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Treni a idrogeno in Italia

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Alcune regioni italiane si stanno preparando all’impiego di treni alimentati a idrogeno per le tratte ferroviarie non elettrificate. Lo scopo è quello di eliminare le emissioni di anidride carbonica e del particolato, più in generale la decarbonizzazione e rendere obsolete le automotrici con alimentazione a gasolio a ciclo Diesel.

Alstom fornirà i primi 6 treni a celle a combustibile a idrogeno, con un’opzione per ulteriori otto. La prima consegna dei treni è prevista entro 36 mesi dalla data dell’ordine. In Italia c’è grande attenzione sui treni a idrogeno per il loro impiego nella tratte non elettrificate. Ferrovie Nord Milano (FNM) che si occupa del trasporto pubblico in Lombardia, ha già approvato investimenti nei treni a idrogeno per circa 160 milioni di euro.

I TRENI A IDROGENO IN PARTENZA DALLA VALCAMONICA

I primi treni a idrogeno a fuel cells italiani saranno in funzione sulla tratta ferroviaria Brescia-Iseo-Edolo. Sostituiranno le attuali motrici a motore diesel, in servizio dai primi anni ’90. Il progetto non si limita a i treni. FNM e Trenord voglono sviluppare un intero “cluster idrogeno” in Valcamonica che si prepara a diventare la prima “Hydrogen Valley” italiana. Questo progetto è denominato H2ise0 e comprende l’ acquisto dei nuovi treni a idrogeno Alstom, che dal 2023 percorreranno la linea non elettrificata Brescia-Iseo-Edolo (di lunghezza superiore a 100 km) con la gestione di Ferrovienord (società al 100% di FNM). E’ prevista la realizzazione di due centrali per la produzione in loco di idrogeno da rinnovabili per ulteriori iniziative di mobilità e di impiego stazionario dell’ idrogeno. L’idrogeno prodotto sarà “verde” (quindi da elettrolisi dell’acqua con l’energia elettrica necessaria ottenuta da idroelettrico e da ampie superfici fotovoltaiche posizionate su terreni di proprietà FNM). “H2ise0 è un progetto che mira allo sviluppo di un’intera filiera territoriale dell’idrogeno, quindi altri veicoli a idrogeno oltre ai treni” ha affermato il presidente di FNM Andrea Gibelli. “Il progetto è in sintonia con gli indirizzi del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e del Ministero dello sviluppo Economico, che si prepara a varare la “National hydrogen strategy preliminary guidance”.

TRENI A IDROGENO ANCHE A RAVENNA

“Queste innovazioni, che entreranno in funzione in Valcamonica sono già ampiamente presenti in Austria, Germania, Olanda ed in altre aree europee. Potrebbero trovare una ulteriore applicazione anche in Emilia-Romagna, tra Ravenna e Firenze” afferma Giannantonio Mingozzi, presidente di T.C.R. Terminal Container Ravenna (il grande hub ravennate per i collegamenti navali commerciali con il Medio Oriente) “e potrà stimolare importanti collaborazioni fra le istituzioni regionali e locali con l’Università e il Centro Ricerche di Marina di Ravenna, da poco rilanciato in forma consortile.

L’HUB portuale internazionale merci di Ravenna

La tecnologia ad idrogeno si sta quindi aprendo ai collegamenti ferroviari e si potrà facilmente estendere anche alla logistica merci ed ai collegamenti su rotaia con i nostri porti. E’ chiaro che occorrono gli impianti di produzione dell’idrogeno (ovviamente da rinnovabili, come il grande eolico offshore, in progetto al largo di Ravenna). Con centri di distribuzione a Ravenna, in grado di alimentare non solo i treni ma anche altri veicoli. Il nostro porto potrebbe costituire così un’opportunità logistica innovativa ad emissioni zero, ma la tecnologia idrogeno per i treni potrebbe essere impiegata anche per i collegamenti ferroviari tra Ravenna, Faenza e Firenze. Questa linea oggi è poco elettrificata ed è quindi adatta a sperimentare treni con alimentazione ad idrogeno. Essa consentirebbe tempi di percorribilità più brevi ed inquinamento nullo”.

Ma come saranno tecnicamente e dove saranno realizzati i nuovi treni a idrogeno ?

I nuovi treni a idrogeno saranno basati sul modello di treno regionale “Coradia” di Alstom, già prodotto per l’Italia nei suoi principali siti. Per quelli a idrogeno la maggior parte della produzione e le certificazioni sono effettuate presso lo stabilimento Alstom di Savigliano (Cuneo) mentre i sistemi di controllo a bordo provengono dallo stabilimento di Bologna.

La sede Alstom di Savigliano ha circa 900 dipendenti che operano in un’area di 323.000 mq. Fondato nel 1853, il sito di Savigliano è un centro di eccellenza mondiale ed è uno dei cinque siti Alstom nel mondo ad ospitare un reparto di costruzione specifico per la realizzazione dei prototipi e per validare i treni prima della produzione di serie (progettazione, industrializzazione, validazione, manufacturing engineering, pianificazione).

La versione del treno Coradia Stream alimentato ad idrogeno sarà equipaggiata con la tecnologia a celle a combustibile e garantirà le medesime prestazioni dei treni diesel con una autonomia nettamente superiore a quella del modello elettrico solo a batteria (riducendo nettamente pesi e ingombri). Questo treno assicura un livello di emissioni nullo in quanto lo scarico è costituito solo da piccole gocce d’acqua calda ed è caratterizzato da totale assenza di rumorosità. Il treno a idrogeno Alstom combina diversi elementi innovativi: l’utilizzo di energia elettrica pulita grazie all’idrogeno da rinnovabili, lo stoccaggio del gas in assoluta sicurezza, l’utilizzo modulabile dell’energia elettrica per una gestione intelligente della potenza di trazione e dell’energia. Progettato specificamente per il funzionamento su linee non elettrificate, si presenta come un treno totalmente green, garantendo ad una tempo elevati livelli di prestazione.

Per il sistema ferroviario italiano l’idrogeno rappresenta una grande opportunità. Il 28% della rete nazionale infatti non è elettrificato. Il che vuol dire che quasi 5 mila chilometri su un totale di circa 16.800 chilometri di linee ferroviarie sono ancora a trazione diesel. A causa delle caratteristiche ambientali del territorio italiano non tutte le linee possono essere elettrificate agevolmente mediante le tecnologie classiche (elettrico con pantografi). L’idrogeno può essere la soluzione, anche perchè la morfologia italiana permette ovunque la produzione locale di idrogeno mediante elettrolisi da energia elettrica rinnovabile.

Fonti: Tcr Ravenna – TreniNord Lombardia – Alstom

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