Il futuro della mobilità si gioca su un equilibrio intelligente tra soluzioni diverse. In questo scenario, BMW Group sta ridefinendo il ruolo dell’idrogeno con un approccio ingegneristico che va oltre il semplice adattamento: lo integra profondamente nell’architettura del veicolo, trasformandolo in una vera alternativa all’elettrico tradizionale.
La nuova BMW iX5 Hydrogen rappresenta uno dei casi più avanzati di questa visione. Si tratta di un SUV alimentato a celle a combustibile dove convergono nuove soluzioni di stoccaggio, gestione energetica e produzione industriale.
Uno degli ostacoli principali alla diffusione dell’idrogeno è sempre stato lo spazio: i tradizionali serbatoi cilindrici ad alta pressione sono ingombranti e difficili da integrare senza compromettere abitabilità e design. La risposta arriva con il sistema Hydrogen Flat Storage, che ribalta completamente questa logica.
Invece di pochi serbatoi voluminosi, troviamo una rete di moduli interconnessi, realizzati in compositi avanzati a base di fibra di carbonio. Questa configurazione di stoccaggio piatta consente di:
– distribuire il volume in modo uniforme sotto il pianale
– migliorare la sicurezza grazie alla protezione strutturale del telaio
– ottimizzare il baricentro del veicolo
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
Il risultato è una soluzione che ricorda più un sistema aeronautico che automobilistico. Non è solo una questione di spazio: è un cambio di paradigma nella progettazione.
L’idrogeno, da solo, non basta. Il sistema di trazione è basato su un propulsore a celle a combustibile (fuel cells) di nuova generazione che trasforma l’idrogeno in elettricità ad alta tensione. In questo sistema ibrido:
– la cella a combustibile genera energia in modo continuo
– la batteria gestisce i picchi di potenza e recupera energia in frenata
Questo equilibrio permette di ottenere prestazioni paragonabili a un’auto elettrica pura, ma con tempi di rifornimento come quelli di un’auto tradizionale. L’autonomia dichiarata, che supera i 700 km, dimostra come l’idrogeno possa competere concretamente con le migliori soluzioni attuali.
Un elemento chiave è il software. Tecnologie come il sistema Heart of Joy e il controllo dinamico avanzato trasformano la gestione dell’energia in un processo intelligente e predittivo.
Non si tratta solo di distribuire potenza, ma di:
– anticipare le esigenze del guidatore
– ottimizzare consumi e prestazioni in tempo reale
– adattare il comportamento del veicolo alle condizioni di guida
Questo livello di integrazione tra hardware e software rappresenta uno dei punti chiave della nuova mobilità.
L’idrogeno gioca un ruolo più ampio perchè
– immagazzina l’energia da fonti rinnovabili
– riduce la quantità a bordo di materiali delle batterie come litio e cobalto
– permette di diversificare le infrastrutture energetiche
La BMW iX5 Hydrogen diventa così il simbolo di un approccio “aperto”, dove l’innovazione non impone vincoli ma amplia le possibilità. In un mondo in cui le esigenze di mobilità sono sempre più complesse, questa flessibilità potrebbe rivelarsi la vera rivoluzione. BMW Group sta portando l’idrogeno dalla fase sperimentale alla produzione su larga scala.
A fare da fulcro a questa trasformazione sarà lo stabilimento di Steyr a Landshut presso Monaco, destinato a diventare uno dei poli più avanzati per la produzione di sistemi a celle a combustibile in Europa. Qui, a partire dal 2028, prenderà forma la terza generazione della tecnologia a idrogeno del gruppo.
Il cuore dell’innovazione è rappresentato da sistemi a celle a combustibile, sviluppate in collaborazione con Toyota Motor Corporation. Questa sinergia non è solo tecnica, ma strategica: condividere ricerca e componenti chiave permette di accelerare lo sviluppo e ridurre i costi. L’ingombro del sistema a celle a combustibile è stato ridotto di circa il 25% il che implica un notevole incremento della densità di potenza e ha reso possibile una configurazione molto più compatta rispetto alla generazione precedente.
Le principali evoluzioni riguardano tre aspetti fondamentali:
– Miniaturizzazione: il sistema è stato ridotto di circa un quarto rispetto alla generazione precedente, rendendo più semplice l’integrazione nei veicoli.
– Densità di potenza: più energia in meno spazio, con prestazioni paragonabili – se non superiori – ai sistemi elettrici tradizionali.
– Efficienza operativa: una gestione più raffinata dei flussi di idrogeno e aria consente di ottenere maggiore autonomia con minori consumi.
Nei centri di competenza BMW dedicati, viene affinata la “chimica” della mobilità a idrogeno.
All’interno della cella a combustibile, l’idrogeno reagisce con l’ossigeno generando elettricità, acqua e calore. Ma per rendere tutto questo efficiente e sicuro servono:
– sistemi di raffreddamento avanzati
– gestione precisa dei flussi di gas
– software di controllo altamente sofisticati
![]() |
![]() |
Nella sede Bmw di Steyr a Landshut si producono i componenti chiave. Tra questi spicca l’Energy Master, una centralina capace di orchestrare la distribuzione dell’energia tra celle a combustibile, batteria e motore elettrico, operando su tensioni elevate fino a 800 volt.
La scelta di investire in Europa non è casuale. In un contesto geopolitico in cui l’accesso alle materie prime e alle tecnologie è sempre più strategico, sviluppare una filiera dell’idrogeno significa:
– rafforzare l’indipendenza energetica
– creare nuove competenze industriali
– sostenere la transizione ecologica
“Siamo orgogliosi che in futuro lo stabilimento di Steyr produca una nuova tecnologia di propulsione innovativa, affiancando l’ultima generazione di motori elettrici e a combustione”, ha dichiarato Klaus von Moltke, vicepresidente senior della produzione motori di BMW AG e direttore dello stabilimento di Steyr. “Questo, unito alle competenze di sviluppo di cui disponiamo in sede, rende il nostro stabilimento un chiaro esempio dell’approccio tecnologicamente aperto del BMW Group”.
L’idrogeno, infatti, non è solo un carburante, ma un vettore energetico che può collegare produzione rinnovabile, industria e mobilità.
Il 2028 rappresenta un punto di partenza, non un traguardo. Con l’avvio della produzione in serie, la tecnologia a celle a combustibile entrerà in una fase di maturità, ma il suo sviluppo continuerà.
L’obiettivo implicito è chiaro: rendere l’idrogeno competitivo su larga scala, non solo per nicchie di mercato ma per un pubblico sempre più ampio. In questo percorso, la combinazione tra innovazione tecnologica e capacità produttiva sarà determinante.
E proprio qui sta la vera rivoluzione: nella capacità di trasformarla in realtà quotidiana.
Lo sviluppo del sistema di propulsione a fuel cells e del sistema di serbatoi della BMW iX5 Hydrogen è finanziato dal Ministero Federale dei Trasporti (BMV) tedesco, nell’ambito dell’iniziativa IPCEI Hy2Move. Il governo federale contribuisce con un finanziamento pari a 191 milioni di euro. Il progetto è inoltre cofinanziato dal Land della Baviera per un totale di 82 milioni di euro.
Fonte: BMW group – Press

























