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La prima nave da crociera a idrogeno sarà prodotta in Italia

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MSC Mediterranean Shipping Company S.A con sede in Svizzera ma fondata a Napoli, è la seconda compagnia di trasporto marittimo al mondo (container e crociere) e controlla MSC Crociere, SNAV, Grandi Navi Veloci, Bluvacanze Caremar, Medway, Medlog. La MSC ha un fatturato di 28,19 miliardi di dollari (2015) e 28.000 dipendenti

La MSC ha commissionato alle italiane Fincantieri e Snam la prima nave al mondo da crociera alimentata a idrogeno. Le tre aziende realizzeranno il progetto che ottimizzerà il sistema di propulsione a fuel cells (celle a combustibile) e le relative infrastrutture di stoccaggio dell’idrogeno a bordo.

L’obiettivo, più in generale, è quello di promuovere l’utilizzo dell’idrogeno nel trasporto marittimo e di renderlo disponibile su larga scala, L’iniziativa fa parte del percorso di MSC verso l’azzeramento delle emissioni di anidride carbonica entro il 2050

L’idrogeno può essere prodotto senza combustibili fossili, utilizzando energia rinnovabile per il processo di elettrolisi, quindi a emissioni zero per tutto il ciclo di vita della nave. Può poi essere utilizzato per generare energia elettrica attraverso le celle a combustibile, emettendo solo vapore acqueo e calore utilizzabile. Questo tipo di idrogeno “verde” ha un grande potenziale per contribuire alla decarbonizzazione del settore marittimo, partendo dalla crocieristica fino alle grandi navi da trasporto.

Pierfrancesco Vago, Executive Chairman della Divisione Crociere del Gruppo MSC, ha dichiarato: “Come azienda che da tempo pone al centro la sostenibilità ambientale, vogliamo essere in prima linea nella rivoluzione energetica per il settore navale e l’idrogeno può contribuire notevolmente in questo campo. Con questo progetto vogliamo introdurre questa promettente tecnologia nella nostra flotta, inviando al contempo al mercato il segnale più forte possibile di quanto seriamente prendiamo i nostri impegni per l’ambiente. Man mano che avanzeremo con lo sviluppo della tecnologia necessaria sono certo che anche i fornitori della filiera della energia verde accellereranno le loro produzioni e i governi interverranno con il supporto necessario per un progetto che è fondamentale per la decarbonizzazione delle crociere e della navigazione. Dato l’impegno a lungo termine del nostro gruppo in Italia, siamo particolarmente lieti di unire le forze con due aziende italiane come Fincantieri e Snam, leader su questo progetto chiave per noi e per l’intero settore navale”.

Giuseppe Bono, amministratore delegato di Fincantieri, ha dichiarato: “Ogni occasione per sviluppare nuove soluzioni e tecnologie è per noi fonte di crescita. Questo ci permette di proporre ai nostri clienti il meglio dell’innovazione e contribuire a ridurre al minimo l’impatto ambientale”.

Marco Alverà, amministratore delegato di Snam, ha dichiarato: “Il trasporto marittimo oggi rappresenta circa il 3% delle emissioni di CO2 a livello globale. L’utilizzo dell’idrogeno può contribuire al raggiungimento dell’obiettivo delle zero emissioni in questo settore. Snam è fortemente impegnata a favorire la mobilità sostenibile su strada, su rotaia e via mare attraverso azioni concrete che promuovano l’utilizzo di combustibili rinnovabili come l’idrogeno e il Bio-GNL. Questo accordo è parte di una più ampia strategia finalizzata a fare leva sull’esperienza, sulle competenze e sulle tecnologie di Snam”.

Nei prossimi 12 mesi, le tre aziende studieranno i fattori chiave relativi allo sviluppo delle grandi navi da crociera alimentate a idrogeno. Questi includono l’organizzazione degli spazi a bordo per ospitare le nuove tecnologie H2 e le celle a combustibile, la definizione dei parametri tecnici dei sistemi di bordo, il calcolo dei potenziali risparmi sulle emissioni di gas serra ed un’analisi tecnica ed economica della fornitura di idrogeno e delle relative infrastrutture. “Una nave da crociera emette in un solo giorno la stessa CO2 di 80 mila auto” ha ricordato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen “Il settore navale è quindi una notevole fonte di emissioni di gas serra e per tagliare del 55% le emissioni di CO2 in Europa entro il 2030 e azzerarle entro il 2050 è necessario intervenire anche su questo settore”.

Fonte: Ufficio stampa MSC

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