrocell

Hydrocell è gestita da due imprenditori con una vasta esperienza. L’amministratore delegato dell’azienda è Walter Huber, ingegnere chimico, fondatore dell’IIT Hydrogen Center di Bolzano ed esperto di idrogeno riconosciuto a livello internazionale, socio co-fondatore è Karl Manfredi, ex amministratore delegato di Brennercom, esperto di management, telecomunicazioni, informatica e cloud computing.

Nel 2023 Hydrocell ha vinto nella categoria “Innovation in Application” per il trasporto marittimo agli Italian Hydrogen Technology Awards (IHTA), mentre nel 2024 l’azienda si è classificata terza nella categoria Water Mobility agli IoMOBILITY Awards.

Il primo studio completo condotto da Hydrocell per valutare la fattibilità della transizione di un’imbarcazione alimentata a diesel alla propulsione a idrogeno è stato il progetto “Nobody’s Perfect”. La prima iniziativa di Hydrocell si basava sulla conversione di un peschereccio con motore diesel  lungo 17 metri costruito nel 1978, con una powertrain completamente alimentata a idrogeno. L’obiettivo principale era quello di determinare se fosse possibile convertire l’imbarcazione dalla propulsione diesel a quella a idrogeno e identificare i requisiti necessari per tale trasformazione Un’ampia raccolta di dati durante il funzionamento della nave, ha fornito metriche critiche sulle prestazioni, tra cui consumo di carburante, velocità, carico del motore, consumo di energia, condizioni operative e dati inerziali. Questo profilo operativo del mondo reale ha costituito la base per la creazione di un’accurata simulazione al computer delle prestazioni dell’imbarcazione. Le informazioni ottenute dai dati sono state fondamentali per ottimizzare il software di simulazione e sviluppare una soluzione di propulsione a idrogeno su misura.

La barca a vela a idrogeno Ampelea, in sviluppo in questa seconda fase, è equipaggiata con un sistema di controllo avanzato, progettato per gestire in modo ottimale la distribuzione di energia dalle celle a combustibile al motore elettrico. Per garantire un’operatività continua, l’imbarcazione potrà essere rifornita con idrogeno presso stazioni specializzate o tramite unità mobili. Grazie a una capacità di stoccaggio di 10 kg di idrogeno, il sistema consentirà fino a 30 ore di navigazione senza necessità di rifornimento. Per il rifornimento di idrogeno NatPowerH e Hydrocell hanno siglato un accordo per garantire la fornitura di idrogeno destinato alla propulsione dell’imbarcazione, un progetto innovativo di retrofitting che punta alla decarbonizzazione della nautica. NatPower H, specializzata in infrastrutture per la produzione e il rifornimento di idrogeno verde, fornirà circa 4,5 tonnellate di idrogeno in tre anni, attraverso stazioni fisse o mobili. “Questo progetto segna un passo decisivo nella transizione dell’idrogeno dal settore sperimentale alla sua applicazione commerciale per il trasporto marittimo,” ha affermato Andrea Minerdo, CEO di NatPower H. “Il nostro impegno è quello di fornire soluzioni sostenibili e scalabili per ridurre l’impatto ambientale della nautica. L’idrogeno rappresenta una delle chiavi per un futuro più sostenibile.” Grazie alla collaborazione con NatPower H,è possibile garantire un’alimentazione efficiente e pulita, contribuendo a una vera trasformazione ecologica della navigazione.”

DETTAGLI TECNICI DELLA BARCA A IDROGENO (tecnologie proprietarie Hydrocell)

LE SOLUZIONI INTEGRATE

L’HYMAR Powertrain H è un sistema di propulsione idrogeno-elettrico certificato che offre prestazioni a zero emissioni alimentato da idrogeno verde. Progettato per applicazioni marittime professionali e impegnative, offre un funzionamento pulito e silenzioso senza compromettere la durata o la potenza.
L’HYMAR Powertrain E è un sistema di propulsione marina modulare completamente elettrico che offre prestazioni silenziose e a zero emissioni. Progettato per il tempo libero e professionale, per impieghi gravosi con manutenzione minima e massima affidabilità, perfetto per chi cerca un’alternativa pulita e moderna ai motori tradizionali.
L’HYMAR Powertrain R è un propulsore ibrido seriale che combina la propulsione elettrica con un range extender integrato per una maggiore autonomia. Costruito per operazioni marittime da diporto e commerciali, in servizio continuo, dove flessibilità, efficienza e capacità a lungo raggio sono essenziali.

