Sono stati completati i test estremi per i camion a idrogeno liquido GenH2 di Daimler Truck a fuel cells: oltre 10.000 km e 146.000 m di dislivello in condizioni estreme.
Daimler Truck ha portato i suoi prototipi Mercedes-Benz GenH2 Truck nel Vallese Svizzero con l’obiettivo di verificare come si comportano i mezzi in condizioni estive particolarmente gravose, con temperature superiori ai 35 gradi e dislivelli che superano i 2.400 metri di quota.
Durante le prove, i camion hanno affrontato salite ripide e lunghi tratti autostradali che testimoniano non solo la resistenza meccanica del veicolo, ma soprattutto la capacità del sistema a celle a combustibile di mantenere prestazioni costanti nonostante le sollecitazioni termiche e ambientali.
Uno degli aspetti più delicati di un camion a idrogeno è la gestione del calore prodotto dalle celle a combustibile e dalle batterie. In montagna, con aria rarefatta e temperature elevate, il rischio di inefficienze è alto. I test hanno dimostrato che il sistema di raffreddamento ha funzionato in maniera stabile, permettendo una corretta interazione fra i diversi componenti della powertrain (sistema di trazione). Il GenH2 Truck ha a bordo 80 kg di idrogeno liquido distribuiti in due serbatoi criogenici da circa 40 kg ciascuno che sono progettati per ottimizzare spazio e isolamento termico. l’energia disponibile a bordo è di 2640 kWh (1400 kWh circa al netto del rendimento del sistema fuel cells, Si tratta di serbatoi con caratteristiche molto speciali: super-isolati per mantenere l’idrogeno allo stato liquido a circa -253 °C.
La pressione è molto bassa: al contrario dell’idrogeno compresso impiegato nelle vetture a idrogeno fuel cells come Toyota Mirai e Hyundai Nexo (700 bar), l’idrogeno liquido viene stoccato a pressione vicina a 1 bar.
I materiali sono: acciai inox speciali e materiali compositi, con doppia camera e vuoto tra le pareti.Hanno forma cilindrica con lunghezza: circa 2 metri e diametro: circa 0,9 – 1 metri. Dato che 1 kg di idrogeno liquido occupa circa 14 litri a -253 °C , 40 kg implicano una capacità di 560 litri per serbatoio, cioè circa 1.120 litri volumetrici totali per i due serbatoi. I serbatoi sono posizionati sul telaio del veicolo, dietro la cabina o ai lati, per mantenere basso il baricentro e ridurre l’impatto sull’aerodinamica.
E’ stato messo alla prova anche il software di assistenza alla guida Predictive Powertrain Control (PPC). Grazie all’analisi del percorso e ai dati topografici, il sistema ha potuto anticipare le pendenze e modulare l’erogazione dell’energia in modo più efficiente, garantendo consumi ottimizzati anche nei tratti più impegnativi.
Il successo delle prove non ha un valore solo tecnico, ma strategico. Daimler Truck prevede infatti di avviare già entro il 2026 la consegna di una piccola serie di circa cento modelli stradali GenH2, prodotti nello stabilimento Mercedes-Benz di Woerth. Saranno destinati a clienti selezionati che li utilizzeranno in condizioni reali di lavoro, un passaggio cruciale per raccogliere dati e perfezionare il prodotto prima della produzione su larga scala.
L’esperienza in Svizzera ha incluso anche la gestione del rifornimento con idrogeno liquido, effettuato attraverso una stazione mobile dedicata. Questo aspetto mette in evidenza una delle sfide ancora aperte: la disponibilità di un’infrastruttura capillare per la distribuzione di idrogeno liquido, elemento indispensabile per una diffusione commerciale su ampia scala.
Le prove alpine segnano un ulteriore passo verso la maturità tecnologica dei camion a celle a combustibile. Se il percorso verso la decarbonizzazione del trasporto pesante è complesso e richiede soluzioni multiple i risultati ottenuti da Daimler Truck confermano che l’idrogeno liquido può rappresentare un’alternativa credibile, soprattutto sulle lunghe distanze e nei contesti in cui i tempi di ricarica rapida sono fondamentali. Il Mercedes-Benz GenH2 Truck vanta un’autonomia di 1.000 km (621 miglia) con un pieno si idrogeno e può trasportare un carico fino a 25 tonnellate e ha un peso lordo del veicolo di 40 tonnellate. Presenta un design futuristico e due serbatoi di idrogeno liquido che offriranno prestazioni simili ai camion diesel convenzionali.
L’idrogeno è un gas incolore e inodore e in questi anni è in atto un incremento esponenziale per le applicazioni veicolari e stazionarie sia domestiche e che industriali (ceramiche, acciaierie, agri-food industry etc.). Diventa quindi fondamentale controllare questo gas non solo nelle applicazioni ma anche nelle fasi di generazione (esempio elettrolisi) e di accumulo (a pressione media e alta), negli idruri metallici e allo stato liquido criogenico). Da quasi 25 anni Precision Fluid Controls distribuisce e fornisce prodotti per la misurazione di pressione, calore e portata prodotti dalle migliori marche del Mondo. Precision Fluid Controls è un distributore serio e preparato che non si limita a fornire prodotti ma è un vero e proprio partner per chiunque abbia dei progetti basati sull’idrogeno e non solo.
Vediamo qui di seguito una panoramica su alcuni dei prodotti e delle soluzioni che Precision Fluid Controls offre per l’idrogeno.
CONTROLLO DELLA QUALITA’ DELL’IDROGENO DA ELETTROLISI
La produzione dell’idrogeno verde da elettrolisi parte dall’acqua e utilizzando degli stack e dei serbatoi di separazione porta ad ottenere sia idrogeno che ossigeno.
