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La barca italiana da 12 metri a idrogeno fuel cells

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TYKUN H1: è un dayboat di 12 metri capace di toccare i 35 nodi, silenzioso, privo di emissioni locali e alimentato a idrogeno. Non è soltanto una nuova imbarcazione, ma un manifesto tecnologico che punta a ridefinire il concetto di propulsione sostenibile nella nautica da diporto. Presentato dal cantiere del Gruppo MED con sede a Cervia, TYKUN H1 nasce con un obiettivo chiaro: dimostrare che l’idrogeno può essere integrato in modo credibile, efficiente e sicuro anche su unità compatte e ad alte prestazioni, senza compromessi sul design e sull’esperienza di navigazione.

Il cuore dell’innovazione del TYKUN H1 è l’architettura del suo sistema di trazione: una soluzione elettrica con range extender a idrogeno, una scelta strategica che evita le complessità e i limiti delle configurazioni più radicali. La propulsione è affidata a motori elettrici alimentati da un banco batterie. La vera svolta arriva dalla cella a combustibile a idrogeno, che interviene durante la navigazione per ricaricare le batterie utilizzando l’idrogeno, estendendo così l’autonomia. In alternativa, l’imbarcazione può essere ricaricata alla fonda tramite una normale presa di corrente, garantendo la massima flessibilità operativa in mare. Questo approccio ibrido semplificato consente di combinare i vantaggi dell’elettrico – silenzio, coppia immediata, assenza di vibrazioni – con la rapidità di rifornimento a idrogeno. L’idrogeno è stoccato in quattro serbatoi integrati strutturalmente, completamente nascosti alla vista, per un totale di 32 kg di gas compresso a 350 bar. Una quantità significativa per un’imbarcazione di queste dimensioni, che consente una velocità di crociera attorno ai 20 nodi e un’autonomia dichiarata fino a 60 miglia nautiche. Numeri che, come sempre, vanno letti in funzione del profilo di utilizzo: velocità, modalità di propulsione e tempi di sosta incidono in modo determinante. Il TYKUN H1 non nasce per lunghe traversate, ma per una navigazione giornaliera consapevole e pianificata, in linea con il concetto stesso di dayboat evoluto ma total green. Uno degli aspetti più rilevanti del sistema è il tempo di rifornimento, in meno di tre minuti. Un dato che risolve uno dei principali limiti della propulsione elettrica pura e che rende l’H1 compatibile con un utilizzo intensivo, anche professionale. La collaborazione con NatPower H, impegnata nello sviluppo di una rete dedicata di stazioni di rifornimento, rappresenta un tassello fondamentale del progetto, sebbene l’infrastruttura di refueling idrogeno sia ancora in fase iniziale. Integrare un sistema a idrogeno su una barca di 12 metri è prima di tutto una sfida progettuale. Il cantiere MED, insieme al designer Tommaso Spadolini, ha lavorato su una struttura in alluminio capace di assorbire la complessità tecnica senza penalizzare volumi, ergonomia e pulizia delle linee. La coperta è stata rialzata di circa 10 centimetri per garantire la corretta ventilazione naturale e forzata dei vani tecnici. Le prese d’aria, fondamentali per la sicurezza, sono integrate nei montanti del T-top, rendendo invisibile ciò che normalmente condizionerebbe il design. È un lavoro di architettura navale raffinata, che attinge all’esperienza del cantiere nella realizzazione di chase boat e unità speciali per grandi yacht. Sul fronte della sicurezza, il TYKUN H1 adotta esclusivamente componenti certificati da enti di classificazione riconosciuti: serbatoi, batterie e celle a combustibile seguono standard già validati in ambito marittimo e sportivo. Il sistema di gestione dell’idrogeno è ridondante, costantemente ventilato e progettato per operare in sicurezza in ogni condizione. L’ispirazione arriva direttamente dalle soluzioni sviluppate per le imbarcazioni della Coppa America, dove l’idrogeno e l’elettrico sono ormai una realtà consolidata.La scelta dell’alluminio non è casuale: oltre a ridurre il peso e migliorare l’efficienza, consente un alto livello di personalizzazione e modularità. Il TYKUN H1 può essere configurato come tender di lusso, chase boat o dayboat autonomo, adattandosi a diversi scenari operativi. Il primo prototipo è atteso per la fine del 2026. I tempi di costruzione stimati variano dagli otto ai dieci mesi, mentre un’eventuale produzione in piccola serie potrebbe ridurre le consegne a sei-otto mesi per unità. Il TYKUN H1 non è solo una barca: è un banco di prova concreto per l’idrogeno applicato alla nautica da diporto. Una dimostrazione che la transizione energetica in mare non è più un esercizio teorico, ma una rotta già tracciata.

FONTE: Media press MED