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Venezia a idrogeno

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Venezia, l’area portuale di Marghera e la laguna veneta saranno in Italia le prime location protagoniste per la transizione verso l’idrogeno. L’Hydrogen Park di Marghera è un progetto ormai di prossima realizzazione. Risale ai primi anni 2000 ma era stato fermato per la crisi del 2009. L’ambizioso obiettivo è ora quello di costituire il riferimento energetico e tecnologico per lo sviluppo dell’impiego del vettore idrogeno nella mobilità sia su acqua all’interno della laguna, sia quella veicolare nell’entroterra veneziano. Produrre idrogeno e distribuirlo anche mediante almeno un punto di rifornimento per la mobilità autostradale sull’asse Padova-Trieste da realizzare con Eni. Assieme alla esistente stazione di Bolzano ed a quelle in programma a Verona, Modena, Milano e verso Firenze, il polo di Venezia darebbe un notevole contributo allo sviluppo di una mobilità a idrogeno nazionale, che richiede una stazione ogni circa 500 km per assicurare il rifornimento alle auto a idrogeno. Per la mobilità in laguna è già stato realizzato il primo battello a idrogeno e fuel cells dalla società Alilaguna per il servizio di trasporto pubblico.

L’Eni e il Comune di Venezia sono stati coinvolti dalla Toyota per realizzare la stazione di rifornimento di idrogeno che riforniranno 10 Toyota Mirai a idrogeno oltre ad alcuni autobus pubblici che faranno servizio nell’interland veneziano. Il sindaco Brugnaro si è recato per questo progetto in Giappone dove ha potuto vistare la Toyota e le linee di produzione delle Mirai a idrogeno prima di siglare l’intesa.

Comune e Città Metropolitana di Venezia, Eni e Toyota hanno già firmato l’accordo finalizzato alla realizzazione di una stazione di rifornimento a idrogeno. L’accordo prevede che Eni renda operativa la stazione in uno dei propri distributori nel territorio comunale veneziano. Toyota metterà a disposizione una flotta di 10 “Mirai”a idrogeno fuel cells.
L’accordo si inserisce nel quadro della collaborazione già avviata da Toyota, Eni, Comune e Città metropolitana di Venezia per la realizzazione di un progetto sperimentale finalizzato alla promozione della mobilità sostenibile e a basse emissioni nel territorio veneziano.

«Si tratta di un segno importante e tangibile dell’impegno che l’amministrazione comunale sta prendendo su questo fronte e per il quale vogliamo congratularci, rinnovando l’impegno e la disponibilità a lavorare insieme con la città di Venezia a progetti concreti per una diffusione dell’idrogeno» ha precisato Andrea Carlucci , ad di Toyota Italia. «L’unione e la comunanza di intenti tra Toyota e la città di Venezia ha l’obiettivo di favorire la realizzazione di un sistema di mobilità urbana sostenibile per il comune, basato sull’impiego della tecnologia ibrida e a idrogeno, delle quali Toyota Motor Italia è leader mondiale L’augurio è di vedere presto circolare a Venezia, così come nel resto d’Italia, le prime vetture a idrogeno e non solo, dal momento che le fuel cell possono essere installate senza problemi anche su autobus, imbarcazioni ed altri mezzi di trasporto».

Ma la laguna offre anche energia diretta con le sue maree. E’ in corso una sperimentazione in laguna per trasformare l’enorme energia potenziale dell’acqua della laguna (che si trasforma in energia cinetica nel corso delle maree) per ottenere energia elettrica che può trasformare l’acqua in idrogeno mediante elettrolisi. Sarebbe la stessa acqua della laguna filtrata e demineralizzata. Il sistema industriale di Marghera infine, è particolarmente adatto a fornire ad utenze veicolari e stazionarie idrogeno pulito da plastiche e rifiuti mediante processi chimici puliti e come prodotto collaterale di trasformazioni petrolchimiche dall’etilene. Lo sviluppo del polo veneziano dell’idrogeno avviene grazie ad una elevata disponibilità dello stesso che in Itala si ha solo a Marghera.

Ma attorno a questa risorsa di origine industriale, Venezia sta pensando anche a soluzioni green (oltre alle maree), grazie alla enorme disponibilità di sole durante la stagione primaverile (fino all’autunno inoltrato per i cambiamenti climatici in atto). Questa disponibilità di sole e la presenza di numerose isole disabitate in laguna stanno suggerendo di fare ricorso a sistemi solari a concentrazione (che occupano grandi superfici come avviene in Spagna) con l’accumulo dell’idrogeno, prodotto da elettrolisi quindi sia mediante energia elettrica dal sole oltre che dalle maree. Ponendo un focus speciale su sistemi di accumulo innovativi dell’idrogeno all’interno di materiali speciali come gli idruri metallici.

FONTE: ANSA