Uno dei temi più dibattuti è la capacità di misurare e controllare la qualità dell’idrogeno prodotto da elettrolisi
Pannello di analisi qualità H2 e O
L’idrogeno verde, prodotto da fonti rinnovabili per elettrolisi prevede l’utilizzo di acqua (con diversi livelli di purezza in funzione della tipologia di elettrolizzatori) che una volta entrata all’interno dell’elettrolizzatore viene separata generando molecole di H2 e O2. Essendo l’acqua la nostra unica fonte di alimentazione assieme all’energia elettrica necessaria a produrre la reazione di separazione gli unici inquinanti sono: O2 nella linea di H2 e H2 nella linea di O2
Conoscendo questo verifichiamo che non vi sia questa presenza di un inquinante nella linea sbagliata andando a installare un analizzatore che verifica la presenza di ossigeno nella linea di idrogeno e di idrogeno nella linea di ossigeno. A tal proposito molti clienti ci chiedono di installare sulla linea dell’H2 due analizzatori: uno che vada a identificare la presenza di ppm di O2 (normalmente nell’ordine di 0-10 ppm o 0 -100 ppm) e uno che vada invece ad accertare che la percentuale di O2 sia al di sotto del livello di sicurezza (normalmente 0 – 2,5%). Spesso nella linea di idrogeno ci viene anche richiesto di installare un trasmettitore di dew point come ulteriore check del funzionamento dell’impianto. Sulla linea di O2, invece la soluzione più diffusa è quella di fare un check solamente dal punto di vista della sicurezza. Normalmente si prevede l’installazione di un analizzatore di H2 con una concentrazione compresa tra 0-5% o 0-10%. Ecco l soluzione Precision per controllare la qualità dell’idrogeno prodotto da elettrolisi
Analizzatore di O2 con cella elettrochimica con range in ppm (da 0 -10 a 0 -1000 ppm) o in percentuale (da 0 – 2,5 a 0 -100%).
MISURAZIONE DELLA QUALITA’ DELL’IDROGENO
Precision Fluid Controls offre una nuova soluzione che prevede l’utilizzo di un sensore di ossigeno in idrogeno o in altre applicazioni direttamente nelle tubazioni senza la necessità di avere sistemi di campionamento e di riduzione della pressione.
MOD-1040
L’analizzatore di ossigeno è progettato per fornire misurazioni accurate e affidabili dei livelli di ossigeno in condotte ad alta pressione. Con la sua tecnologia avanzata di sensori ottici e la costruzione robusta, il MOD-1040 offre misurazioni precise anche nelle condizioni più difficili.
Caratteristiche principali:
Elevata accuratezza da ppm a % di Ossigeno
Esecuzione idonea per applicazioni fino a 150 Bar (in caso di pressioni più alte ci sono soluzioni customizzate su richiesta)
Certificato ATEX explosion proof
Temperatura ambienta da -10°C a +60°C precise anche nelle
CONTROLLI PRECISION FLUID PER H2 STOCCATO IN IDRURI METALLLICI
Per una massima densità energetica, l’idrogeno immagazzinato deve essere sottoposto a pressioni fino a 700 bar per poter essere contenuto nello spazio limitato del serbatoio e garantire ai veicoli un’autonomia adeguata. Questi serbatoi devono essere sufficientemente resistenti per sopportare l’alta pressione e devono anche essere impermeabili all’idrogeno per evitare che il gas fuoriesca. Il DLR, l’agenzia aerospaziale tedesca di Stoccarda, si occupa di studiare metodi alternativi per immagazzinare l’idrogeno da utilizzare nelle celle a combustibile o nei veicoli. Per lo stoccaggio di idrogeno in serbatoi di idruro metallico, è stato richiesto a Wagner Mess- und Regeltechnik, distributore Bronkhorst, di individuare una soluzione per l’immissione controllata di idrogeno gassoso all’interno del serbatoio, e di misurare l’idrogeno gassoso rilasciato dal contenitore.Nei serbatoi di idruro metallico, l’idrogeno viene immagazzinato grazie alle reazioni chimiche reversibili che avvengono tra una lega metallica e l’idrogeno gassoso. L’idruro metallico solido agisce come una spugna in grado di assorbire e rilasciare idrogeno. Per il processo il carico/scarico di idrogeno è necessario misurare e controllare accuratamente i flussi di idrogeno e la pressione di processo.
Punti fondamentali
Controllo del flusso-pressione
Riproducibilità
Metodo sicuro per conservare l’idrogeno
Applicazione a pressione relativamente bassa rispetto al sistema di stoccaggio tradizionale
Soluzione di processo
La soluzione Bronkhorst proposta da Precision Fluid Control consiste in una serie di strumenti di misurazione della portata installati all’ingresso e all’uscita del serbatoi di idruro metallico. Per l’immissione dell’idrogeno nell’idruro metallico, vengono utilizzati gli strumenti della famiglia di misuratori di portata IN-FLOW in combinazione con le valvole Vary-P. Per studiare la reazione di stoccaggio, la pressione all’interno del serbatoio di idruro metallico viene mantenuta a un determinato livello. A tal fine, all’ingresso e all’uscita del serbatoio di idruro metallico, sono presenti regolatori di pressione della serie IN-PRESS, collegati a valvole Vary-P. La valvola parallela all’uscita è una valvola a sfera che permette di ridurre la pressione a quella atmosferica. L’intera configurazione è disponibile anche per aree pericolose ATEX Zona2.
Schema di flusso
La pressione di esercizio tipica per funzionamento del serbatoio di idruro metallico è 30 bar. Lo stoccaggio dell’idrogeno è un processo esotermico che necessita che il calore generato venga dissipato. D’altra parte, la reazione di rilascio è endotermica, il che significa che l’idrogeno viene rilasciato solo quando viene fornito sufficiente calore. All’ingresso del serbatoio di idruro metallico, il regolatore di pressione e il regolatore di portata massica lavorano insieme come un regolatore di flusso-pressione. Quando l’idrogeno viene immesso, le valvole sul lato in uscita vengono chiuse e il carburante comincia ad accumularsi. Quando l’idrogeno viene rilasciato, il lato in ingresso viene chiuso mentre le valvole sul lato in uscita si aprono.
