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Il record del drone cinese a idrogeno fuel cells

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Si chiama Tianmushan-1 ed è il risultato del lavoro del Tianmushan Laboratory della Beihang University, uno dei poli accademici più avanzati della Cina nel campo dell’ingegneria aerospaziale. Questo drone multirotore ha effettuato oltre quattro ore di volo continuo e 188,6 km percorsi senza mai atterrare, un traguardo che ha stabilito un nuovo riferimento mondiale per i droni alimentati a celle a combustibile.  La macchina può essere utilizzata per trasportare spedizioni su lunghe distanze, eseguire ispezioni di oleodotti, gasdotti e linee ad alta tensione, operazioni di soccorso, pattugliamenti forestali o monitoraggio ambientale. E’ un esacottero, dotato di sei rotori a doppia pala, installati alle estremità di sei bracci orizzontali. Ognuno di loro fa girare un motore elettrico. I sei motori sono mossi da elettricità prodotta da una cella a combustibile alimentata da idrogeno per una densità energetica  da 5 a 6 volte superiore a quella dei pacchi batterie al litio. Tianmushan n.1 ha un’autonomia di 100 km o di 4 ore. Inoltre, può funzionare anche a temperature molto basse (fino a -40 °C) e in aree alpine. Le strutture e la bombola sono realizzate in materiale composito e fibra di carbonio. Il peso a vuoto è di soli 19 kg e una capacità di carico utile di 6 kg. Per il decollo e l’atterraggio, questa macchina utilizza un carrello rigido tipo sci. Un prototipo di questa macchina, con l’aiuto di apparecchiature speciali a bordo, ha controllato 50 km di tubi di gasdotti nel terreno ondulato di un’altopiano nel nord della provincia di Shaanxi, Durante i test operava a altitudini superiori a 4.500 m.


Questo risultato va ben oltre il semplice record. Rappresenta una dimostrazione concreta di come l’idrogeno stia ridefinendo i limiti dei droni multirotore, tradizionalmente penalizzati da un’autonomia ridotta. Le celle a combustibile offrono infatti una densità energetica molto più elevata rispetto alle batterie agli ioni di litio, consentendo voli prolungati senza l’aumento eccessivo del peso a bordo.  A differenza dei sistemi elettrici convenzionali, dove la perdita di tensione influisce sulle prestazioni, la propulsione a idrogeno garantisce una continuità operativa che apre la strada a missioni di lunga durata, anche in condizioni ambientali complesse o con forti escursioni termiche.

Naturalmente, la diffusione su larga scala dei droni a idrogeno richiede ancora passi avanti, soprattutto sul fronte delle infrastrutture di rifornimento e della produzione di idrogeno. Tuttavia, il caso di Tianmushan-1 dimostra che la tecnologia è ormai matura per uscire dalla fase sperimentale e avvicinarsi a un impiego operativo stabile.

Più che un primato da record, questo volo rappresenta un segnale per l’intero settore: l’unione tra celle a combustibile, autonomia estesa con la possibilità di missioni molto oltre la linea di vista dell’operatore potrebbe diventare uno dei pilastri del prossimo sviluppo dei droni professionali. Un’evoluzione che non riguarda solo quanto a lungo un velivolo può restare in aria, ma anche il ruolo che potrà assumere nei sistemi energetici, ambientali e di sicurezza del futuro.

Fonte: Dronemaster News