Home IDROGENO NEWS A Bologna operativi 120 bus a idrogeno fuel cells

A Bologna operativi 120 bus a idrogeno fuel cells

8

Bologna compie un passo decisivo verso la mobilità del futuro con l’introduzione in servizio dei nuovi autobus a idrogeno di Tper, un progetto che rappresenta una delle più importanti iniziative italiane nel campo del trasporto pubblico a zero emissioni.
L’iniziativa si inserisce all’interno della strategia europea per la decarbonizzazione delle città e contribuisce al raggiungimento dell’ambizioso obiettivo della neutralità climatica entro il 2030, traguardo che Bologna ha scelto di perseguire con vent’anni di anticipo rispetto alla scadenza fissata dall’Unione Europea per il 2050.
Il capoluogo emiliano fa infatti parte delle 100 città selezionate dalla Commissione Europea nell’ambito della missione “Climate Neutral and Smart Cities” del programma Horizon Europe, che mira a trasformare i principali centri urbani in laboratori di innovazione ambientale e tecnologica.
Il progetto prevede l’introduzione di 127 autobus Solaris Urbino 12 Hydrogen, che renderanno Tper il gestore della più numerosa flotta di autobus a idrogeno presente in Italia.
L’investimento complessivo per l’acquisto dei veicoli ammonta a 74,9 milioni di euro ed è stato finanziato attraverso le risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), di cui il Comune di Bologna è stato beneficiario.
La flotta sarà composta da due differenti configurazioni:
-60 autobus a tre porte destinati al servizio urbano;
-67 autobus a due porte destinati alle linee suburbane e metropolitane.
I nuovi mezzi stanno progressivamente entrando in servizio sulle linee 11, 14, 20, 36 e 92, con una presenza destinata ad aumentare man mano che verranno consegnati tutti i veicoli previsti dal programma.
Cos’è un autobus a idrogeno e come funziona
Gli autobus a idrogeno appartengono alla categoria dei veicoli elettrici, ma a differenza dei tradizionali autobus a batteria non necessitano di lunghe soste per la ricarica.
L’energia viene infatti prodotta direttamente a bordo grazie a una tecnologia chiamata Fuel Cell, o cella a combustibile.
Nel caso dei Solaris Urbino utilizzati da Tper, la fuel cell sviluppa una potenza di 70 kW e sfrutta l’idrogeno immagazzinato in appositi serbatoi collocati sul tetto del veicolo.
Il principio di funzionamento è basato su una reazione elettrochimica:
L’idrogeno viene prelevato dai serbatoi e l’ossigeno viene prelevato dall’aria atmosferica.