CONTROLLO DELL’IDROGENO STOCCATO ALLO STATO LIQUIDO – 253 °C
Sebbene l’idrogeno presenti la massa energetica più elevata rispetto a qualsiasi altro combustibile, in condizioni standard di pressione (pressione atmosferica) occupa un volume considerevole. Per questo motivo, per immagazzinare e trasportare l’idrogeno in modo efficiente, è necessario ridurne significativamente il volume. Questo può avvenire in tre modi. Il primo è sotto forma di idrogeno compresso ad alta pressione in serbatoi ad alta pressione; il secondo è in forma solida ottenuto grazie alla reazione o all’assorbimento con composti chimici, metalli o in una forma chimica diversa; e il terzo è in forma liquida all’interno di serbatoi criogenici (a temperature inferiori a -253°C). Di questi tre metodi, il più ideale per immagazzinare una maggiore quantità di idrogeno (energia) in un determinato volume è quello di convertirlo in forma liquida (LH2). Mentre l’idrogeno liquido viene ancora utilizzato principalmente nelle industrie spaziali e aeronautiche come combustibile primario per razzi insieme a ossigeno e fluoro, ora sta acquistando popolarità anche in altri settori come lo stoccaggio e il trasporto di idrogeno come combustibile destinato ai mezzi di trasporto. In questo metodo di stoccaggio, l’idrogeno gassoso viene compresso ad alta pressione e poi liquefatto a temperature criogeniche (-253°C) all’interno di un serbatoio per idrogeno liquido. le valvole utilizzate in simili condizioni rappresentano una componente critica per il controllo del flusso di idrogeno liquido, e possono rappresentare una potenziale fonte di rilascio o perdita, oltre che rivelarsi essenziali per arrestare il sistema in caso di emergenza. Inoltre potrebbero sorgere potenziali pericoli e problemi di sicurezza durante la movimentazione e nel caso in cui l’idrogeno venisse rilasciato nell’atmosfera perchè l’idrogeno migra rapidamente attraverso piccole aperture, si incendia facilmente, e brucia con fiamma quasi invisibile. I potenziali pericoli includono incendio, ustioni da idrogeno, esplosione ed esposizione a temperature estremamente basse. Per questo motivo, tutte le attrezzature utilizzate nelle applicazioni con idrogeno liquido devono essere assolutamente testate e osservare gli standard.
Habonim, proposto da Precision Fluid Control, vanta oltre 25 anni di esperienza nella progettazione, produzione e fornitura di soluzioni avanzate di valvole per la gestione di gas liquefatti a bassa temperatura in condizioni operative estreme per l’industria del gas, criogenica e spaziale. Habonim è coinvolta in diversi progetti con aziende leader nello sviluppo di sistemi unici nel loro genere per l’utilizzo di idrogeno liquido come combustibile. . Habonim vanta inoltre una profonda conoscenza delle proprietà uniche e delle questioni di sicurezza inerenti all’idrogeno liquido, e offre una dotazione specifica per l’idrogeno presente in tutte le sue valvole standard, criogeniche e ad alta pressione per minimizzare i rischi e prevenire potenziali perdite di idrogeno. Tutte le valvole criogeniche Habonim ad alta pressione per l’uso con gas naturale compresso e liquido sono progettate, prodotte e testate secondo gli standard generali del sistema di qualità, tra cui API-6D (n. 6D-1278) e gestione della qualità ISO 9001 e gli standard specifici per applicazioni di gas criogenici, applicazioni ad alta pressione, segmento gas e petrolio, settore marino e ambienti esplosivi e a rischio di incendio.
Il mercato dell’idrogeno è in crescita e Precision Fluid Controls S.p.a. è pronto con soluzioni complete per il suo controllo !
Esempio di banco di prova realizzato con i nostri principali partner:
✅ Controllori di portata e pressione di Bronkhorst ✅ Regolatori di pressione di Tescom ✅ Valvole e raccordi di UCT Fluid Solutions ✅ Manometri Bourdon – Baumer Group
Al via la stazione per autobus a idrogeno a Porto Marghera: un progetto pionieristico firmato Eni e AGSM AIM Power per rivoluzionare il trasporto pubblico veneziano con l’idrogeno verde. La nuova stazione di servizio per autobus a idrogeno destinata al trasporto pubblico veneziano è un’infrastruttura chiave per il futuro sostenibile della mobilità urbana. Il progetto nasce dalla joint venture Green Hydrogen Venezia, partecipata pariteticamente da Eni e AGSM AIM Power, e servirà direttamente 94 autobus a idrogeno in dotazione all’AVM (Azienda Veneziana della Mobilità), operativi tramite la società Actv.
L’iniziativa si inserisce nel più ampio quadro di decarbonizzazione dei trasporti pubblici locali, ponendo Venezia tra le città europee all’avanguardia nella transizione energetica.
Il cuore del progetto è un impianto di produzione di idrogeno rinnovabile da 8 MW, in costruzione presso Porto Marghera. Questo elettrolizzatore di ultima generazione sfrutterà energia da fonti rinnovabili per generare idrogeno verde, ovvero prodotto senza emissioni di CO₂, attraverso un processo di elettrolisi dell’acqua. Il sito avrà una capacità produttiva di circa 1.700 kg di idrogeno al giorno, sufficiente per alimentare l’intera flotta urbana di autobus a celle a combustibile.
L’idrogeno prodotto verrà trasportato tramite un idrogenodotto dedicato alla nuova stazione di rifornimento, situata in via dei Petroli a Porto Marghera, realizzata da Enilive, la società di Eni dedicata alla mobilità sostenibile.
La stazione non si limiterà a fornire carburante. Sarà un hub multifunzionale per la logistica degli autobus a idrogeno, con: area di parcheggio dedicata alla flotta e officina attrezzata per la manutenzione dei mezzi a idrogeno. Questa configurazione integrata rappresenta un modello replicabile a livello nazionale ed europeo, combinando efficienza operativa e sostenibilità ambientale. Con oltre 50 milioni di euro di investimento, il progetto ha ottenuto tutte le autorizzazioni necessarie e ha già avviato i lavori di costruzione. Il completamento dell’intera infrastruttura è previsto entro l’estate del 2026, con l’obiettivo di entrare in piena operatività entro la fine dell’anno.
Il progetto non nasce dal nulla: nel giugno 2022, Eni ha già inaugurato a Mestre la prima stazione in Italia per il rifornimento a idrogeno in ambito urbano, accessibile anche ai privati. Gestita anch’essa da Enilive, è dotata di due punti di erogazione e può rifornire sia veicoli leggeri che autobus, con una capacità di oltre 100 kg/giorno.