I COMPONENTI

HYMAR PULSE è un sistema di celle a combustibile a idrogeno ad alte prestazioni progettato per fornire energia affidabile e priva di emissioni per applicazioni marine. Progettato per garantire efficienza e sostenibilità, fornisce una fonte di alimentazione silenziosa e pulita, che lo rende la scelta ideale per coloro che desiderano ridurre l’impatto ambientale senza sacrificare le prestazioni.
HYMAR DEP è un robusto sistema di stoccaggio dell’idrogeno progettato per contenere in modo sicuro ed efficiente il combustibile a idrogeno. Con un’attenzione particolare all’affidabilità e alla sicurezza, garantisce una fornitura costante di energia pulita per alimentare le imbarcazioni a idrogeno.
HYMAR BP è Il pacco batteria progettato per gestire le richieste di potenza di picco, fornendo energia aggiuntiva quando necessario. Perfettamente integrato con il sistema a celle a combustibile, garantisce prestazioni fluide ed efficienza ottimale.
HYMAR CONTROL è un’unità di controllo intelligente che ottimizza l’intero gruppo propulsore per ottenere la massima efficienza e prestazioni, gestendo al contempo tutte le funzioni critiche per la sicurezza dell’imbarcazione. Dall’uscita delle celle a combustibile e della batteria al monitoraggio della sicurezza, garantisce un funzionamento senza interruzioni, sicuro ed efficiente dal punto di vista energetico.
E-MOTOR HYMAR è un’unità di propulsione elettrica progettata per una navigazione fluida, silenziosa ed ecologica. Costruito per sostituire i tradizionali motori diesel, offre una guida silenziosa ma potente a zero emissioni.
HYMAR VISION è una moderna interfaccia uomo-macchina (HMI) che offre un monitoraggio e un controllo intuitivi del sistema di alimentazione. Grazie alla visualizzazione dei dati in tempo reale, offre agli operatori una visione chiara delle prestazioni e dello stato del sistema.

L’iniziativa segna un passo importante nell’applicazione commerciale dell’idrogeno come alternativa ai combustibili fossili nel settore marittimo, favorendo lo sviluppo di soluzioni a zero emissioni. L’introduzione della propulsione a idrogeno rappresenta un cambiamento significativo per la nautica da lavoro e da diporto. Con progetti come quello di Hydrocell, si stanno esplorando nuove applicazioni dell’idrogeno per ridurre l’impatto ambientale della navigazione e accelerare la transizione verso sistemi più sostenibili. Questa innovazione contribuirà a una riduzione sostanziale dell’inquinamento marino dimostrando la possibilità di utilizzare l’idrogeno su larga scala nel settore nautico.

Fonti:  Hydrocell e NatPower H

L’Idrogeno Alla 6 Ore di Spa

Dal cuore verde delle Ardenne al palcoscenico mondiale del FIA World Endurance Championship (WEC): l’idrogeno si fa strada come protagonista del motorsport del futuro.

Dal 2018, l’Automobile Club de l’Ouest (ACO) e il Campionato Mondiale Endurance FIA hanno posto l’idrogeno al centro delle loro strategie per la de carbonizzazione delle corse automobilistiche. E ora, alla 6 Hours of Spa, questa visione  è diventata più concreta che mai con un villaggio per l’idrogeno e una serie di dimostrazioni tecnologiche
La terza tappa del FIA WEC, dall’8 al 10 maggio presso il leggendario Circuit de Spa-Francorchamps, si è trasformata in un laboratorio a cielo aperto per esplorare le potenzialità dell’idrogeno. Oltre alle tradizionali competizioni tra hypercar ibride e team d’élite, il paddock ha ospitato un vero e proprio villaggio dell’idrogeno nella fan zone, accessibile al pubblico. Al centro dell’iniziativa, una stazione mobile di Total Energies da 700 bar impiegata per rifornire prototipi innovativi come l’Alpine Alpenglow e la Toyota Gazoo Racing Yaris H2 Concept, protagonisti di dimostrazioni in pista in due fasce orarie: Venerdì 9 maggio e Sabato 10 maggio

Toyota Gazoo Racing Yaris H2 Concept,

Dopo i giri dimostrativi a zero emissioni di CO2, le vetture sono tornate nel villaggio per essere ammirate da vicino dal pubblico. Oltre alle esposizioni, ci sono state atività educative per scoprire il processo di produzione dell’idrogeno e i suoi utilizzi nel motorsport e nella mobilità sostenibile.

