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Enel, Eni e Snam. Una grande alleanza italiana idrogeno per il Recovery Fund U.E.

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Avrebbero potuto essere Claudio Descalzi, Ad di Eni, Marco Alverà Ad di Snam e Francesco Storace di Enel, tre dei sei membri della cabina di regia che era stata proposta prima della caduta del governo Conte dal Ministero dello Sviluppo economico, di concerto con Palazzo Chigi, per il piano nazionale di utilizzo di parte dei 209 miliardi previsti per l’Itala dal Recovery Fund (chiamato a anche “Next Generation U.E.”). In particolare i tre manager sarebbero stati incaricati di mettere a punto l’importante sezione “sostenibilità” del grande progetto europeo che prevede per l’Italia un budget di 74 miliardi per virare decisamente verso l’energia green entro i prossimi 5 anni, di cui 18,5 miliardi sono previsti per la transizione energetica e la mobilità sostenibile con 2 miliardi per implementare decisamente l’idrogeno in Italia come hanno già cominciato a fare Germania, Danimarca e Francia.

Saranno coinvolte nei progetti anche altre importanti aziende italiane del settore energetico come Terna, Saipem, A2A. Acea e altre della nostra filiera energetica.

Ecco intanto le prime proposte ed alcuni dei progetti dei tre colossi energetici nazionali. Tutte avranno il focus sull’idrogeno da rinnovabili come comun denominatore. Le citate aziende italiane si sono accostate da qualche tempo alle tecnologie idrogeno e da quest’anno stanno attivando nuovi dialoghi fra loro.

La visione di Snam si estende anche a tutta l’Europa. “In Germania ed in Inghilterra non c’è distinzione fra i metodi per produrre l’idrogeno (“verde” cioè quello prodotto esclusivamente da rinnovabili – sole, vento ed idroelettrico – oppure “blu” cioè dal metano, con il sequestro locale della CO2)“ – afferma Marco Alverà Ad della Snam –“In Italia invece sarà data priorità all’idrogeno “verde” per gli utilizzi locali (stazionari e mobilità) mentre per l’industria l’idrogeno potrà essere prodotto da entrambe le fonti (“verde” oppure “blu”). Intanto quest’anno Snam è entrata in partecipazione con l’inglese ITM che produce elettrolizzatori di grande taglia e stazioni di rifornimento di idrogeno chiavi in mano. Snam ha anche acquisito negli ultimi mesi del 2020 una consistente quota di azioni della DeNora (un’azienda italiana con know-how nella tecnologia delle fuel cells, storica importatrice della canadese Nuvera, produttrice di celle a combustibile Pem a idrogeno e sistemi integrati a fuel cells ad elevato rendimento). La Snam si prepara ad essere determinante per supportare la crescita della filiera italiana idrogeno attraverso queste acquisizioni mirate e lo sviluppo di tecnologie per favorirne l’impiego in molteplici settori: dall’industria all’edilizia industriale, dal civile ai trasporti.

Le proposte Enel per utilizzare il denaro del Recovery Fund sono già 10. “I soldi del Recovery Plan sono fondi di natura nuova” spiega Enel “e noi abbiamo proposto al Governo 10 progetti. Oltre a temi generali come l’accelerazione delle rinnovabili e favorire il riutilizzo degli impianti esistenti, proponiamo progetti più specifici. Tra questi due: l’aumento delle dimensioni di produzione dell’impianto fotovoltaico esistente in provincia di Catania, che passerebbe da 200 a 2000 megawatt e l’utilizzo delle fonti rinnovabili per produrre idrogeno per una parte del fabbisogno energetico dell’ex Ilva di Taranto.

Enel ed Eni, società energetiche leader al mondo, stanno lavorando insieme per sviluppare progetti di idrogeno verde “Siamo interessati ad esplorare con Eni il promettente settore dell’idrogeno verde. Insieme, abbiamo identificato un paio di siti da cui iniziare per i primi progetti. L’impostazione generale dei progetti che abbiamo in mente funzionerà come un circuito chiuso in cui l’elettrolizzatore alimentato da energia rinnovabile e la raffineria saranno presso lo stesso sito, evitando così la costruzione di complesse infrastrutture di trasporto per l’idrogeno” – ha dichiarato Francesco Starace, Amministratore Delegato del Gruppo Enel –. “Desideriamo rifornire con l’idrogeno verde i processi di raffineria e bioraffineria di Eni. Il progetto prevede il posizionamento di grandi elettrolizzatori green (alimentati da energia elettrica rinnovabile) per la produzione di idrogeno presso due raffinerie Eni. Entrambi gli impianti saranno funzionanti fra il 2022 e il 2023. Questa collaborazione per lo sviluppo dell’idrogeno verde rientra nella più ampia strategia di transizione energetica di Eni. Il nostro obiettivo è quello di accelerare la riduzione della CO2”, ha concluso Claudio Descalzi, Ad di Eni.

Fonti: Press Eni – Enel – Snam

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