L’idrogeno verde rappresenta una delle tecnologie chiave nella lotta contro il cambiamento climatico. A differenza dell’idrogeno “grigio” (prodotto da fonti fossili) o “blu” (con cattura della CO₂), l’idrogeno verde è interamente carbon-free e sfrutta elettricità da rinnovabili, come fotovoltaico o eolico, per separare l’idrogeno dall’acqua.
Con questo progetto, Venezia si posiziona come pioniere italiano ed europeo nella sperimentazione e implementazione di soluzioni per la mobilità pubblica a idrogeno. La sinergia tra attori pubblici e privati, unita alla volontà politica e all’investimento in tecnologie d’avanguardia, rappresenta un esempio virtuoso di come affrontare in modo concreto la sfida climatica, senza sacrificare efficienza e qualità del servizio.
Le specifiche tecniche degli autobus a idrogeno AVM / Actv
Gli autobus montano una cella a combustibile da 70 kW, posizionata sul tetto. Hanno un serbatoio per l’idrogeno da 1.560 litri, che corrisponde a 37,5 kg di idrogeno compresso a 350 bar. C’è anche una batteria tampone (battery pack) di tipo LTO (Litio Titanato) con una capacità di 30 kWh, che lavora in parallelo al motore, sostenendo la spinta nei tratti più impegnativi e permettendo recupero di energia nella frenata rigenerativa. Fornisce “boost” quando la cella da 70 kW non basta per le richieste istantanee di potenza (accelerazioni, partenze, salite). Recupera energia nelle fasi di frenata rigenerativa (il motore elettrico funziona da generatore). Assicura autonomia aggiuntiva per le emergenze: (es. freddo estremo, punte di domanda), migliorando il comfort e la disponibilità operativa.
La gestione energetica è integrata: un sistema di controllo (power electronics, gestione della cella, gestione della batteria, controllo del motore) decide quando usare solo la cella, quando affiancare la batteria, recupero energia e gestione del carico elettrico ausiliario.
Nella Marina di Sant’Elena il primo distributore di idrogeno verde per la nautica da diporto al mondo. Grazie a NatPower H, il progetto coinvolgerà altre 25 strutture, con l’obiettivo ambizioso di raggiungere 100 stazioni di rifornimento entro il 2030 nel Mar Mediterraneo.
NatPower, azienda con 70 dipendenti specializzata nella progettazione di infrastrutture per la creazione di energia pulita (solare, eolica, storage e idrogeno), è la mente dietro questa iniziativa. L’obiettivo è posizionare hub energetici sostenibili nelle principali marine italiane per favorire l’uso delle imbarcazioni alimentate a idrogeno.
Lo studio londinese dell’archistar irachena Zaha Hadid disegnerà le stazioni di rifornimento. Zaha Hadid, celebre per le sue opere avanguardistiche, è stata la prima donna a ricevere il premio Pritzker di Architettura nel 2004. Filippo Innocenti, direttore di Zaha Hadid Architects, spiega che le stazioni saranno costruite con calcestruzzo digitale a basso consumo energetico e non rinforzato, utilizzando la geometria per garantire resistenza strutturale. Questa soluzione innovativa combina le antiche tecniche di costruzione con le tecnologie sostenibili moderne.
Andrea Minerdo, CEO di NatPower H, sottolinea l’importanza di questo progetto per facilitare la transizione energetica del settore. “Il nostro obiettivo è favorire la diffusione di yacht e natanti alimentati ad idrogeno, che non hanno emissioni dirette di CO2” commenta Minerdo.
Le stazioni di rifornimento saranno completamente riciclabili, grazie a tecniche di costruzione all’avanguardia che utilizzano muratura non rinforzata e assemblata a secco. Stefano Costantini, referente del porto di Sant’Elena a Venezia, esprime con entusiasmo il suo supporto per il progetto: “Siamo orgogliosi di contribuire alla Blueconomy con questo importante progetto innovativo e sostenibile. La nostra collaborazione con NatPower H non solo promuove lo sviluppo di tecnologie ecologiche, ma posiziona la nostra marina come un punto di riferimento per la nautica sostenibile nel Mediterraneo.”
In sintesi, il progetto di NatPower H non solo promette di rivoluzionare il settore della nautica da diporto con soluzioni sostenibili e innovative, ma rappresenta anche un passo importante verso un futuro più verde per l’industria cantieristica italiana e globale.
NatPower H, Dhamma Blue e Giacomini realizzano un sistema integrato a idrogeno sul Lago d’Orta
Il Lago d’Orta diventa simbolo della transizione energetica italiana grazie all’alleanza tra NatPower H, Dhamma Blue e Giacomini S.p.A., , che hanno realizzato un ecosistema integrato basato sull’idrogeno per la navigazione a zero emissioni. L’annuncio è stato dato nel corso dell’evento “Hydrogen Innovation – Hydrogen Ecosystems”, ospitato presso l’Hotel San Rocco e organizzato dalla Fondazione Cav. del Lavoro Alberto Giacomini, con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Regione Piemonte e H2IT. La giornata è stata aperta da un momento altamente simbolico e tecnologicamente significativo: il primo rifornimento di idrogeno sull’imbarcazione sviluppata dalla start-up spagnola Dhamma Blue, effettuato da NatPower H con il supporto tecnico di Linde Gas Italia. 8 kg di idrogeno sono stati caricati in meno di 30 minuti e hanno consentito alla barca un’autonomia di oltre 75 miglia nautiche completamente a emissioni zero.
Lago d’Orta
“Quello che nel 2009 sembrava un’utopia, quando installammo la prima caldaia a idrogeno proprio all’Hotel San Rocco, oggi diventa realtà con un ecosistema completo e funzionante, fondato su produzione, distribuzione e utilizzo dell’idrogeno”, ha affermato Andrea Alessandro Giacomini, CEO di Giacomini S.p.A. L’iniziativa rappresenta il primo passo concreto di un piano più ampio che punta a creare un’infrastruttura di rifornimento a idrogeno su scala regionale, per uso sia privato che pubblico. “Con questa alleanza strategica – ha spiegato Andrea Minerdo, Presidente di NatPower H – vogliamo dimostrare che è possibile realizzare ecosistemi locali dell’idrogeno, scalabili e replicabili. Il nostro obiettivo è rendere la nautica da diporto e il trasporto passeggeri più sostenibili, integrando tecnologia, attenzione ambientale e impatto positivo sulle comunità locali”. L’imbarcazione a idrogeno Dhamma Blue, è parte integrante del progetto. “Abbiamo immaginato un modo nuovo di navigare: silenzioso, sostenibile e sicuro. Il modello a idrogeno sul Lago d’Orta è replicabile per tutta Europa”, ha aggiunto Philippe D’Esposito, Presidente di Dhamma Blue.
