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Viking Libra. La prima nave da crociera a idrogeno fuel cells è prodotta in Italia

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Nel cuore della trasformazione energetica globale, anche il settore crocieristico sta vivendo una svolta epocale. Non si tratta più soltanto di ridurre le emissioni, ma di ripensare completamente il modo in cui le navi vengono progettate, alimentate e integrate negli ecosistemi marini. In questo contesto nasce una nuova generazione di unità navali, tra cui spicca la Viking Libra (varo il 19/03/26), una nave destinata a segnare un punto di non ritorno: un gigante del mare capace di operare senza emissioni grazie all’idrogeno. Con una lunghezza di 239 metri e una stazza di oltre 54.000 tonnellate, questa nave rappresenta un perfetto equilibrio tra dimensioni contenute e capacità elevata, potendo ospitare quasi mille passeggeri distribuiti in 499 cabine. Ma ciò che la rende davvero unica non è la sua architettura o il comfort a bordo, bensì il suo cuore tecnologico. Il vero salto innovativo risiede nell’utilizzo dell’idrogeno liquefatto come fonte energetica primaria e un grande propulsore a fuel cells (pile a idorgeno). A differenza dei combustibili tradizionali, l’idrogeno, quando utilizzato in celle a combustibile, produce energia elettrica senza emissioni dirette di CO₂, rilasciando solo vapore acqueo.Il sistema adottato a bordo combina celle a combustibile di tipo PEM (a membrana polimerica) con una gestione avanzata dell’energia. Questo consente di raggiungere una potenza di circa sei megawatt, sufficiente non solo per la propulsione ma anche per alimentare tutti i servizi di bordo. In pratica, la nave può navigare, sostare in porto e garantire tutte le operazioni quotidiane senza generare emissioni inquinanti.Se l’idrogeno rappresenta una soluzione ideale dal punto di vista ambientale, la sua gestione è tutt’altro che semplice. Il gas deve essere portato e mantenuto a temperature estremamente basse (-253 *C) liquefatto, e ciò richiede sistemi di stoccaggio altamente sofisticati. La vera innovazione introdotta in questo progetto è un sistema containerizzato per il carico e lo stoccaggio dell’idrogeno direttamente a bordo. Questa soluzione consente una maggiore flessibilità logistica e supera uno dei principali limiti della diffusione dell’idrogeno: la complessità della catena di approvvigionamento. Inoltre, si tratta di uno dei primi esempi al mondo di stoccaggio massivo di idrogeno liquido su una nave da crociera, un passaggio fondamentale per rendere questa tecnologia scalabile e replicabile. Uno degli aspetti più rivoluzionari è la possibilità di accedere ad aree marine protette o particolarmente sensibili. I fiordi norvegesi, ad esempio, sono soggetti a normative ambientali sempre più stringenti, che limitano drasticamente le emissioni delle navi. Grazie alla propulsione a emissioni zero, queste nuove unità potranno attraversare tali ecosistemi senza alterarne l’equilibrio. Non è solo una questione tecnica, ma anche culturale: il turismo marittimo si sta adattando a una nuova etica della sostenibilità. Dietro questa rivoluzione non c’è solo innovazione energetica, ma anche una profonda trasformazione industriale. I cantieri navali coinvolti stanno evolvendo verso modelli produttivi sempre più digitalizzati. Automazione, robot collaborativi, realtà aumentata e intelligenza artificiale stanno diventando strumenti quotidiani nella costruzione delle navi. Queste tecnologie permettono di migliorare la precisione, ridurre i tempi di produzione e aumentare la sicurezza dei lavoratori. La Viking Libra rappresenta solo il primo passo di una strategia molto più ampia orientata all’introduzione dell’idrogeno nel settore crocieristico. La nave gemella prevista per il 2027 conferma infatti che non si tratta di un progetto isolato, ma dell’avvio di una vera e propria nuova generazione di unità progettate attorno a sistemi energetici alternativi. A queste si aggiunge un ulteriore programma industriale che guarda al lungo termine, con la pianificazione di nuove navi entro il 2031 e la possibilità di espandere ulteriormente la flotta, segnale evidente di una fiducia crescente nella maturità di queste tecnologie. In questo scenario, il cantiere di Ancona assume un ruolo centrale non solo dal punto di vista produttivo, ma anche simbolico. Qui prende forma una trasformazione che coinvolge l’intero comparto navale, segnando il passaggio da modelli tradizionali a soluzioni integrate basate su sostenibilità, efficienza energetica e innovazione tecnologica. La cerimonia di varo della nave a idrogeno si è svolta alla presenza del Direttore dello Stabilimento di Ancona, Gilberto Tobaldi, insieme ai rappresentanti del team Viking, evidenziando il valore di una collaborazione industriale che nel tempo si è consolidata fino a diventare una delle più significative nel settore crocieristico. La nave si inserisce in un portafoglio congiunto ormai molto ampio, che comprende complessivamente 26 navi tra ordini già confermati, contratti firmati e opzioni future, a dimostrazione della solidità e della continuità del rapporto tra le due realtà industriali, segno che l’idrogeno non è più una sperimentazione, ma una direzione concreta per il settore.  L’obiettivo è costruire un modello industriale replicabile, capace di trasformare l’intero comparto. Queste navi diventano veri e propri laboratori galleggianti, in cui si sperimentano soluzioni destinate a diventare standard nei prossimi decenni. In un mondo in cui la sostenibilità non è più un’opzione ma una necessità, il mare si prepara a diventare uno dei protagonisti della transizione energetica. E queste nuove navi rappresentano il primo passo concreto verso un futuro in cui viaggiare significherà anche rispettare profondamente l’ambiente che si attraversa.

Fonte: Media center Viking