Uno dei protagonisti della transizione energetica nel FIA WEC è anche il programma MissionH24, frutto della collaborazione tra l’ACO (l’Automobile Club de l’Ouest) e H24Project. Lanciato nel 2018 con il prototipo LMPH2G, ha aperto la strada alla competizione con vetture a idrogeno. Il programma ha successivamente sviluppato l’H24, il primo prototipo da corsa H2 a completare tutte le gare entro il 2022. Quest’anno, il pubblico avrà l’opportunità di incontrare Bassel Aslan, direttore tecnico di MissionH24, che sarà disponibile nel Villaggio dell’Idrogeno per rispondere alle domande sulla nuova H24EVO, un’evoluzione del progetto che punta a migliorare le prestazioni e ridurre i tempi di rifornimento.

H24EVO

Oltre alle dimostrazioni in pista e alle esposizioni, la 6 Hours of Spa ha ospitato anche un forum organizzato con Hydrogen Europe, dedicato alla sensibilizzazione di insegnanti e studenti sulle potenzialità dell’idrogeno nella transizione energetica. All’interno del villaggio era presente DiscoverHy, una piccola auto da corsa sviluppata da AdvancedH2Valley, il consorzio che promuove l’idrogeno nella Francia occidentale. Grazie a queste iniziative, Spa-Francorchamps si conferma il punto di riferimento per lo sviluppo di tecnologie sostenibili applicate alle competizioni.

L’Idrogeno nel FIA WEC: il futuro
La categoria dedicata all’idrogeno nel FIA WEC è già in fase di sviluppo e il suo debutto ufficiale è previsto per il 2028. Con costruttori come Toyota, Alpine e Peugeot impegnati nella ricerca e nello sviluppo di tecnologie a emissioni zero, il motorsport endurance si avvicina a una nuova era, dove velocità e sostenibilità potranno finalmente convivere.

Fonti: Automobile Club de l’Ouest (ACO) -FIA WEC

Fuel cells più efficienti del 20% con i nanomateriali

La francese NAWA leader mondiale nei nanomateriali a base di carbonio rivoluziona le celle a combustibile con il primo elettrodo completamente nanostrutturato al mondo fornendo un guadagno di prestazioni del 20% con NAWATrode-FC.
L’innovazione di NAWA si basa su un approccio innovativo alla produzione su larga scala nanometrico di un elettrodo che combina il nanocarbonio 3D NAWA e il nanoplatino.
Questo metodo supera i limiti tradizionali degli elettrodi e libera il pieno potenziale delle celle a combustibile con vantaggi significativi: maggiore compattezza e costi di produzione ridotti.

Strato catalizzatore tradizionale            Strato catalizzatore NAWAH Trode-FC

La produzione e la commercializzazione su larga scala di NAWATrode-FC sono previste per il 2026. A partire da quest’anno, NAWA sta lanciando un programma di test per il suo elettrodo con i produttori di celle a combustibile, con il supporto di Kouros Lab, un incubatore del Gruppo Kouros.
La tecnologia NAWA ottimizza la produzione di elettricità dall’idrogeno nelle celle a combustibile. NAWATrode-FC offre un miglioramento del 20% dell’efficienza del platino rispetto agli elettrodi attuali. Il processo di produzione di NAWATrode-FC consente inoltre, per la prima volta al mondo, di produrre elettrodi in rotoli, semplificando la produzione di celle a combustibile per i clienti NAWA. NAWATrode-FC porterà a una significativa riduzione dei costi di produzione delle celle a combustibile. Florent Bergeret, Presidente di NAWA, ha dichiarato: “I team NAWA sono estremamente orgogliosi di questa rivoluzione nel campo delle celle a combustibile. È il culmine di molti anni di ricerca e sviluppo, di cui stiamo solo iniziando a misurare il pieno potenziale impatto: un aumento del 20% dell’efficienza degli elettrodi apre la strada a celle a combustibile più compatte e meno costose. NAWA sta quindi dando un contributo importante all’adozione delle celle a combustibile, in particolare per la mobilità terrestre, marittima e aerea.”