La barca da diporto Dhamma Blue a fuel cells a idrogeno verde
Nel 2009, l’Hotel San Rocco sul Lago d’Orta è stato il primo albergo al mondo alimentato da una caldaia a idrogeno innovativa sviluppata proprio da Giacomini Spa.All’evento hanno partecipato numerose personalità del mondo istituzionale ed energetico, tra cui il ministro dell’Ambiente, On. Gilberto Pichetto Fratin, con un videomessaggio in cui ha definito l’idrogeno “uno dei vettori più promettenti per la transizione energetica nei settori hard-to-abate”, sottolineando l’importanza dell’esperienza sul Lago d’Orta come caso studio nazionale. NatPower H ha ribadito il proprio ruolo di leader anche in ambito internazionale, citando la Monaco Energy Boat Challenge 2025 come Official Hydrogen Supplier. Durante i due giorni a Monaco, ha effettuato sei rifornimenti per un totale di 50 kg di idrogeno verde, rifornendo imbarcazioni d’avanguardia come Dhamma Blue, Inocel–Poséidon e il catamarano Hydro Motion del team TU Delft, tutte alimentate da tecnologie a celle a combustibile.
Il rifornimento di idrogeno NatpowerH per la barca
Il Lago d’Orta si propone oggi come un vero e proprio laboratorio a cielo aperto per l’idrogeno, capace di integrare le esigenze di sostenibilità, turismo, mobilità e valorizzazione del territorio. L’iniziativa è il frutto di una stretta collaborazione fra tre realtà complementari: NatPower H
Parte del gruppo NatPower, è il primo sviluppatore globale di infrastrutture per la produzione, stoccaggio e rifornimento di idrogeno verde per la nautica da diporto. Dhamma Blue
Start-up spagnola pioniera nella progettazione di imbarcazioni a idrogeno, si distingue per l’uso di tecnologie avanzate e attenzione alla sostenibilità ambientale. Giacomini S.p.A.
Azienda italiana leader nelle tecnologie per il riscaldamento e l’efficienza energetica, è tra i primi player al mondo ad aver creduto nelle potenzialità dell’idrogeno fin dal 2009.frutto di una stretta collaborazione fra tre realtà complementari:
Ecomotive Solutions è una azienda fondata nel 2009 e fa parte del gruppo Holdim Group nato nel 1991 da Giovanni Deregibus, un industriale di razza che da anni si occupa di sistemi di trazione per veicoli da strada e da corsa e di energia a 36o°. Oltre a Ecomotive Solutions, il gruppo comprende Dimsport (messa a punto e sviluppo di soluzioni per la gestione elettronica dei motori), Autogas Italia (sistemi di conversione a metano/gpl per veicoli benzina e diesel), GLF Turbine (componenti statorici per turbine a gas) ad altre aziende nel settore della trazione veicolare. Holdim Spa, raggiunge i 40 milioni di fatturato e, oltre alla sede principale in provincia di Alessandria, può contare su filiali commerciali in cinque Paesi esteri.
Ecomotive Solutions sta esplorando diverse applicazioni in fase avanzata di sviluppo, sia su motori a combustione interna che con celle a combustibile. L’ultimo progetto in questo campo – allo stadio di prototipo – sviluppato da Ecomotive Solutions riguarda l’implementazione di un sistema di combustione interna a idrogeno su motori tipicamente utilizzati nei veicoli commerciali medio-pesanti, apportando il minor numero possibile di modifiche. Come sviluppo è stato scelto un motore basato sul NEF 60 di FPT Industrial, originariamente progettato per funzionare a diesel. Un commento direttamente dalla fonte: “I risultati sono di grande interesse: grazie a una strategia di combustione magra, è stata raggiunta un’elevata efficienza del motore (˃ 39%), con emissioni di NOX minime (˂ 120 ppm) e con prestazioni adatte sia all’uso commerciale proposto sia a un’applicazione innovativa nella generazione di energia da idrogeno verde
Da un accordo fra Ecomotive Solutions con Aldo Longana e Roberto Sterza, due manager con una lunga esperienza in società come Volvo Trucks, Man, Daf e Ford, lo scorso anno è stata fondata GreenForce una nuova realtà basata su tecnologie innovative che si propone di diventare un punto di riferimento per la mobilità sostenibile in Italia e in Europa. Con sede a Serralunga di Crea, in provincia di Alessandria, GreenForce offre un’ampia gamma di soluzioni e prodotti, dalle celle a combustibile a idrogeno alla conversione di motori diesel in sistemi bi-fuel a idrogeno o gas. GreenForce si rivolge a vari settori, tra cui la mobilità su strada, il settore ferroviario, nautico, agricolo, edile e industriale. L’alleanza con diversi produttori di componenti come per esempio l’olandese Holthausen Clean Technology che realizza protoipi di veicoli a idrogeno e la Sino Synergy Power produttrice di componenti e sistemi idrogeno di Hong Kong che assicura il know-how necessario per un’offerta tecnologica all’avanguardia e per contribuire a un futuro più verde e sostenibile con soluzioni che riducono le emissioni di carbonio e migliorano l’efficienza energetica.