All’interno della cella a combustibile i due elementi reagiscono grazie alla presenza di un catalizzatore.
La reazione produce elettricità che alimenta il motore elettrico. L’unico sottoprodotto della reazione è il vapore acqueo.
A differenza dei motori endotermici tradizionali, non avviene alcuna combustione e quindi non vengono generate emissioni di anidride carbonica, ossidi di azoto o particolato.
La tecnologia Fuel Cell: cuore della mobilità a idrogeno. Le celle a combustibile rappresentano una delle tecnologie più promettenti per la transizione energetica. Una Fuel Cell può essere considerata una sorta di batteria che, anziché accumulare energia, la produce continuamente finché riceve combustibile e ossidante.
Le principali caratteristiche della tecnologia sono:
– elevata efficienza energetica;
– assenza di emissioni inquinanti allo scarico;
– bassa rumorosità;
– ridotte vibrazioni meccaniche;
– autonomia elevata;
– tempi di rifornimento brevi, comparabili a quelli dei veicoli diesel.
Questi aspetti rendono gli autobus a idrogeno particolarmente adatti alle tratte urbane ed extraurbane di media percorrenza e assicurano oltre 400 chilometri di autonomia con un solo pieno
Questo consente agli operatori del trasporto pubblico di mantenere gli stessi livelli di servizio senza modificare significativamente l’organizzazione delle linee.
L’autonomia elevata costituisce uno degli elementi che differenziano i veicoli a idrogeno dagli autobus esclusivamente elettrici a batteria, che spesso necessitano di ricariche intermedie o di batterie di dimensioni molto maggiori.
Per garantire la reale sostenibilità ambientale del progetto, l’idrogeno utilizzato da Tper appartiene alla categoria dell’idrogeno low-carbon.
Questa definizione comprende diverse modalità produttive caratterizzate da basse emissioni di CO₂:
– Idrogeno verde (Green Hydrogen): è prodotto mediante elettrolisi dell’acqua alimentata da energia rinnovabile proveniente da impianti fotovoltaici o idroelettrici.
– Bioidrogeno: viene ottenuto da fonti biologiche come biogas e biomasse e eappresenta una soluzione particolarmente interessante nell’ambito dell’economia circolare perché consente di valorizzare rifiuti agricoli e organici.
-Idrogeno blu: è prodotto attraverso il reforming del metano associato a tecnologie di cattura e stoccaggio della CO₂ (CCS – Carbon Capture and Storage). La CO₂ generata durante il processo viene intercettata e immagazzinata, riducendo drasticamente le emissioni climalteranti.
Le infrastrutture di rifornimento: una sfida tecnologica complessa. Tper ha sviluppato parallelamente un articolato sistema infrastrutturale destinato al rifornimento della flotta.
La realizzazione delle stazioni di rifornimento è stata affidata a TPH2, società partecipata da Tper e da HGeneration del Gruppo Wolftank. Il primo impianto è stato completato presso il deposito Tper di via Battindarno a Bologna.
L’investimento complessivo per le infrastrutture supera i 6 milioni di euro, finanziati attraverso fondi aziendali, PSNMS e PNRR.
Come funziona la stazione di rifornimento a idrogeno: l’idrogeno viene trasportato fino all’impianto mediante speciali autocisterne chiamate carri bombolai. Una volta arrivato al deposito:
– viene ricevuto dall’impianto;
– viene compresso da due compressori operanti in parallelo;
– viene stoccato in appositi contenitori ad alta pressione;
– viene distribuito agli erogatori per il rifornimento degli autobus.
Particolarmente innovativo è il sistema di stoccaggio denominato Logistic Container, sviluppato da Wolftank, che utilizza più banchi indipendenti di accumulo.
Questa soluzione consente di:
– ridurre i tempi di rifornimento;
– ottimizzare i consumi energetici;
– migliorare l’efficienza dell’intero sistema;
– aumentare la disponibilità operativa della stazione.
L’idrogeno viene trasferito agli autobus tramite due erogatori ad alta portata. I serbatoi installati sui veicoli vengono riempiti fino a una pressione operativa massima di 350 bar.
Per la sicurezza è presete un sistema interamente automatizzato.
L’impianto bolognese è equipaggiato con:
– sensori di pressione;
– sensori di temperatura;
– sistemi di rilevamento perdite;
– controlli automatici;
– software di monitoraggio centralizzato.
Durante il rifornimento avviene inoltre una comunicazione continua tra l’autobus e la stazione attraverso un sistema di trasmissione a infrarossi mediante il quale vengono scambiate in tempo reale informazioni relative a:
– pressione interna dei serbatoi;
– temperatura dell’idrogeno;
– stato del veicolo;
– parametri operativi del rifornimento.
Il sistema è in grado di interrompere automaticamente il processo in caso di anomalie, garantendo la massima sicurezza.
Benefici ambientali: l’intera flotta di 127 autobus consentirà di evitare l’emissione di circa 7.700 tonnellate di anidride carbonica ogni anno rispetto a veicoli diesel equivalenti.
A questo beneficio si aggiungono:
– l’azzeramento delle emissioni locali di particolato;
– la riduzione degli ossidi di azoto;
– il miglioramento della qualità dell’aria urbana;
– la diminuzione dell’inquinamento acustico.
Oltre agli aspetti ambientali, i Solaris Urbino 12 Hydrogen offrono elevati standard di comfort.
Tra le principali dotazioni figurano:
– pianale completamente ribassato;
– climatizzazione integrale;
– prese USB per i passeggeri;
– impianti di videosorveglianza;
– spazi dedicati alle persone a mobilità ridotta;
– sistemi di ancoraggio per sedie a rotelle.
Soddisfatta Giuseppina Gualtieri, presidente e ad di Tper: “Quando siamo partiti nel 2019 si parlava di idrogeno entro il 2030. Poi sono arrivate la pandemia e gli obiettivi delle politiche europee come il PNRR e nazionali che hanno dato la baseper investimenti innovativi. Da lì è partita l’idea di lavorare concretamente al ‘progetto idrogeno’, presentato tra il 2021 e il 2022: oggi siamo al completamento”. Aggiunge Paolo Paolillo, Direttore della Tper “L’idrogeno rappresenta un elemento fondamentale dell’energy mix di Tper: una tecnologia che consente di coniugare autonomia, flessibilità operativa e azzeramento delle emissioni locali, contribuendo concretamente al percorso verso la neutralità climatica del 2030.”
L’esperienza di Ferrara. Prima del debutto bolognese, Tper aveva già maturato esperienza nella gestione di autobus a idrogeno a Ferrara.
Nel capoluogo estense sono già operativi 10 Solaris Urbino Hydrogen, supportati da una stazione di rifornimento entrata in funzione nel settembre 2025. Nei primi cinque mesi di esercizio i veicoli hanno percorso oltre 62.000 chilometri in servizio regolare.
I risultati ottenuti hanno evidenziato consumi compresi tra 14 e 15 chilometri per ogni chilogrammo di idrogeno utilizzato, valori che risultano competitivi rispetto ai tradizionali autobus diesel in termini di costi operativi, autonomia e produttività del servizio.
Con l’introduzione di 127 autobus fuel cell e delle relative infrastrutture di rifornimento, Bologna si candida a diventare uno dei principali laboratori europei per la mobilità sostenibile basata sull’idrogeno.
L’iniziativa dimostra come l’integrazione tra innovazione tecnologica, investimenti pubblici, ricerca industriale e pianificazione urbana possa accelerare la transizione ecologica del trasporto pubblico.
La città emiliana non sta semplicemente sostituendo una flotta di autobus: sta costruendo un ecosistema energetico innovativo che potrebbe rappresentare un modello di riferimento per molte altre realtà italiane ed europee impegnate nella lotta al cambiamento climatico.

Fonte: Tper Bologna