Nata dalla ricerca del CEA e del MIT sui nanotubi di carbonio allineati verticalmente (VACNT), NAWA è oggi leader mondiale in questo materiale rivoluzionario, essenziale per la transizione energetica e molte altre applicazioni. NAWA progetta, produce e commercializza prodotti per i mercati dei compositi e dell’idrogeno presso i suoi stabilimenti di Rousset (Francia) e Dayton (USA).

Fonte: media press nawatechnologies

Nave da crociera a idrogeno: la Viking Libra in costruzione ad Ancona

Il settore delle crociere sta per vivere un momento storico. Viking e Fincantieri hanno annunciato la Viking Libra, la prima nave da crociera al mondo alimentata a idrogeno liquefatto, un vero simbolo di progresso tecnologico e sostenibilità ambientale. La consegna è prevista per il 2026, seguita dalla Viking Astrea nel 2027, entrambe progettate per operare a zero emissioni e per accedere a zone ecologicamente sensibili.

Tecnologia d’avanguardia: il sistema di propulsione ibrido a idrogeno è basato su celle a combustibile e idrogeno che viene stoccato sulla nave allo stato liquido, sviluppato da Isotta Fraschini Motori, una divisione di Fincantieri specializzata in soluzioni avanzate. Questo sistema può generare fino a 6 megawatt di potenza, garantendo prestazioni ecologiche e un’efficienza elevata. La Viking Libra rappresenta un’innovazione straordinaria. Le celle a combustibile utilizzate sulla Viking Libra sono del tipo a membrana elettrolitica polimerica (PEM), sviluppate da Isotta Fraschini Motori. Queste celle convertono l’idrogeno in energia elettrica attraverso una reazione elettrochimica, producendo come sottoprodotto solo acqua e calore. Questo sistema è in grado di generare fino a sei megawatt di potenza, sufficienti per alimentare la nave e garantire operazioni a zero emissioni2. Le celle PEM sono particolarmente adatte per applicazioni marittime grazie alla loro efficienza, compattezza e capacità di rispondere rapidamente alle variazioni di carico energetico. Il sistema è progettato per funzionare in modo ibrido, combinando celle a combustibile e idrogeno liquefatto con altre fonti di energia per massimizzare l’efficienza operativa.

Stoccaggio dell’idrogeno a bordo
L’idrogeno viene immagazzinato a bordo in forma liquida, mantenuto a temperature estremamente basse (inferiori a -253°C) in serbatoi criogenici. Questi serbatoi sono progettati per garantire la sicurezza e l’efficienza, minimizzando le perdite di idrogeno e mantenendo una pressione stabile. Il sistema include anche uno scambiatore di calore per regolare la pressione e la temperatura dell’idrogeno prima che venga inviato alle celle a combustibile. Il design del sistema di stoccaggio è stato ottimizzato per superare le sfide legate alla manipolazione di un combustibile così volatile. Include tubazioni a doppia parete, sistemi di monitoraggio e controllo avanzati, e misure di sicurezza per prevenire perdite o incidenti. Questa combinazione di tecnologie consente alla Viking Libra di operare in modo sostenibile, riducendo drasticamente le emissioni di gas serra e permettendo l’accesso a zone ecologicamente sensibili. Inoltre, rappresenta un modello per il futuro del trasporto marittimo, dimostrando che è possibile integrare innovazione tecnologica e sostenibilità ambientale. Oltre a ridurre l’impatto ambientale, Viking e Fincantieri consolidano il loro ruolo pionieristico nel trasporto marittimo sostenibile. Questo progetto si inserisce in una visione strategica che mira a crescere sia in termini di capacità che di leadership nel settore. Con piani per l’espansione della flotta e investimenti significativi nell’idrogeno, Viking non solo rispetta gli standard globali, ma li ridefinisce.