L’innovazione Ecomotive e GreenForce nei trasporti: il primo camion a idrogeno con tecnologia fuel cells
Il gruppo Holdin con la consociata Ecomotive e la nuova realtà GreenForce promuove sul mercato italiano il primo camion a idrogeno realizzato con l’olandese Holthausen Clean Technology, una giovane azienda dedicata alla mobilità sostenibile basata su soluzioni innovative. Partito dai Paesi Bassi, il veicolo ha percorso ben 1300 km concludendo il viaggio nel Monferrato, a Serralunga di Crea. Attraversando Paesi Bassi, Germania e Svizzera, il camion ha fatto tappa presso diverse stazioni di rifornimento pubbliche, impiegando solo pochi minuti per completare una ricarica. Il camion, a tre assi, è dotato di un pacco di celle a combustibile a idrogeno da 200 kW che alimenta un motore elettrico da 450 kW. Con serbatoi di idrogeno posizionati sul retro della cabina, capaci di contenere fino a 50 kg di idrogeno, il veicolo offre un’autonomia media di circa 650 km. La commercializzazione del camion e di altri veicoli a celle a combustibile avverrà sulla base di un accordo tra GreenForce e l’azienda olandese specializzata nella produzione di veicoli a celle di combustibile alimentati ad idrogeno.
Hydrogen fuel celle truck at hydrogen refuel station
Holdim e le stazioni di rifornimento a idrogeno
Holdim mira alla creazione di una stazione di servizio completa di carburanti alternativi, tra cui l’idrogeno. La stazione offrirà una vasta gamma di biocarburanti. Il primo passo sarà consentire il rifornimento di BIO LCNG, metano in forma gassosa e liquida. Con questo importante passo avanti, l’Italia si posiziona all’avanguardia nella promozione di soluzioni di trasporto sostenibili e innovative.
La spazzatrice a idrogeno fuel cells
Ecomotive e GreenForce hanno recentemente presentato GM 500H2 una spazzatrice stradale alimentata a idrogeno prodotta dalla ditta macedone Green Machines (con sedi in Scozia, Olanda e USA). Questo veicolo rappresenta un passo avanti nella pulizia urbana sostenibile, essendo dotato di una cella a combustibile a idrogeno il cui unico sottoprodotto è l’acqua. Si tratta della versione a idrogeno della spazzatrice completamente elettrica, GM 500ze che Green Machines aveva lanciato qualche anno fa. La versione a idrogeno a fuel cells aumenta l’autonomia di esercizio riducendo le numerose ricariche necessarie per la versione a batterie grazie alla cella a combustibile a idrogeno che riduce significativamente le emissioni di carbonio. Gli ingegneri di Green Machines hanno affrontato i principali ostacoli che i comuni devono superare per l’impiego delle spazzatrici a idrogeno stradali GM 500H2 che possono essere alimentate in due modi: riempiendo il serbatoio alla pompa, per le città che già dispongono di una stazione, oppure utilizzando una capsula di idrogeno sostituibile, l’H2-POD. Questo dispositivo intelligente consente a tutti i comuni di dotarsi di macchine per la pulizia a emissioni zero senza preoccuparsi dei costi e dei ritardi legati alla costruzione dei punti di ricarica. “Chi ha già la versione elettrica GM 500ze non deve acquistare un nuovo veicolo a idrogeno, ma può semplicemente sostituire la batteria agli ioni di litio della loro vecchia spazzatrice con il kit a idrogeno” afferma Guido Wagenmans, direttore di Green Machines “Ci impegniamo a ridurre al minimo i costi di trasformazione e a massimizzare l’uso efficiente delle risorse.”
L’introduzione di veicoli a idrogeno, sia nel settore dei trasporti pesanti che nella pulizia urbana, rappresenta un passo significativo verso un futuro più sostenibile. Con l’impegno di aziende come Holdim e Green Machines, l’Italia si prepara a diventare un leader nella promozione di tecnologie verdi e nella riduzione delle emissioni di carbonio e questi progetti pionieristici ne sono la prova tangibile. Se tutte le città del mondo adottassero queste tecnologie, potremmo vedere un significativo miglioramento della qualità dell’aria e una riduzione dell’impatto ambientale. GreenForce si rivolge a diversi settori, tra cui mobilità su gomma, ferroviario, nautico, agricolo, cantieri e costruzioni e applicazioni industriali. fa leva sulle partnership con i produttori di veicoli e grandi utilizzatori, oltre che con diversi produttori di componentistica. Inoltre, beneficia della presenza nella sua compagine azionaria di Ecomotive Solutions, attiva da anni nel campo automotive.
“GreenForce nasce con l’obiettivo di contribuire alla diffusione di soluzioni di mobilità sostenibile, promuovendo l’uso di nuove tecnologie e fonti di energia pulita”, ha affermato Aldo Longana, co-fondatore di GreenForce. “La nostra azienda vuole essere un punto di riferimento per chi vuole contribuire alla salvaguardia del pianeta e alla riduzione dell’impatto ambientale dei trasporti”, ha aggiunto Roberto Sterza, l’altro co-fondatore. “Per Ecomotive Solutions, l’adesione a GreenForce amplia la gamma di soluzioni green da offrire nei vari settori della mobilità”, ha affermato Giovanni Deregibus, CEO di Ecomotive Solutions. “GreenForce arricchisce la già ampia gamma di soluzioni e applicazioni che il Gruppo Holdim offre in tutto il mondo” Questo accordo “ha aggiunto Deregibus” rappresenta un passo fondamentale verso un futuro più sostenibile, con l’obiettivo di creare soluzioni concrete per la decarbonizzazione del settore motoristico” .
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CPL Concordia ha inaugurato il 1 luglio a Carugate Est la prima stazione di rifornimento a idrogeno delle cinque in progetto assegnate dai fondi PNRR e commissionate a CPL da Milano Serravalle – Milano Tangenziali S.p.A. (Gruppo FNM). CPL CONCORDIA, cooperativa emiliana leader nei servizi energetici progetta e realizza tutte le cinque stazioni. La prima, situata lungo la tangenziale Est di Milano, rappresenta un tassello fondamentale nella strategia italiana per la decarbonizzazione dei trasporti.
L’intervento, finanziato con 48 milioni di euro provenienti dal PNRR e dal programma europeo CEF (Connecting Europe Facility), è il primo appalto integrato di questo tipo in Italia. CPL Concordia, in raggruppamento con il Consorzio Integra e con la progettazione affidata a STI Engineering, ha messo in campo la propria esperienza pluridecennale nella distribuzione e nello stoccaggio del gas naturale per realizzare l’infrastruttura a idrogeno. Ogni stazione sarà in grado di erogare fino a una tonnellata di idrogeno al giorno, grazie a tecnologie di compressione e stoccaggio ad alta pressione (fino a 900 bar). Tre erogatori differenziati forniranno idrogeno a:
350 bar per i mezzi pesanti
700 bar per le autovetture
Le altre quattro stazioni sono in fase di completamento nei comuni di Tortona (Est e Ovest), Carugate (Ovest) e Rho, lungo le tratte gestite da Milano Serravalle. “Essere protagonisti della decarbonizzazione verso una concreta transizione energetica è motivo di grande soddisfazione per CPL”, ha dichiarato Paolo Barbieri, Presidente di CPL Concordia “Mettiamo a disposizione le nostre competenze per contribuire a un’Italia più sostenibile.”
L’iniziativa si inserisce nella più ampia strategia nazionale per la mobilità a idrogeno, sostenuta dal PNRR, che prevede la realizzazione di 38 stazioni di rifornimento entro il 2026. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha stanziato 230 milioni di euro, di cui 103,5 milioni già assegnati a 36 progetti in tutta Italia. Le stazioni saranno distribuite lungo i principali assi strategici del Paese:
– il corridoio del Brennero
– la direttrice Torino-Trieste
– i corridoi TEN-T europei
Nell’elenco PNRR figurano, oltre a Milano Serravalle, altre aziende come Snam 4 Mobility, Eni, Edison, Q8 Petroleum. Il progetto di CPL Concordia rappresenta un esempio virtuoso di collaborazione tra pubblico e privato, innovazione tecnologica e visione strategica. L’idrogeno, vettore energetico pulito e versatile, è destinato a giocare un ruolo chiave nella transizione ecologica e nella mobilità del futuro. Con l’apertura della stazione di Carugate Est, l’Italia compie un passo deciso verso un sistema di trasporti più sostenibile, resiliente e competitivo a livello europeo.
Toyota, con la sua divisione Material Handling sta dando un contributo significativo alle azioni contro il cambiamento climatico e al processo di transizione energetica, grazie alla sua gamma di carrelli elevatori a idrogeno a fuel cells per la sostenibilità della logistica interna aziendale.
Negli ultimi anni, la questione della sostenibilità ambientale è diventata sempre più centrale nel settore. Toyota Motor Corporation, leader globale nello sviluppo di tecnologie eco-compatibili per la mobilità, ha da tempo investito in soluzioni all’avanguardia per ridurre le emissioni di carbonio (CO2), migliorando l’efficienza e l’ecocompatibilità dei veicoli.
In particolare ha concentrato i propri investimenti sulla tecnologia dei propulsori a celle a combustibile (fuel cells a idrogeno). Per la mobilità auto produce dal 2013 la Mirai a idrogeno e, negli anni successivi, ha attivato diverse partnership in tutto il mondo per i camion a fuel cells e idrogeno (in Europa con la francese Hyliko).
Nel 2015 la sede di Bologna della divisione Toyota Material Handlng dalla Toyota Industries Corporation ha realizzato un primo progetto di carrello elevatore a idrogeno (presentato nel 2016 a Ecomondo-Keyenergy – Rimini).
Intervista al Dott. Ciro Martone – Product Manager Toyota Material Handling Italia
Nel 2015 Toyota aveva annunciato il Toyota Environmental Challenge 2050, la mission che prevede nei suoi impianti l’adozione di muletti equipaggiati con celle a combustibile. Nel 2017 sono stati implementati due carrelli elevatori equipaggiati con celle a combustibile presso l’impianto Toyota di Motomachi, in Giappone.
I carrelli elevatori funzionano con motori ad energia elettrica ottenuta dall’idrogeno grazie alle fuel cells (pile a combustibile alimentate dall’idrogeno per generare elettricità) che azzerano le emissioni di CO2 e le sostanze potenzialmente pericolose.
I carrelli a idrogeno Toyota offrono un’eccezionale efficienza di utilizzo, con tempi di ricarica che si attestano intorno ai tre minuti. Inoltre, con la loro capacità di produrre autonomamente energia elettrica, possono essere anche sfruttati come generatori in caso di emergenza.
Queste innovazioni consentono di eliminare molte delle limitazioni imposte dalle tecnologie basate sulle batterie 0 sui motori tradizionali.
Più in generale l’idrogeno rappresenta una risorsa conimportanti vantaggi ambientali e logistici:
Zero emissioni di CO2: la produzione di elettricità da idrogeno non genera anidride carbonica.
Facilità di stoccaggio e trasporto: l’idrogeno è più semplice da conservare e distribuire.
Produzione sul posto: consente di ridurre la dipendenza energetica dall’estero.
I vantaggi per i carrelli a idrogeno
Maggiore efficienza: ridotti tempi di fermo quindi aumento della produttività.
Ottimizzazione dello spazio: non occorrono aree di ricarica dedicate come per i carrelli a batterie.
Sicurezza e sostenibilità: non sono presenti sostanze chimiche tossiche.
Resistenza alle basse temperature: ideali anche per ambienti interni refrigerati.
Come Funzionano le Fuel Cell a Idrogeno?
Le Fuel Cell a idrogeno sono dispositivi elettrochimici che generano elettricità e potenza senza la combustione, secondo le seguenti fasi:
– Stoccaggio e alimentazione: l’idrogeno viene immagazzinato in serbatoi ad alta pressione posizionati nel carrello e viene inviato alle celle a combustibile a pressione ridotta.
-Reazione elettrochimica: all’interno dell’elettrodo della fuel cell gli atomi dell’idrogeno si dividono in ioni positivi e elettroni per la presenza di elementi catalizzatori
-Generazione di energia: gli elettroni costituiscono la corrente elettrica, mentre gli ioni positivi attraversano le membrane della fuel cell e, all’altro elettrodo, reagiscono con l’ossigeno dell’aria, formando acqua come unico sottoprodotto.
-Utilizzo dell’energia: l’elettricità prodotta dall’idrogeno alimenta il motore elettrico di trazione e i sistemi di sollevamento.
Carrello H2 FC Toyota nello stand Toyota Material Handling (Piacenza 2025)
Vantaggi di unaflotta di carrelli a Idrogeno fuel cells in ambito industriale:
– Emissioni Zero. L’unico sottoprodotto è l’acqua.