Fonte: Viking press

CTS H2, leader nel settore idrogeno, lancia una cartuccia H2 ricaricabile e intercambiabile

CTS H2, leader nelle soluzioni idrogeno (stoccaggio, distribuzione, utilizzi per la mobilità e gli impieghi civili), annuncia la prima cartuccia a idrogeno al mondo compatta ricaricabile e intercambiabile. Questa tecnologia rivoluzionaria segna un cambiamento epocale e offre una soluzione pratica, versatile ed efficiente per gli impieghi dell’idrogeno.
Grazie al suo design compatto e leggero (è realizzata con i famosi materiali compositi delle F1), la nuova cartuccia a idrogeno è trasportabile a mano. Elimina l’ingombro dei serbatoi tradizionali. Questa caratteristica la rende ideale per un ampio spettro di utilizzi, dalla mobilità urbana all’alimentazione di dispositivi domestici o industriali, rendendo l’utilizzo dell’idrogeno più accessibile e più semplice.
La cartuccia a idrogeno rappresenta un grande punto di svolta rispetto ai sistemi di rifornimento tradizionali. Infatti attraverso la rete di distribuzione H2dispenser (appositamente realizzata da CTS H2), le cartucce sono reperibili ovunque rendendo semplice l’accesso all’idrogeno verde (da rinnovabili) e aprendo la strada a innumerevoli applicazioni come quelle proposte dalla CTS H2
Per quanto riguarda la mobilità urbana CTS H2 propone la H2cargobike, il primo quadriciclo da carico a idrogeno,
che proprio grazie a queste cartucce sta rivoluzionando il trasporto cittadino.
La H2cargobike ha un telaio ultraleggero in fibra di carbonio, e può trasportare carichi fino a 250 kg e ha oltre 150 km di autonomia senza necessità di ricarica.
Ha un sistema di trazione elettrico a idrogeno fuel cells (celle a combustibile) e quindi emette solo vapore acqueo e purifica l’aria durante l’utilizzo. Grazie al sistema delle cartucce intercambiabili essa può continuare ad essere impiegata per lunghi periodi di tempo (e quindi con grande produttività). Le semplice sostituzione istantanea della cartuccia elimina la necessità delle stazioni di rifornimento fisse.


Le cargo bike a idrogeno offriranno un’alternativa efficiente e pulita ai veicoli simili tradizionali, contribuendo a migliorare la qualità dell’aria e a ridurre l’inquinamento urbano. Presto le cartucce saranno disponibili anche per una vasta gamma di veicoli, ampliando l’orizzonte della mobilità a idrogeno. Infine potranno alimentare elettrodomestici di abitazioni e sistemi di emergenza UPS, garantendo un funzionamento affidabile e a zero impatto ambientale.
Un’altra novità di CTS è H2 Dispenser. Si tratta del primo distributore al mondo di cartucce di idrogeno ed è in grado di ricaricarle in pochi minuti, utilizzando acqua ed energia solare e distribuirle istantaneamente. E’ concepito come un sistema autonomo ed è installabile ovunque senza la necessità di operatori specializzati.
H2 Dispenser comprende un elettrolizzatore e uno stoccaggio di idrogeno, creato in sinergia con le tecnologie sostenibili disponibili per la produzione, lo stoccaggio e il riutilizzo di idrogeno verde.
Si tratta di un singolo elemento stand-alone in grado di rendere l’idrogeno facilmente accessibile, sicuro e adatto a diverse applicazioni. H2 Dispenser è in grado di caricare e distribuire cartucce di idrogeno per la mobilità elettrica, piccoli generatori e piani cottura utilizzando semplicemente acqua e sole. Quindi per la prima volta è disponibile un semplice sistema di distribuzione Plug & Play per l’idrogeno.
Le altre proposte idrogeno della CTS
Prima di tutto H2Home. La tecnologia H2Home nasce per offrire servizi per lo stoccaggio di energia rinnovabile per il mercato residenziale, commerciale e PMI. Consente di accumulare da 30 kWh a 260kWh in uno spazio di 2 metri cubi.
Oltre a H2Home CTS H2 propone H2HomePlus: un innovativo sistema plug & play progettato per le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER). Questo dispositivo bivalente consente di produrre idrogeno dall’eccesso di energia rinnovabile non utilizzata dagli utenti e, allo stesso tempo, di erogare energia termica, come cogeneratore. Il calore generato può essere sfruttato per applicazioni residenziali integrate (tele-riscaldamento), migliorando l’efficienza complessiva e aumentando il rendimento del sistema.