– Rifornimento Rapido. Richiesti solo 2-3 minuti rispetto alle ore necessarie per ricaricare un pacco batteria.
– Maggiore efficienza operativa. Quindi turni di lavoro più lunghi.
– Ottimizzazione degli spazi. Non sono necessarie aree dedicate alla ricarica delle batterie.
– Perfetta per ambienti raffreddati. Le fuel cells funzionano in condizioni estreme (da -30°C a + 40°C), quindi i carrelli a idrogeno sono ideali anche per celle frigorifere.
– Affidabilità e Sicurezza. Non contengono acidi o metalli pesanti, riducendo i rischi ambientali.
L’idrogeno può essere autoprodotto nella azienda stessa da un tetto fotovoltaico, attraverso il processo di elettrolisi dell’acqua. La tecnologia a idrogeno ha il potenziale per rivoluzionare il settore della mobilità e della logistica, garantendo un impatto positivo sull’ambiente e sulla gestione energetica.
Toyota continua a essere pioniera in questo campo, investendo in innovazione per un futuro più sostenibile.
Mondo idrogeno Riproduzione riservata
Fonti: Toyota Material Handling – Toyota Motor Company
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Fin dalla sua nascita il carrello gru MC250.09FL di JMG ha rappresentato un nuovo concetto di macchina per la movimentazione industriale pesante: un carrello elettrico a trazione anteriore, sterzo posteriore e zavorre removibili, pensato per sollevare carichi rilevanti posizionati molto vicino al baricentro della macchina e, allo stesso tempo, anche in alto. Grazie a una cabina integrata, alla possibilità di comando a distanza tramite radiocomando e a un telaio con passo variabile (estensibile posteriormente di 1.200 mm), l’ MC250.09FL si è fin da subito distinto per versatilità e stabilità operative. Uno dei suoi principali punti di forza è anche il doppio gruppo di sterzo sulle quattro ruote, sviluppato per scaricare in modo efficiente il peso sull’asse posteriore e preservare l’integrità strutturale della macchina nel tempo, superando i limiti dei carrelli elevatori tradizionali.
Il carrello gru di JMG si evolve con la tecnologia a idrogeno MC250.09FL a fuel cell diventa protagonista della transizione energetica garantendo maggiore autonomia, riducendo i tempi di ricarica e offrendo una soluzione più sostenibile per il settore del sollevamento industriale.
JMG Cranes ha partecipato a un bando per per sviluppare il carrello a idrogeno e un sistema di produzione di idrogeno verde allocato nella sede stessa dell’azienda. Il progetto comprende la generazione di idrogeno tramite elettrolisi alimentata da un sistema fotovoltaico da 1,3 MW che produce elettricità per un elettrolizzatore che produce l’idrogeno. Questa impianto nell’azienda JMG permette di alimentare il sollevatore MC250.09FL fuel cell con idrogeno fornito in modalità autosufficiente e sostenibile. Il sistema di produzione messo a punto della JMG per le proprie necessità può essere proposto anche ad altre aziende produttrici di veicoli industriali, agricoli e di servizio ovvero per aziende che hanno la necessità di abbattere i coste energetici dei processi produttivi come le ceramiche, le acciaierie, le industrie agroalimentari etc
Il cuore tecnologico del nuovo modello del MC250.09FL a idrogeno è il modulo FCH 96V da 20 kW con 144 celle a combustibile PEM alimentate da un serbatoio di idrogeno da 6 kg a 350 bar e batteria tampone 30 kWh agli ioni di litio
L’autonomia è di 5-6 ore in funzionamento combinato e tempo di rifornimento idrogeno di circa 5 minuti grazie ad un sistema di accumulo ed erogazione dell’idrogeno portato a 450 bar mediante un compressore implementato nell’impianto.
Per il suo funzionamento, l’MC250.09FL preleva energia prioritariamente dalla batteria al litio, che garantisce fino a 2 ore di autonomia. Nel frattempo, quando la batteria al litio scende sotto una certa soglia, la fuel cell entra in funzione e genera energia per ricaricare la batteria al litio, portando l’autonomia complessiva a circa 5-6 ore. Il layout del sistema fuel cell è identico a quello della batteria tradizionale, garantendo facilità di transizione dalla versione da batteria a quella a idrogeno. ll nuovo modello a idrogeno mantiene tutte le caratteristiche di stabilità e versatilità della versione originale, con un doppio gruppo di sterzo sulle quattro ruote e un montante configurabile con braccio gru idraulico. Peso, dimensioni e agganci meccanici/elettrici sono identici. L’intervento richiesto per passare dalla configurazione a sola batteria e quella con fuel cell si limita al riposizionamento dei cavi elettrici – da sinistra e destra a entrambi sul lato destro – e all’aggiunta di un semplice cablaggio can-bus. Maurizio Manzini, Presidente di JMG Cranes, dichiara “Abbiamo ben chiara la visione di crescita e sviluppo dell’azienda. Con l’imminente apertura della nuova sede a Sarmato, JMG Cranes punta a rafforzare la sua presenza nel territorio d’origine e questo passo rappresenta solo l’inizio di un percorso più ampio, affrontando le sfide future con i valori e la filosofia che hanno guidato il successo dell’azienda con principi di sostenibilità ambientale e responsabilità sociale con prodotti e metodi produttivi e logistici sempre più green “.
Maurizo Manzini CEO e Presidente JGM Cranes
E’ importante evidenziare che il sistema fotovoltaico da 1,5 MW posizionato sul tetto dell’azienda assicura la produzione autonoma dell’idrogeno per elettrolisi riducendo a zero il suo approvvigionamento dall’esterno grazie ad un sistema di accumulo speciale per mantenere l’idrogeno disponibile nel tempo in sicurezza. La commercializzazione del carrello MC250.09FL a idrogeno, prevista per il 2026, non solo migliora l’efficienza operativa, ma contribuisce alla sostenibilità ambientale, accelerando l’adozione di tecnologie più pulite e performanti.
Con l’idrogeno verde prodotto in azienda da fotovoltaico, JMG Cranes si posiziona come un leader sia della transizione energetica che nel settore del sollevamento industriale.
Mondo idrogeno Riproduzione riservata
Fonte: JMG news
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