H2homeplus è un sistema completo (omologato e certificato) per il mercato Industria ed Utility e si affianca a Hybreez sistema cogenerativo e di accumulo a idrogeno. Sono tutte soluzioni avanzate per la produzione e lo stoccaggio di energia, ideali per aziende che vogliono ridurre l’impatto ambientale e aumentare l’autosufficienza energetica.
Da citare anche la soluzione H2Up. E’ una alternativa innovativa agli UPS tradizionali a batteria, garantisce maggiore autonomia, indipendenza energetica autoproducendosi l’energia quando c’è la rete on-grid ma anche off-grid grazie alle rinnovabili. Quasi azzerati costi di manutenzione e l’impatto ambientale zero CO2 grazie all’assenza di materiali inquinanti tipici delle batterie al litio. L’idrogeno assicura un’erogazione costante di energia anche per lunghi periodi, rendendo il sistema affidabile per applicazioni critiche.
L’idrogeno nell’industria
L’idrogeno viene utilizzato in una vasta gamma di altri settori, per esempio la raffinazione dei metalli, la lavorazione degli alimenti, il settore ceramico e la produzione di elettronica. L’idrogeno può essere fornito ai clienti di questi settori in forma compressa o in forma liquida o può essere generato in loco dal reforming del gas naturale oppure mediante il processo di elettrolisi. Il processo di elettrolisi fornisce idrogeno ad alta purezza ed il suo utilizzo non genera emissioni.
I sistemi CTS H2 possono assicurare idrogeno puro e possono essere dimensionati fino al MW o oltre (multi MW), per soddisfare qualsiasi esigenza dei clienti.
Il progetto NAHV North Adriatic Hydrogen Valley
CTS H2 è tra i protagonisti di NAHV, la prima Hydrogen Valley transfrontaliera internazionale nel quale saranno incluse le proprie tecnologie innovative attraverso la realizzazione di una HRS (Hydrogen Refueling Station) stazione di rifornimento di idrogeno innovativa, trasportabile e facilmente scalabile. Questo progetto prevede la produzione di idrogeno da fonti rinnovabili con un’efficienza tale da rendere l’idrogeno verde competitivo rispetto ai combustibili fossili tradizionali. Un passo concreto verso la transizione energetica e la sostenibilità su larga scala.
“Con tutti questi progetti”- afferma il CEO Daniele Verardo – “la CTS H2 si è fortemente impegnata nella realizzazione di una rete di infrastrutture innovative per il rifornimento a idrogeno e per rendere questa tecnologia accessibile per applicazioni industriali, logistiche, interportuali, aeroportuali, marittime, oltre che residenziali e per la mobilità sostenibile. Le nostre soluzioni comprendono anche veicoli speciali e sistemi domestici a idrogeno che permettono di superare i limiti delle batterie, garantendo un’autonomia nettamente superiore e tempi di ricarica estremamente ridotti”

Riproduzione riservata: MONDO IDROGENO 360°

Fonte: Press CTS H2

CHI E’ INTERESSATO A PROGETTI IDROGENO O A UN CONTATTO TECNICO PUO’ COMPILARE IL FORM

La CPL di Concordia (MO) in pole position anche sull’idrogeno

Il 30 giugno 2025 sarà inaugurata la prima delle cinque stazioni di rifornimento di idrogeno progettata e realizzata dalla CPL CONCORDIA per conto della Milano Serravalle Tangenziali Spa. Quest’ultima nel 2023 si era aggiudicata la gara per cinque  stazioni a idrogeno finanziate dai fondi PNRR, per un valore complessivo di 48 milioni di euro. La cooperativa concordiese, già attiva da oltre 60 anni nella distribuzione e stoccaggio del gas naturale entra quindi in una posizione di leadership anche nel settore dell’idrogeno. Entro il 2026 le tratte gestite da Milano Serravalle Tangenziali Spa saranno le prime in Italia ad essere dotate di stazioni di servizio per rifornimento di idrogeno sia di auto che camion. Le stazioni saranno realizzate nei comuni di Tortona (2), Carugate (2) e Rho (1).

Ogni stazione sarà dotata di:
-Sezione di scarico dell’idrogeno per la ricezione del combustibile
-Sezione di compressione dell’idrogeno
-Sezione di stoccaggio ad alta pressione (900 bar) per un rifornimento efficiente

Erogatori con due livelli di pressione:
-700 bar per le autovetture
-350 bar per i mezzi pesanti

Le stazioni saranno dotate di unità di stoccaggio da 475 kg, di idrogeno portato da carri bombolai.
L’idrogeno verde viene prodotto attraverso il processo di elettrolisi, che consiste nella scissione dell’acqua mediante energia elettrica, generando ossigeno e idrogeno.
Al termine del processo, l’idrogeno può essere raccolto, stoccato e successivamente utilizzato come fonte di calore per il riscaldamento urbano e come combustibile per il trasporto sostenibile e il settore industriale. Anche per le industrie chimiche, di raffinazione, metallurgiche, siderurgiche, food & beverage, ceramiche, tessili e automotive l’idrogeno rappresenta il vettore ideale per un processo di decarbonizzazione, mentre per il riscaldamento urbano può rappresentare una valida alternativa grazie alla sua compatibilità con le reti gas esistenti e gli impianti di teleriscaldamento e/o di produzione combinata elettrica/termofrigorifera.

Dott. Paolo Barbieri – Presidente CPL Concordia

Grazie a queste caratteristiche, l’idrogeno verde rappresenta una soluzione chiave per la transizione energetica e la lotta ai cambiamenti climatici.  “Per CPL essere protagonisti della decarbonizzazione – spiega il presidente dott. Paolo Barbierisignifica portare più risorse alla transizione energetica e, quindi, contribuire , con ogni soluzione energetica possibile, ad abbattere le emissioni”.
CPL CONCORDIA, storica Società Cooperativa Italiana fondata nel 1899 e con sede a Concordia sulla Secchia (Modena), è un punto di riferimento nella progettazione, realizzazione e gestione di sistemi energetici. Specializzata in cogenerazione, distribuzione gas metano, acqua, tecnologie di telecontrollo e billing, l’azienda fornisce soluzioni sia per il settore pubblico che per quello privato. Grazie a progetti innovativi a livello nazionale, l’azienda si pone anche come protagonista di iniziative che anticipano le evoluzioni del mercato.
Oggi, CPL CONCORDIA è fortemente orientata verso la transizione energetica, e si concentra anche su biometano, fotovoltaico e idrogeno. Il mercato dell’idrogeno, in particolare per l’industria e la mobilità, sta vivendo una forte espansione grazie ai finanziamenti europei del PNRR. Ing. Barbara Lodi, Responsabile engineering & construction impianti energetici e idrogeno, sottolinea l’importanza delle collaborazioni strategiche per l’espansione aziendale: “Gli accordi di collaborazione commerciale e tecnica, sia con partner nazionali che internazionali, ci consentono non solo di operare efficacemente in questo segmento, ma anche di ampliare la gamma di prodotti e soluzioni offerte. Il nostro ruolo è quello di abilitatore tecnologico e realizzatore di impianti e contribuiamo concretamente alla transizione energetica e alla diffusione di soluzioni sostenibili.” conclude Lodi.
Il progetto SerraHydrogenValle si inserisce in un contesto più ampio di sviluppo delle Hydrogen Valley in Italia, con impianti di produzione previsti in Piemonte, Friuli-Venezia Giulia, Basilicata, Puglia e Umbria. L’obiettivo è avviare un’economia dell’idrogeno nel Paese, promuovendo la decarbonizzazione e la neutralità climatica entro il 2050. CPL CONCORDIA, come abilitatore tecnico e partner tecnologico per la costruzione e la manutenzione degli impianti per la produzione e l’erogazione di idrogeno, contribuisce a conseguire l’obiettivo di riduzione del 100% delle emissioni entro il 2050. La realizzazione di queste stazioni di rifornimento a idrogeno rappresenta un passo fondamentale per la mobilità sostenibile in Italia.
Con queste iniziative, CPL conferma il proprio ruolo di “solution provider” italiano nella transizione verso una mobilità sostenibile e una produzione energetica più pulita.
Grazie anche agli investimenti pubblici, il progetto contribuirà alla riduzione delle emissioni e alla transizione energetica, favorendo l’uso dell’idrogeno nel settore dei trasporti e industriale.

Mondo idrogeno Riproduzione riservata
Fonti: PNRR e CPL media